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Maurizio Gardini: «Giovani e lotta alle false coop, qui ci giochiamo il nostro futuro»

18 Settembre Set 2018 1336 18 settembre 2018
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Il presidente del gruppo Conserve Italia, di Confcooperative e dell’Alleanza delle cooperative italiane in un'intervista sul numero del magazine in distribuzione traccia il futuro della cooperazione e della mutualità tra sfide e obiettivi

Presidente del gruppo Conserve Italia (Valfrutta, Cirio, Yoga, Derby), di Confcooperative e dell’Alleanza delle cooperative italiane, Maurizio Gardini è certamente una delle personalità più influenti nella galassia del mondo cooperativo degli ultimi anni. Il documento “Cambiare l’Italia cooperando” redatto proprio dall’Alleanza in occasione delle ultime elezioni è una sorta di manifesto dell’economia della promozione umana che fra gli obiettivi si pone esplicitamente quello di orientare il mutualismo «allo sviluppo locale, applicando il metodo cooperativo nella collaborazione tra imprese». Per raggiungere il traguardo però non si può prescindere dal fare chiarezza all’interno dello stesso mondo cooperativo. Espellendo dal sistema le cosiddette “false coop”.


Maurizio Gardini

Presidente partiamo da qui, dalle false coop: dove sono, quante sono, come nascono?
Quello delle false cooperative è un fenomeno per sua natura difficilmente localizzabile e quantificabile. Tra gli escamotage utilizzati da pseudo imprenditori senza scrupoli, che scelgono la forma giuridica della cooperativa per agire nell’illegalità ed eludere le regole della leale concorrenza, c’è la breve durata delle loro finte cooperative. In questo modo si riducono fin quasi ad annullarsi le possibilità di incappare nelle maglie dei controlli. Secondo le stime del Centro Studi dell’Alleanza delle cooperative ci sono oltre 100mila lavoratori che operano, all’interno delle sole cooperative di logistica e dei servizi alla persona, totalmente nel sommerso, in un limbo non monitorato, senza tutele né garanzie, con una perdita netta per l’erario, in termini fiscali e previdenziali, di oltre 750 milioni di euro l’anno. Un fenomeno, quello del lavoro sommerso, che in Italia interessa complessivamente 3,3 milioni di lavoratori (fonte Istat/Censis). Come Alleanza delle cooperative abbiamo promosso una raccolta di firme a sostegno di una proposta di legge di iniziativa popolare contro le false cooperative. In pochi mesi ne abbiamo raccolte 120mila. Il testo è approdato in Parlamento, ma è rimasto incagliato nel calendario dei lavori. Alcune norme hanno trovato spazio nell’ultima legge di Stabilità. Ma non basta. Confidiamo con il nuovo governo e con il ministro Di Maio di stringere le misure per mettere un punto a questo problema ormai intollerabile.


Al di là delle false coop come recuperare e innovare la tradizione mutualistica?
Restando fedeli a se stessi, ai principi fondativi, il che non vuol dire restare immobili ma facendo al contempo crescere la capacità di innovare, di dare risposte nuove ai vecchi come ai bisogni emergenti. La cooperazione nasce per questo, per organizzare risposte a bisogni sociali ed economici. Finché ci saranno bisogni da soddisfare e finché ci sarà spazio per autorganizzare risposte senza delegare tutto al pubblico o al privato for profit, ci sarà spazio per innovare la tradizione mutualistica. La cooperazione per questa sua peculiare natura non può restare ferma, si autocondannerebbe prima alla residualità e poi all’estinzione. Siamo consapevoli del fatto che alcuni processi vanno accelerati, che forse prima un passo sostenuto era sufficiente ma che ora bisogna correre potendo contare sia sullo scatto del velocista sia sulla resistenza del podista.


Come attrarre i giovani dentro questa prospettiva?
Facendo scoprire loro il fascino della cooperazione e della mutualità che non sono solo storia ma soprattutto futuro. Siamo consapevoli che tra i millennials si stanno radicando nuove configurazioni di valori che segnano una cesura netta con quelli delle generazioni che li hanno preceduti...


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