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Sanpa, una comunità che crea valore, moltiplicato 5

18 Settembre Set 2018 1214 18 settembre 2018
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Presentato oggi, a Roma, il Bilancio di missione 2017 e la prima misurazione dell’impatto sociale (analisi Sroi) di San Patrignano. Numeri importanti che attestano come ogni euro investito restituisca oggi oltre cinque volte tanto alla società nel suo complesso, tra formazione professionale, trattamenti riabilitativi e riduzione della criminalità

San Patrignano è una comunità che crea valore. Nel 2017, le risorse donate/investite nella comunità, pari a 5.350.000 euro, hanno generato un valore economico sociale di quasi 29 milioni di euro (ogni singolo euro ha dato un ritorno sociale di 5,21 euro) in termini di: formazione professionale dei ragazzi in percorso, risparmio per la collettività derivante dal trattamento riabilitativo e riduzione dei costi della criminalità legata alla tossicodipendenza. È questa la fotografia della comunità scattata attraverso i risultati relativi al Bilancio di missione 2017 e al calcolo dello Sroi di San Patrignano, che per la prima volta si è sottoposta alla misurazione dell’impatto sociale generato dalle sue attività (calcolo effettuato seguendo i principi della Guida al ritorno sociale sull’investimento sviluppato da Sroi Network).

I dati sono stati presentati oggi, martedì 18 settembre, a Roma, alla presenza - tra gli altri - di Antonio Tinelli, presidente Comunità San Patrignano; Francesco Rullani, professore associato all'Università Luiss Guido Carli e direttore dell'Ethics Responsibility and Sustainability Hub alla Luiss Business School; Pietro Versari, postdoctoral research fellow alla Católica Lisbon School of Business and Economics.

«I dati contenuti nel Bilancio di missione 2017 che abbiamo presentato oggi dimostrano l’incredibile generosità della comunità, che continuando a basare il proprio impegno sul principio della gratuità, permette allo Stato un risparmio enorme», dichiara Antonio Tinelli, presidente di San Patrignano. «Lo scorso anno, abbiamo ricevuto oltre 6mila telefonate e circa 4mila mail di richieste d’aiuto; abbiamo incontrato più di 42mila studenti per fare attività di prevenzione sulle tossicodipendenze e registrato 421 nuovi ingressi in comunità (di cui 33 minori e 26 dal carcere), che arrivano a 505 se consideriamo anche coloro che sono entrati nella struttura di pre-accoglienza a Botticella, propedeutica al percorso. In 40 anni, abbiamo accolto complessivamente 26mila ragazzi, a fronte di 0 euro versati alla comunità, ad eccezione di quelli percepiti oggi per i minorenni e da oltre 10 anni a questa parte abbiamo avviato una importante attività di prevenzione che ci permette di raggiungere ogni anno circa 50 mila studenti di tutta Italia per sensibilizzarli attorno al problema delle dipendenze».

A San Patrignano, due cardini fondamentali dell’iter di recupero per ogni ragazzo sono studio e formazione professionale: due strumenti necessari per riappropriarsi del proprio “io” e reinserirsi al meglio nella società, una volta terminato il percorso. Nel 2017, dei 260 ragazzi che hanno terminato il loro iter, 244 si sono reinseriti nel mondo esterno: di questi l’85% con un lavoro in mano. I benefici derivanti dal reinserimento lavorativo dei ragazzi, conseguente alla formazione professionale, sono stati quantificati in 3.170.232 euro (somma calcolata in base alla retribuzione dei ragazzi reinseriti nel 2017)

I ragazzi che entrano a San Patrignano sono inseriti in un percorso terapeutico di educazione e riabilitazione, attraverso interventi psicoterapeutici e/o psichiatrici (laddove necessario); un programma individuale di recupero, personalizzato in base alle caratteristiche di ogni singolo individuo; un servizio di tutoraggio e di screening dello stato di salute costanti. Il valore del risparmio per lo Stato derivante dal trattamento riabilitativo dei ragazzi in percorso è stato quantificato in circa 23 milioni di euro, calcolati in base alla mancata riscossione da parte di San Patrignano delle rette giornaliere per i ragazzi ospitati, che ogni Regione avrebbe dovuto pagare.
Inoltre nel 2017, San Patrignano ha ospitato 163 ragazzi in regime alternativo al carcere - per un totale di 18.084 giornate - i quali, da detenuti, sarebbero costati allo Stato 150 euro al giorno. Il risparmio totale per lo Stato ammonta quindi a 2.712.600 euro; sottraendo da questa cifra le rette pagate all’Ausl per i regimi di detenzione alternativa, il valore creato da San Patrignano è pari a 2.667.431,31 euro.

«È facile dedurre come le risorse investite in San Patrignano lo scorso anno risultino di gran lunga inferiori a quelle che quantificano l’impatto sociale positivo delle attività della nostra comunità» conclude Tinelli. «E le previsioni per il prossimo triennio risultano altrettanto positive: tenendo conto dell’impatto negli anni successivi al 2017, il valore attualizzato totale sale alla cifra stimata di 33.680.747,64 euro per il triennio 2017-2019, portando a uno SROI a tre anni pari a 6,30 euro».

Dalla sua nascita ad oggi, la comunità non ha mai chiesto contributi ai ragazzi ospitati né alle loro famiglie o allo Stato, a eccezione delle rette oggi percepite per i minorenni. Da questa scelta deriva la sfida quotidiana di San Patrignano per raggiungere l’auto-sostenibilità, fra le sue attività produttive e le tante iniziative di raccolta fondi.

Infine, nel 2017, i ricavi della comunità hanno raggiunto quota 27.375.000 euro, di cui quasi i 2/3 - il 65,9% (più di 18 milioni di euro) - provenienti dalle attività produttive di Sanpa; poco meno di 1/3 - il 29,2% (8 milioni) è arrivato dalle donazioni; e il restante 5,9% (1,3 milioni) da regalistica ed eventi. Ricavi di poco inferiori ai costi, pari a 27.545.000, di cui quasi 11 milioni per la quotidianità dei ragazzi in comunità, sostegno educativo, psicoterapeutico e legale dei ragazzi, 15 milioni per le attività finalizzate alla formazione e quasi 2 milioni per le cure mediche.

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