Welfare

Dell'Aringa, così sognava il nuovo welfare

19 Settembre Set 2018 0949 19 settembre 2018

Riproponiamo un brano di un'intervista a Carlo Dell'Aringa deceduto ieri sulla necessaria riforma del welfare. Una riflessione da non far cadere

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Carlo Dell'aringa
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Riproponiamo un brano di un'intervista a Carlo Dell'Aringa deceduto ieri sulla necessaria riforma del welfare. Una riflessione da non far cadere

Qui alcuni passaggi di un'intervista a Carlo Dell'Aringa, deceduto ieri sera, l'intervista era incentrata sulla necessaria riforma del Welfare. Appunti che oggi paiono un lascito da non lasciar cadere.

In questo momento storico si confrontano due posizioni. Chi vuole difendere il vecchio modello di welfare universalistico e chi invece guarda ad un welfare articolato e sussidiario. Questa seconda opzione mira a mettere in relazione sui vari territori i bisogni latenti, che in questo momenti sono elusi anche a causa della ristrettezza economica, e l'offerta di servizi che in parte già esiste ma non riesce ancora ad emergere.

Oggi infatti quello che chiamiamo secondo welfare o welfare secondario è in realtà un welfare di risulta, di scarsa qualità, affidata spesso ad operatori stranieri poco qualificati. Invece la fornitura di questi servizi (servizi alla persona, alla famiglia alle non autosufficienze per la povertà) può essere un eccellente chance per portare occupazione nei prossimi 5 o 7 anni. Periodo nel quale, per restare a galla come sistema paese, siamo chiamati a creare almeno 3 milioni di posti lavori senza considerare quel milione di lavoratori over 50 che dovremo riqualificare.

Naturalmente è impossibile trovare risposte a questa emergenza occupazionale dei servizi pubblici nelle banche o nelle assicurazioni. Questo è il passato. Con un'adeguata parificazione e un vero meccanismo di leva fiscale e previdenziale sarà invece possibile pensare e lanciare un grande piano sul nuovo welfare in grado di offrire servizi sociali ad alta qualità e dall'altra lavoro dignitoso anche ai giovani e meno giovani italiani. Questo attraverso la mediazione dei corpi intermedi e delle associazione e a strumenti che mettano il bisognoso in grado di fare ogni sforzo possibile per uscire dalla condizioni di bisogno.

Si tratta di un welfare sussidiario ispirato da principi concorrenziali di quasi mercato, come del resto è successo con buoni risultati in Belgio e Francia col sistema dei buoni. Un meccanismo di questo genera sarebbe in grado si produrre 10 a fronte di un investimento pubblico di 1. È questa la leva di cui abbiamo bisogno.

Carlo Dell'Aringa è deceduto per un malore improvviso, all’estero dove si trovava per un viaggio, l’economista del lavoro Carlo Dell’Aringa. Professore emerito dell’Università Cattolica, aveva 77 anni. Dell’Aringa era uno degli animatori dell’Arel fondata da Beniamino Andreatta. Il suo contributo in materia di lavoro è stato ampio, profondo e a diversi livelli. Alla fine degli anni ‘90 è stato presidente dell’Aran, l’agenzia per la rappresentanza delle pubbliche amministrazioni. Negli anni 2000 è stato commissario straordinario dell’Isfol. Nello stesso periodo è stato uno degli estensori del libro Bianco sul mercato del Lavoro su cui si è basata la legge Biagi approvata nel 2003.