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Italia

One Vote, al via la campagna per porre fine alla povertà estrema

21 Settembre Set 2018 1609 21 settembre 2018
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L’organizzazione internazionale One lancia il 25 settembre la campagna ONE Vote Italia, per esortare la nuova classe politica ad adottare misure urgenti per contribuire a sostenere la lotta per un mondo più equo durante il loro mandato in Parlamento

Il 25 settembre l’organizzazione internazionale anti-povertà The One Campaign darà avvio a una nuova campagna tutta italiana che vuole esortare la nuova classe politica ad adottare misure urgenti per combattere la povertà estrema. Il lancio della campagna One Vote Italia coincide con il terzo anniversario dell’adozione degli Obiettivi di sviluppo sostenibile in sede Onu.

Nella giornata in questione gli Youth Ambassador di One, un gruppo di quaranta giovani attivisti che sensibilizzano l’opinione pubblica sulla lotta alla povertà estrema, faranno la spola tra Palazzo Montecitorio e Palazzo Madama per presentare la campagna a deputati e senatori di diversi schieramenti. Li esorteranno a fare ciò che è nel proprio potere per contribuire a sostenere la lotta per un mondo più equo durante il loro mandato in Parlamento e per garantire che le leggi italiane ed europee diano la possibilità ai più poveri del mondo di liberarsi più velocemente dalla povertà.

In merito al lancio imminente della campagna Emily Wigens, referente di One per l’Italia, ha dichiarato:
«La campagna One Vote vuole porre l’accento sulla necessità da parte dell’Italia, così come degli altri paesi europei, di far propria l’idea che il destino dell’Europa e dell’Africa sono interconnessi. Dalla stabilità e prosperità dell’uno, dipenderanno infatti la stabilità e la prosperità dell’altro. È necessario farsi avanti e investire ora per favorire lo sviluppo del continente e del suo potenziale. Una gioventù africana emancipata e che abbia accesso alle giuste opportunità educative e lavorative può fungere da motore della crescita globale, dell'innovazione e può modellare il futuro di entrambi i nostri continenti. È una situazione vantaggiosa per tutti». Wigens ha aggiunto: «Ancor prima del lancio ufficiale della campagna, abbiamo raccolto largo interesse da parte di rappresentanti politici di diversi schieramenti. La sconfitta della povertà estrema, infatti, non ha un colore politico. La necessità di garantire una vita dignitosa a tutti, a prescindere dal paese di appartenenza, dovrebbe infatti essere un valore universale che trascende l’appartenenza politica».

Nel 2050 la popolazione della vicina Africa raddoppierà e, nello stesso orizzonte temporale, la metà dei suoi abitanti avrà meno di 25 anni. I giovani africani saranno quindi 10 volte più numerosi dei giovani dell’Ue. Ciò significa che il continente dovrà creare 22,5 milioni di posti di lavoro all’anno per fornire opportunità a tutti. Considerato, inoltre, che Paesi più sani ed istruiti sono anche più ricchi e stabili, è fondamentale che l’Italia, così come altri Paesi, agisca adesso aumentando gli investimenti a favore dell’istruzione, occupazione e emancipazione della gioventù africana in rapida crescita. L’Italia, in qualità di paese membro del G7 e del G20 nonché di uno tra i più grandi stati membri dell’Unione Europea, ha un ruolo cruciale da giocare ai fini dell’eradicazione della povertà estrema, se saprà dimostrare leadership su questo tema a casa e in Europa. A tal fine, One esorta l’Italia a:

- Continuare ad aumentare l’aiuto pubblico allo sviluppo (Aps) italiano, stabilendo un’ambiziosa tabella di marcia per arrivare all’obiettivo di destinare lo 0,7% del reddito nazionale lordo all’aiuto allo sviluppo, come stabilito dagli accordi internazionali, prima della scadenza del 2030 per raggiungere gli Obiettivi di sviluppo sostenibile e porre fine alla povertà estrema. Sarà inoltre necessario garantire che l’aiuto allo sviluppo sia destinato in via prioritaria alle aree e alle persone che ne hanno maggiormente bisogno, come l’Africa subsahariana dove si concentra la maggioranza dei paesi fragili.

- Aumentare, di pari passo ai livelli globali di aiuto allo sviluppo, gli investimenti tramite istituzioni multilaterali efficaci, come il Fondo Globale per la lotta all’AIDS, tubercolosi e malaria o Gavi - l’Alleanza per i Vaccini, che hanno salvato rispettivamente 11 milioni e 9 milioni di vite, contribuendo nel contempo a rafforzare le economie e a promuovere comunità più sane. Gli investimenti tramite istituzioni multilaterali innovative ed efficaci possono amplificare al massimo l’impatto dell’aiuto allo sviluppo.

- Garantire che il prossimo Quadro finanziario dell’Ue, il bilancio a lungo termine europeo, preveda un aumento dei fondi destinati allo sviluppo e raggiunga la cifra di 140 miliardi di euro, permettendo così all’Ue di affrontare le sfide globali che ha dinanzi e di consolidare il suo ruolo di leader globale nel panorama internazionale.

- Implementare norme innovative contro la corruzione per impedire che miliardi di euro siano sviati dai paesi in via di sviluppo ogni anno attraverso una rete di attività corrotte che vede l'uso di società di comodo anonime, riciclaggio di denaro sporco ed evasione fiscale illegale.

- Contribuire a porre rimedio alla crisi globale rappresentata dal fatto che 130 milioni di bambine nel mondo non vanno a scuola, aumentando di 33 milioni di euro lo stanziamento a favore del Partenariato mondiale per l’istruzione (Gpe).

Foto: ©Jonathan Kho/Unsplash

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