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Agire contro l'azzardo si può: il caso di San Martino Siccomario, un esempio per i sindaci e territori

23 Settembre Set 2018 1134 23 settembre 2018
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Il 20 settembre scorso, il Consiglio di Stato ha messo la parola “fine” alla battaglia che vedeva il Comune di San Martino Siccomario, in provincia di Pavia, impegnato contro le sale gioco che, senza autorizzazione, infestavano il suo territorio. Per aprire sale vlt non basta l'autorizzazione della Questura, serve il permesso del Comune: lo stabilisce la legge, ora lo attestano anche i giudici. Altrimenti l'attività commerciale è abusiva

Ci sono piccole, grandi storie di coraggio e tenacia. Il coraggio civile e la tenacia dei nostri amministratori locali, che sono la vera spina dorsale civica del Paese. Coraggio perché passare dalle parole ai fatti comporta sempre dei rischi. Tenacia perché, a dispetto di quei rischi, quando si ha chiaro il proprio mandato - e quello di un sindaco è costituzionalmente chiaro: tutelare salute, sicurezza, dignità dei cittadini sul territorio - tutto viene da sé.

Arriva una bella conferma. E, al contempo, una bella notizia sul fronte no slot. L'azione civica del comune di San Martino Siccomario, seimila abitanti in provincia di Pavia, è stata riconosciuta da una sentenza del Consiglio di Stato arrivata il 20 settembre scorso.

IL 20 settembre il Consiglio di Stato, ovvero il massimo organo della giustizia amministrativa, ha messo la parola fine a una disputa che vedeva l'amministrazione comunale contrapporsi alle sale gioco abusive presenti sul proprio territorio.

Non è stato facile, per il Comune di San Martino Siccomario ottenere questo risultato. Ma lo ha ottenuto, con coraggio e tenacia. E in punta di diritto: rispondendo da un lato ai (pochi, in verità) critici che affermavano che non c'è nulla da fare contro i colossi dell'azzardo (perché business is business) e, dall'altro, dando una concreta prova di ascolto dei (tanti) cittadini che chiedevano rispetto delle leggi e tutela della salute, dell'integrità e della legalità.

Nel territorio di san Martino, le sale gioco, con vlt (macchinette particolarmente aggressive, che macinano migliaiai di euro l'ora) all'interno, avevano l'autorizzazione della Questura. Ma il Consiglio di Stato ha riconosciuto che la sola autorizzazione della Questura non è sufficiente. Leggiamo dalla sentenza «esclusivamente ai soli fini di pubblica sicurezza, in data 21 giugno 2011 il Questore di Pavia ha rilasciato un’autorizzazione ex art. 88 del Testo Unico di Pubblica Sicurezza per l’installazione di apparecchi videoterminali di cui all’art. 110, comma 6, lett. b) del TULPS (cd. video lottery)», ma «detta autorizzazione non costituisce titolo che legittima l’attività sotto il profilo commerciale, quanto piuttosto provvedimento reso ai soli fini del controllo sulle qualità soggettive del titolare”

L'autorizzazione ex art. 88 del TULPS non costituisce, insomma, « titolo che legittima l’attività sotto il profilo commerciale». Ne consegue che l'autorizzazione comunale è condizione necessaria per esercitare questa attività.

Un'altra fake news che cade davanti ai fatti: quante volte i nostri sindaci e gli amministratori locali si sono sentiti dire che non potevano farci nulla, perché tutto dipende unicamente ed esclusivamente dalla Questura? Falso!

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