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PerugiAssisi, la Marcia della Pace per vincere la rassegnazione

25 Settembre Set 2018 0916 25 settembre 2018
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La Marcia PerugiAssisi della pace e della fraternità 2018 ha un inno. Si intitola "È tempo" ed è stato scritto dai ragazzi di cinque scuole del Friuli Venezia Giulia. Il messaggio degli organizzatori: «Dobbiamo reagire! La pace non dipende solo dalle grandi decisioni ma anche da tutte le piccole, piccolissime, azioni fatte ogni giorno, da ciascuno, dappertutto»

La Marcia PerugiAssisi della pace e della fraternità 2018 ha un inno, "È tempo" scritto dai ragazzi di cinque scuole del Friuli Venezia Giulia. La canteranno camminando assieme il prossimo 7 ottobre, i partecipanti alla Marcia della Pace, lungo la strada che da Perugia conduce ad Assisi. I ragazzi hanno scritto il testo dopo aver cercato di rispondere a quattro domande cruciali dei nostri giorni: Cosa sta succedendo nel mondo? Cosa sta succedendo nelle nostre città? Cosa sta succedendo alla Terra in cui viviamo? E a noi, cosa ci sta succedendo?
I laboratori sono parte del progetto di educazione alla pace e alla cittadinanza glocale “Cosa sta succedendo?” promosso dal Coordinamento Nazionale degli Enti Locali per la Pace e i Diritti Umani, Coordinamento regionale degli Enti Locali per la Pace e i Diritti Umani del Friuli Venezia Giulia, Rete Nazionale delle Scuole di Pace, Tavola della pace. Un “Progetto speciale” sostenuto dall’Assessorato al lavoro, formazione, istruzione, pari opportunità, politiche giovanili, ricerca e università dellaRegione Autonoma Friuli Venezia Giulia.

Il ritornello, a cura della Scuola Media Pacifico Valussi di Udine, è in questo video: le altre strofe verranno presentate da oggi a sabato, con un video al giorno, attraverso il canale youtube "perlapace" e la Pagina Facebook della Marcia PerugiaAssisi.
I laboratori sono stati realizzati nelle scuole seguenti: Scuola Media Pacifico Valussi di Udine; Scuola Media Ugo Pellis di Fiumicello (Ud); Istituto Tecnico Economico Odorico Mattiussi di Pordenone; Scuola Elementare di Faedis (Ud); Scuola Media P. Amalteo di San Vito al Tagliamento (Pn). I cinque laboratori sono stati animati dalla cantautrice Erica Boschiero e coordinati da Flavio Lotti e Randa Harb del Coordinamento Nazionale degli Enti Locali per la Pace e i Diritti Umani. Un ringraziamento particolare va a tutte le insegnanti che hanno curato la formazione degli studenti con grande cura e passione. La musica e l’arrangiamento sono di Edu Hebling. Le riprese e montaggio dei video sono di Diego Zicchetti. Il progetto e la regia sono di Flavio Lotti.

Qui di seguito invece l’invito alla Marcia, «una proposta per vincere la rassegnazione».

«Alcune delle più importanti conquiste dell’umanità rischiano di essere progressivamente cancellate o annullate: l’universalità dei diritti umani, il diritto alla dignità, il principio di uguaglianza e di giustizia, la democrazia… Tutti i giorni, la negazione di questi diritti e principi avviene nella più totale impunità. Crimini orribili, visibili e invisibili agli occhi della comunità internazionale, vengono compiuti nell’inerzia generale. […] Nel frattempo, tante persone stanno cedendo alla paura e all’insicurezza, alla sfiducia e alla rassegnazione, assumendo gravi atteggiamenti di chiusura, indifferenza e rabbia. Decenni di individualismo sfrenato e di rincorsa dell’arricchimento, con il loro seguito di delusioni e fallimenti hanno cancellato in molti il senso della pietà e del bene comune, il valore della solidarietà e della condivisione, l’importanza dell’impegno democratico. E oggi finiscono per alimentare una politica priva di lungimiranza, etica, efficacia, credibilità e per dettare decisioni sbagliate che aggravano i problemi anziché risolverli. Grandi pericoli incombono. Dobbiamo reagire!

Diversamente dagli imprenditori dell’odio e dai rassegnati, noi sappiamo che sono le persone a fare la storia e che il cambiamento che sogniamo, la pace che desideriamo per noi, per i nostri cari e per l’umanità intera non dipende solo dalle grandi decisioni ma anche da tutte le piccole, piccolissime, azioni fatte ogni giorno, da ciascuno, dappertutto. Questi miliardi di “azioni di pace”, individuali e collettivi, spesso realizzate da donne, agiscono positivamente nella storia dell’umanità anche se non vengono raccontati dal mondo dell’informazione e della comunicazione e quindi non vengono valorizzate.

Per fronteggiare i problemi e le minacce che abbiamo davanti dobbiamo rafforzare questa corrente positiva, farla emergere in tutti campi e a tutti i livelli ed estenderla mettendo il nostro personale impegno al servizio degli altri e dell’umanità. Ciascuno, secondo le proprie possibilità e responsabilità.

Questo è il tempo in cui dobbiamo osare la fraternità. Non possiamo più permetterci di vivere in perenne competizione con gli altri perché stiamo distruggendo le cose più belle che abbiamo. La competizione è la sorella della guerra. Disertiamola!

Smettiamo di fare le guerre! Quelle armate che stanno devastando interi paesi e popolazioni, ma anche quelle più subdole che ci vedono continuamente gli uni contro gli altri, nell’economia come nei rapporti interpersonali.

Cerchiamo assieme le soluzioni dei problemi che non sono state trovate e intraprendiamo, sin da ora, nuove iniziative per attuarle. Investiamo sui giovani, rispettiamoli, prendiamoci cura del loro presente e futuro, attrezziamoli a fare la propria parte, diamogli adeguate opportunità.

Facciamo crescere l’economia della fraternità! Cominciamo dai luoghi in cui viviamo, cercando nuove strade per combattere la povertà e la disoccupazione, costruendo nuovi rapporti sociali, economici e personali centrati sulla cura reciproca.

Scopriamo insieme l’importanza e la bellezza della cura. La cura di noi e non solo dell’io. La cura reciproca. La cura della vita. La cura dei più indifesi. La cura del bene comune. La cura del mondo che condividiamo con gli altri. Affermiamo il dovere di proteggere ovunque tutte le persone minacciate da violenze, guerre, persecuzioni e sistematiche violazioni dei diritti umani!

Difendiamo la società aperta. Anzi, costruiamo una “vera” società aperta, inclusiva, solidale, accogliente.

Costruiamo una politica nuova e una nuova cultura politica nonviolenta basata sul rispetto della “dignità di tutti i membri della famiglia umana e dei loro diritti eguali e inalienabili”.

Impegniamoci per far rispettare gli impegni presi dai governi per costruire un futuro migliore per tutti, a partire dagli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile e dagli Accordi di Parigi sul clima.

Camminiamo insieme sulla strada che rigenera fiducia, speranza e volontà di cambiamento e… domenica 7 ottobre 2018, a settant’anni dalla firma della Dichiarazione Universale dei diritti umani, a cento anni dalla fine della prima guerra mondiale, a cinquant’anni dalla scomparsa di Aldo Capitini ci diamo appuntamento lungo la strada che conduce da Perugia ad Assisi. Non per fare una nuova marcia per la pace. Ma per ritrovarci e fare insieme, con te e tanti altri, un altro piccolo tratto della lunga marcia dell apace e della fraternità che ci vede impegnati tutti i giorni».

Per info logistiche e organizzative è nato il Gruppo Facebook BLA BLA MARCIA, che aiuta a dare o ricevere collaborazione in vista della trasferta del prossimo 7 ottobre alla PerugiAssisi: BLA BLA MARCIA | Tutti in Marcia verso la PerugiAssisi del 7 ottobre.

FOTO DI © C. STELLA/AG.SINTESI

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