Goel 105
Riconoscimenti

Al Gruppo Cooperativo Goel il premio “Buone Notizie” del Corriere della Sera

26 Settembre Set 2018 1127 26 settembre 2018
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Grazie al proprio impegno, dall’agricoltura biologica alla moda di fascia alta, dal turismo responsabile ai servizi sociali, votato al riscatto della Calabria attraverso l’etica la realtà sociale guidata da Vincenzo Linarello è stata insignita nella categoria “Le economie della fiducia”

Costruire fiducia, un passo alla volta: all’impegno di GOEL – Gruppo Cooperativo il premio Le economie della fiducia di Buone Notizie del Corriere della Sera.

Il comitato scientifico dell’inserto “Buone Notizie – L’impresa del bene” ha infatti deciso di assegnare il riconoscimento alla comunità di GOEL, fatta di cooperative, aziende e singole persone, che dal 2003 opera per il cambiamento ed il riscatto della Calabria attraverso l’etica, l’innovazione ed una ferma opposizione alle mafie.

Dall’agricoltura biologica alla moda di fascia alta, dal turismo responsabile ai servizi sociali: sono tanti i settori in cui GOEL applica il proprio metodo, con l’obiettivo di dimostrare come l’etica non sia solo una scelta morale ma l’unica strada percorribile per uno sviluppo economico vero dei territori in cui viene praticata.

Vincenzo Linarello

Un’etica efficace per un’economia umana che ha conquistato l’inserto del Corriere della Sera nato per raccontare l’energia, la professionalità e le soluzioni pratiche del Terzo Settore: il premio è stato assegnato lunedì 24 settembre nell’UniCredit Pavillon di Milano nel corso della festa per i primi 12 mesi dell’inserto che sta riscuotendo grande successo a livello nazionale.

«Questo premio, attraverso GOEL, è dedicato a tutti i Calabresi, singoli e associati, che non si arrendono», ha sottolineato il presidente Vincenzo Linarello durante la cerimonia. «Ai calabresi che lottano quotidianamente, che malgrado tutto non rinunciano al sogno di una Calabria innovativa, etica e solidale, una Calabria che vuole lasciarsi alle spalle il vecchiume della ‘ndrangheta, delle massonerie deviate e della politica corrotta».

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