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Marcello Foa: «No alla pubblicità del gioco d'azzardo in Rai»

26 Settembre Set 2018 1357 26 settembre 2018
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Ascoltato in audizione alla Commissione di Vigilanza Rai, il presidente designato dal CdA della Rai ha spiegato che indipendenza dell'informazione e coerenza col mandato di servizio pubblico sono incompatibili con gli spot del gioco d'azzardo

«Indipendenza, coerenza, sguardo al futuro, capacità di valorizzare il passato». Sono queste le parole chiave con cui Marcello Foa, nominato dal Consiglio di Amministrazione della Rai per la carica di Presidente, si è presentato alla Commissione di Vigilanza.

Nel suo discorso di presentazione alla Commissione, che ora dovrà decidere sulla sua nomina, Foa - una lunga carriera a Il Giornale, fondatore dell'Osservatorio europeo del giornalismo presso la Facoltà di Scienze della Comunicazione dell’Università della Svizzera italiana (USI), fino all'agosto scorso amministatore delegato e direttore della fondazione che controlla il Corriere del Ticino - ha espresso la propria posizione e la propria visione sul servizio pubblico.

Foa ha spiegato come la Fondazione che controlla il Corriere del TIcino, ma anche tv e radio del gruppo, benefici di un canone pubblico, fatto che contempla un aggravio di responsabilità in termini di imparzialità e indipendenza. Oltretutto, il mandato della Fondazione, creata 128 anni fa, è quello di tutelare indipendenza e pluralismo dell'informazione. Cosa che Foa si proprone di fare in Rai, da presidente, «distinguendo sempre fra le mie opinioni personali e il dovere di tutelare il pluralismo».

Ecco perché, ha aggiunto Foa, non deve esserci spazio per la pubblicità dell'azzardo sul servizio pubblico. Questa pubblicità è particolarmente aggressiva, ma anche invasiva e rischia di trasformare l'informazione in un'appendice del marketing.

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