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Mutualismo

Un miliardo di euro dalle cooperative per le cooperative

27 Settembre Set 2018 1216 27 settembre 2018
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In 25 anni Coopfond, il Fondo mutualistico di Legacoop, con le risorse raccolte tra gli associati che ogni anno versano il 3% degli utili per sostenere il decollo di nuove imprese e la crescita di realtà esistenti ha sostenuto oltre 1.200 realtà del mondo cooperativo

Un miliardo di euro. A tanto ammontano le risorse che in 25 anni Coopfond, il Fondo mutualistico di Legacoop, ha messo a disposizione delle cooperative aderenti all’associazione. Niente fondi pubblici: solo risorse provenienti dalle cooperative “in salute” che ogni anno versano il 3% degli utili per sostenere il decollo di nuove imprese e la crescita di realtà esistenti.

I numeri sono stati raccontati dal direttore generale Aldo Soldi a Roma nel corso di “Valori per fare impresa”, l’evento per celebrare i 25 anni di attività del Fondo. «La nostra attività», ha spiegato, «racconta meglio di tante parole in che cosa consiste il valore della mutualità, del sostegno reciproco che le cooperative si danno creando nuove opportunità di crescita, a costo zero per la collettività».

La raccolta media annua di Coopfond è stata pari a 20 milioni, con un picco superiore ai 35 all’inizio degli anni 2000 e una media scesa attorno ai 15 milioni annui dall’inizio della crisi economica iniziata nel 2008. Complessivamente è stato raccolto quasi mezzo miliardo che attraverso fondi rotativi ha permesso di aiutare oltre 1.200 realtà dal nord al sud del Paese, con un interessante “effetto Robin Hood”.

Il Fondo svolge, infatti, una funzione redistributiva, spostando risorse dalle cooperative più grandi alle piccole e medie e dai territori più ricchi a quelli dove la cooperazione deve crescere. In questo quarto di secolo, ad esempio, le regioni del sud hanno ricevuto così più del quadruplo delle risorse versate.

Grazie alla rotatività, è stato così possibile erogare complessivamente 1 miliardo a sostegno della cooperazione. Durante gli anni della crisi, in particolare, sono state sostenute 16 startup innovative e 60 workers buyout, attraverso cui ex dipendenti di società di capitali fallite hanno costituito una cooperativa che ha rilevato e fatto ripartire l’attività, salvando tra l’altro oltre 2.000 posti di lavoro.

La gestione del Fondo viene realizzata con una forte attenzione alle spese: i costi interni sono in costante diminuzione e arrivano oggi ad un’incidenza sul patrimonio gestito pari appena all’1,04%. Ma è soprattutto una gestione efficace: oggi il patrimonio si attesta infatti a 444 milioni, pari al 96,5% di quanto raccolto nei 25 anni di attività del Fondo, al netto delle erogazioni a fondo perduto per iniziative di particolare valore sociale o culturali.

Un risultato reso possibile dall’alto volume di rientri mantenuto anche durante la crisi. Ogni intervento, prima di essere finanziato, viene valutato infatti attraverso un doppio rating, sia finanziario sia sociale. Tutta l’attività viene poi accompagnata da un investimento forte sulla trasparenza, diffondendo le informazioni utili per comprendere le scelte operate e misurarne l’efficacia, attraverso il sito, una newsletter e il bilancio sociale.

Nel corso dell'ultimo esercizio, racconta l’ultima rendicontazione presentata, Coopfond ha stanziato 30 milioni di euro per sostenere complessivamente 42 progetti di imprese cooperative (28 milioni) e 48 iniziative su formazione, cultura e interventi di particolare rilievo sociale, a partire da quelli per le cooperative che gestiscono beni confiscati alle mafie (2 milioni, a fondo perduto).

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