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Governo

Becchetti: «La manovra? Puro tafazzismo»

28 Settembre Set 2018 1454 28 settembre 2018
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L'economista romano non usa mezzi termini: «O al Governo sono talmente ignoranti da non capire il problema oppure è una cosa deliberata. Altre spiegazioni per un'operazione così masochista non ci sono»

È arrivata il via libera alla “manovra del popolo”. Il Governo ha annunciato che il rapporto deficit/pil sarà fissato al 2.4%, ben superiore a quanto chiedeva il Ministro dell'Economia Tria e soprattutto a quanto si aspettava la Commissione europea. «Abbiamo programmato il più consistente piano di investimenti pubblici che sia mai stato realizzato in Italia», dice il premier Giuseppe Conte. «Stiamo facendo del bene all'Italia e agli italiani», ha sottolineando. Intanto però dai mercati i segnali non sono rassicuranti: con Piazza Affari che ha perso 26,6 miliardi di euro di capitalizzazione in poco più di tre ore dall'apertura. Abbiamo chiesto un commento all'economista Leonardo Becchetti.


Leonardo Becchetti

Si aspettava questo epilogo sulla manovra?
In questi giorni ci siamo sgolati per spiegare che aveva un significato ben preciso l'argine posto da Tria dell'1,6%. Con quel livello il rapporto debito-Pil sarebbe diminuito e avremmo dato un segnale importante per rinforzare la fiducia dei risparmiatori sul nostro debito. Ricordiamoci che le persone decidono se comprare i nostri titoli oppure altri sulla base della credibilità. Il Governo non solo non ha voluto seguire la linea del Ministro dell'Economia ma non ha voluto neanche andare ad un ragionevole compromesso che sarebbe stato intorno all'1,9-2% e che non avrebbe agitato troppo i mercati.

Come spiega questa scelta?
Si è voluto dare esplicitamente un segnale di conflitto portando il deficit al 2,4% che è un livello oltre il quale il debito non diminuisce. Era prevedibile la reazione di oggi delle borse. Una scelta tafazziana. Creare problemi per quattro decimali da cui non passa la ripresa del Paese è masochista.

In effetti anche su Twitter lei ha sottolineato che tutto questo non era necessario per mettere in campo tutte le proposte del Governo...
Non c'era nessun bisogno. Quei decimali valgono 6-7 miliardi. Non sono certo la cirfra senza la quale gli strumenti che il Governo va a varare sarebbero salatati.

E allora la ripresa del Paese da quali strumenti passa?
Dall'uso dei 150 miliardi di finanziamenti impantanati nelle pastoie burocratiche ma già finanziati. Dalla riduzione dei tempi della giustiiza civile, dal taglio della burocrazia, da Industry 4.0. Tutte cose che, tra l'altro Tria sta cercando di portare avanti

E intanto i mercati hanno reagito male?
Il problema è il segnale di incompetenza e voglia di sfida che diamo al mondo. È questo che spaventa gli investitori. Un segnale molto negativo. Da mani nei capelli. O al Governo sono talmente ignoranti da non capire il problema oppure è una cosa deliberata. Non so dire cosa sia più grave.

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