Rione Sanità Anna Spena
Giovani

“Le pietre scartate” del Rione Sanità

1 Ottobre Ott 2018 1526 01 ottobre 2018
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Un libro di Chiara Nocchetti dove si raccontano le storie di 25 giovani che stanno cambiando il Rione. “Vico Esclamativo” esce ufficialmente il 5 ottobre ed è il primo pubblicato dalla nuova casa editrice Edizioni San Gennaro nata in un quartiere dove “il modo di agire commuove prima di convincere

«L’eroina a Napoli l’ha portata mio padre. Mi ricordo di soldi e di gioielli. Mi ricordo anche di una domenica quando ha detto “Vado a comprare le paste”. Ma non è tornato più e con lui sono spariti i soldi. Avevo sei anni e mi dissi che doveva essere andato a cercarli lontano questi dolci. Mamma a casa non poteva stare, le avevano dato venticinque anni. Io non sapevo contare fino a dieci, figuriamoci se potevo capire quanto fossero lunghi venticinque anni, quanto mi sarebbe toccato starle lontano», Salvatore.
Salvatore è uno dei ragazzi del Rione Sanità, la sua storia come quella di Carlo o Lello, Nando, Gina e tanti altri la trovate nel libro Vico Esclamativo – Voci dal Rione Sanità, di Chiara Nocchetti, che inaugura la collana “Pietre Scartate”.

Il libro è il primo pubblicato dalla casa editrice “Edizioni San Gennaro”, l’ultima creatura nata dal “miracolo” del Rione Sanità che sarà presentato al pubblico il prossimo 7 ottobre nel Giardino delle Fontane del MANN alle ore 12.00.

Questo è un libro dove si accompagno le facce alle parole. E le parole hanno una faccia che racconta una storia. «Il punto in comune di tute le 25 storie», racconta l’autrice, «è che i ragazzi sono tutti vasi rotti che capiscono che ad un certo punto l’ unico modo per “aggiustarsi” è chiedere aiuto, perché è vero che nessuno si salva da solo».

«La storia delle Catacombe di San Gennaro, del lavoro di don Antonio Loffredo, del continuo sforzo di promozione di relazioni comunitarie in uno dei quartieri più difficili, ma anche più intriganti, di Napoli, è ormai molto nota», scrive Carlo Borgomeo presidente di Fondazione con il Sud, che ha sostenuto l’apertura della casa editrice, nelle prefazione del libro. «Ma chi leggerà queste storie, presentate in modo esemplare da Chiara Nocchetti, capirà molto, ma molto di più. Capirà che la potenza di questa vicenda è il frutto di un lavoro straordinario di accoglienza, di fiducia verso persone per le quali vi era un futuro di disperazione definitivamente segnato e di capovolgimento dei criteri abituali con cui scegliamo le persone.

Il libro è nato sulle pagina Facebook delle Catacombe di San Gennaro: «Avevo iniziato a pubblicare lì, una volta alla settimana, le storie dei ragazzi», racconta Chiara. «Poi ad un certo punto ci siamo accorti che, su quella pagina Facebook che contava poco più di 10mila mi piace, le storie dei ragazzi hanno raggiunto più di due milioni di visualizzazioni». Quelle di questi giovani prima ancora di essere storie di riscatto sono storie di bellezza: «In una società in cui ci spingono ad essere degli automi», dice Chiara Nocchetti, «a Rione Sanità succede il contrario. Qui si vive secondo la logica “Quello che è tuo è mio poi ci sarà però te”. Il successo dell’operazione delle Catacombe di San Gennaro, arrivate a 100mila visite all’anno, e di tutte le iniziative su questa scia, fino ad arrivare alla casa editrice, rappresentano una vera rivoluzione sociale».

Tutto questo è stato possibile grazie ad Antonio Loffredo, parroco illuminato del Rione Sanità. «Essere giovani è prodigioso: hai la forza, la speranza, la spregiudicatezza, la fiducia, il desiderio e la convinzione che lo realizzerai. Essere napoletani è cavalcare il limite, rendersi avvezzi alle acrobazie e inventare un cambiamento che renda possibile la realtà», scrive Loffredo a cui è stata affidata la postfazione di Vico Esclamativo.

«I ragazzi di cui parlo, che ho incontrato e che, dopo tante conferme, ancora non smettono di stupirmi, sono quelli su cui la Chiesa ha puntato e la cui scommessa è sta- ta vinta. Sono gli scarti, i residui, i tasselli del mosaico che compongono nuove icone, schegge di luce, sprazzi di cielo, la poesia che canta la vita. Sono il complemento, anzi il completamento essenziale, il rimedio al loro stesso male. Non si sceglie di nascere, né dove si nasce. Accade. Non tutte le vite sono uguali, ma tutti hanno egualmente il diritto di vivere, di esistere, di sentirsi accolti, riconosciuti, scelti. E di scegliere».

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