Tribunale Fallimentare
Eventi

#Processoalnonprofit, al via la prima udienza

1 Ottobre Ott 2018 1540 01 ottobre 2018
  • ...

L’iniziativa organizzata da Ferpi e Associazione per la Retorica andrà in scena con il primo dei tre appuntamento il 3 ottobre al Salone della CSR e dell’innovazione sociale. Toni Muzi Falconi, uno degli organizzatori: «È un gioco di retorica che si propone di convincere gli operatori del non profit, le istituzioni, le imprese e la società civile e il sistema dei media a cambiare narrativa sul non profit»

«È un’esperienza che mi ha lasciato senza fiato. Personalmente poi, quando lo “scontro” è finito, mi sono sentito uno straccio: avevo accusato i miei amici di Oxfam delle peggiori nefandezze». A scrivere, sul proprio profilo Linkedin è Giangi Milesi, raccontando la sua esperienza del “Processo al Non Profit”. Di cosa si tratta? A spiegarlo è direttamente l’inventore, Toni Muzi Falconi past president di Ferpi – Federazione Relazioni Pubbliche Italiana.


Toni Muzi Falconi

In cosa consiste questo “processo” al non profit?
È un gioco di retorica che si propone di convincere gli operatori del non profit, le istituzioni, le imprese e la società civile e il sistema dei media a cambiare narrativa sul non profit. La retorica da questo punto di vista è molto efficace. Siamo convinti che questo sia uno strumento utilissimo perché un settore così importante come il sociale si metta d'accordo e cambi la narrativa.

Perché avete scelto la forma processuale?
Il pretesto è l'attacco mediatico nei confronti del non profit che stiamo vivendo. Penso al caso ong e migranti. O al discredito che è ha colpito in modo indiscriminato le realtà del Terzo settore per colpa di alcuni comportamenti sbagliati gonfianti a arte. Questo però è solo una scusa per poter trattare temi più importanti

Quali?
Il Terzo settore è messo ralmente alla sbarra da tanti dati oggettivi: una legislazione molto confusa, una grande litigiosità interna, la diminuzione di donatori e volontari. A questo si aggiunge una riduzione del capitale sociale italiano. Questa nostra iniziativa mira a aiutare sia gli addetti ai lavori che i principali stakeholder a prendere coscienza di ciò che va cambiato e come attuare questo cambiamento.

Le “udienze” in programma sono tre. Rimarranno tali o potrebbero aggiungersi nuovi appuntamenti?
No, rimarranno quelle previste (a Milano il 3 ottobre, a L’Aquila il 13 ottobre e a Roma il 20 ottobre). Sono tre perché richiamano i tre gradi di giudizio. Dopo l'ultimo appuntamento, cui parteciperanno oltre 200 organizzazioni, pensiamo di mettere in piedi una piattaforma comune.

Quale sarà il fine di questa piattaforma?
Siamo convinti che il problema del Non profit italiano riguardi i comportamenti. Vanno cambiati. Bisogna stravolgere i comportamenti di Terzo settore, istituzioni, imprese, società civile e imprese. La piattaforma è pensata per monitorare questi comportamenti e immaginare un modo per cambiare verso. In questo senso le “udienze” sono fondamentali, la testimonianza di Giangi Milesi lo dimostra ampiamente.

Contenuti correlati