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Famiglia

I dieci diritti dei figli quando i genitori si separano

2 Ottobre Ott 2018 1231 02 ottobre 2018
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C'è il diritto di non dover scegliere tra un genitore e l'altro e quello di non dover fare il confidente di mamma o papà, il diritto di vedere i nonni e quello di non dover mentire. Ecco la Carta dei diritti dei figli nella separazione dei genitori redatta dall'Autorità Garante per l'Infanzia e l'Adolescenza. Ogni anno 100mila minori sono coinvolti in separazioni e divorzi

Più di una separazione su due in Italia riguarda coppie con figli minorenni. E quattro divorzi su dieci sanciscono l'addio definitivo di una coppia che ha ancora figli minori. Ogni anno quindi sono all'incirca 66mila i minorenni i cui genitori si separano e circa 31mila quelli i cui genitori divorziano (dati Istat 2015), per un totale di quasi 100mila bambini all’anno che vivono un mutamento così radicale della propria famiglia e della propria vita. Numeri a cui vanno aggiunti i figli delle coppie non coniugate che si lasciano, dati che non vengono rilevati statisticamente. L’Autorità Garante per l’Infanzia e l’Adolescenza ha presentato oggi la Carta dei diritti dei figli nella separazione dei genitori, dieci punti elaborati con la collaborazione di esperti e dei ragazzi stessi attraverso la Consulta dei ragazzi costituita da diciotto under 17 provenienti da scuole medie e superiori, rappresentanze studentesche, gruppi scout, oratori e federazioni sportive. «La Carta nasce dalla necessità di far emergere i diritti dei minorenni che vivono la separazione dei propri genitori. Diritti che affondano le radici nei principi della Convenzione Onu sui diritti dell’infanzia e dell’adolescenza. Si tratta del diritto all’ascolto e alla partecipazione, del diritto a preservare le relazioni familiari, a non essere separati dai genitori contro la propria volontà, a meno che la separazione non sia necessaria nell’interesse preminente del minorenne. Abbiamo posto al centro il punto di vista dei figli di chi si separa» dice la Garante Filomena Albano, che aveva annunciato la Carta nel marzo scorso, ben prima quindi che il clima - sul tema - si surriscaldasse per effetto del ddl Pillon.

Ecco quindi il decalogo:

  1. I figli hanno il diritto di continuare ad amare ed essere amati da entrambi i genitori. Hanno il diritto di manifestare il loro amore senza paura di ferire o di offendere l’uno o l’altro. I figli hanno il diritto di conservare intatti i loro affetti, di restare uniti ai fratelli, di mantenere la relazione con i nonni, di continuare a frequentare i parenti di entrambi i rami genitoriali e gli amici.
  2. I figli hanno il diritto di continuare ad essere figli e di vivere la loro età. Hanno il diritto di non essere travolti dalla sofferenza degli adulti, di non essere trattati come adulti, di non diventare i confidenti o gli amici dei loro genitori, di non doverli sostenere o consolare.
  3. I figli hanno il diritto di essere informati e aiutati a comprendere la separazione dei genitori. I figli hanno il diritto di essere informati da entrambi i genitori, in modo adeguato alla loro età e maturità, senza essere caricati di responsabilità o colpe, senza essere messi a conoscenza di informazioni che possano influenzare negativamente il rapporto con uno o entrambi i genitori. Hanno il diritto di non subire la separazione come un fulmine, né di essere inondati dalle incertezze e dalle emozioni dei genitori. Hanno il diritto di non essere coinvolti nella decisione della separazione.
  4. I figli hanno il diritto di essere ascoltati e di esprimere i loro sentimenti. I figli hanno il diritto di essere ascoltati dai genitori, insieme, in famiglia. I figli hanno il diritto di essere arrabbiati, tristi, di stare male, di avere paura e di avere incertezze, senza sentirsi dire che “va tutto bene”. Anche nelle separazioni più serene i figli possono provare questi sentimenti e hanno il diritto di esprimerli.
  5. I figli hanno il diritto di non subire pressioni da parte dei genitori e dei parenti. I figli hanno il diritto di non essere strumentalizzati, di non essere messaggeri di comunicazioni e richieste esplicite o implicite rivolte all’altro genitore. I figli hanno il diritto di non essere indotti a mentire e di non essere coinvolti nelle menzogne.
  6. I figli hanno il diritto che le scelte che li riguardano siano condivise da entrambi i genitori. I figli hanno il diritto che le scelte più importanti su residenza, educazione, istruzione e salute continuino ad essere prese da entrambi i genitori di comune accordo, nel rispetto della continuità delle loro abitudini. I figli hanno il diritto che eventuali cambiamenti tengano conto delle loro esigenze affettive e relazionali.
  7. I figli hanno il diritto di non essere coinvolti nei conflitti tra genitori. I figli hanno il diritto di non assistere e di non subire i conflitti tra genitori, di non essere costretti a prendere le parti dell’uno o dell’altro, di non dover scegliere tra loro, di non essere costretti a schierarsi con uno o con l’altro genitore e con le rispettive famiglie.
  8. I figli hanno il diritto al rispetto dei loro tempi. I figli hanno bisogno di tempo per elaborare la separazione, per comprendere la nuova situazione, per adattarsi a vivere nel diverso equilibrio familiare, per abituarsi ai cambiamenti, per accettare i nuovi fratelli, i nuovi partner e le loro famiglie. Hanno il diritto di essere rassicurati rispetto alla paura di essere posti in secondo piano rispetto ai nuovi legami dei genitori.
  9. I figli hanno il diritto di essere preservati dalle questioni economiche. I figli hanno il diritto di non essere coinvolti nelle decisioni economiche e che entrambi i genitori contribuiscano adeguatamente alle loro necessità. I figli hanno il diritto di non sentire il peso del disagio economico del nuovo equilibrio familiare, e di non subire ingiustificati cambiamenti del tenore e dello stile di vita familiare, di non vivere forme di violenza economica da parte di un genitore.
  10. I figli hanno il diritto di ricevere spiegazioni sulle decisioni che li riguardano. I figli hanno il diritto di essere ascoltati, ma le decisioni devono essere assunte dai genitori o, in caso di disaccordo, dal giudice. I figli hanno il diritto di ricevere spiegazioni sulle decisioni prese, in particolare quando divergenti rispetto alle loro richieste e ai desideri manifestati. Il figlio ha il diritto di ricevere spiegazioni non contrastanti da parte dei genitori.

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