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Cesvi

Il rapporto tra migrazione forzata e fame nel #GHI2018

5 Ottobre Ott 2018 1458 05 ottobre 2018
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Viene presentato a Milano, giovedì 11 ottobre, l'Indice Globale della Fame 2018 (Global Hunger Index). Giunto al suo tredicesimo anno analizza progressi e ritardi nella lotta alla malnutrizione in 119 Paesi e mostra come il raggiungimento dell'Obiettivo Fame Zero nel 2030 sia purtroppo ancora lontano

Ad oggi nel mondo le persone costrette ad abbandonare la propria casa sono 68,5 milioni: di queste, 40 milioni sono sfollati interni, 25,4 milioni rifugiati e 3,1 milioni richiedenti asilo (Unhcr). La fame è un pericolo persistente, che minaccia le vite degli sfollati e ne influenza gli spostamenti.
Ma quale rapporto c’è tra fame e migrazione forzata? E ancora, la fame è causa o conseguenza della migrazione forzata? Quali sono le condizioni di chi è costretto ad abbandonare la propria casa a causa della fame? Come si può intervenire per rendere autosufficienti le comunità colpite da fame e povertà?

Sono questi alcuni dei temi di cui si discuterà giovedì 11 ottobre a Milano in occasione della presentazione dell’Indice Globale della Fame 2018 (#GHI2018). Cesvi che cura la versione italiana del Global Hunger Index dal 2008 presenta a Palazzo Clerici (a partire dalle ore 11), sede di Ispi , questo indice che è uno dei principali rapporti internazionali e strumento multidimensionale della fame nel mondo. Il GHI è edito da Welthungerhilfe e Concern Worldwide, due partner di Alliance2015, il network europeo di otto ong indipendenti di cui Cesvi fa parte dal 2002.
Giunto al suo tredicesimo anno, l’Indice analizza progressi e ritardi nella lotta alla fame in 119 Paesi con rilevazioni specifiche su base regionale, nazionale e subnazionale. Il rapporto di quest’anno mostra come il raggiungimento dell’Obiettivo Fame Zero fissato dalle Nazioni Unite per il 2030 sia ancora lontano: secondo le proiezioni del GHI 2018, 50 Paesi non riusciranno a rientrare nel livello di fame basso entro il 2030.

Da oltre trent’anni Cesvi, organizzazione umanitaria attiva con 109 progetti in 20 Paesi del mondo, è in prima linea nella lotta alla fame nel mondo e nel sostegno alle popolazioni in fuga da guerre, persecuzioni, violazioni dei diritti umani ed economie precarie. Soprattutto nei Paesi caratterizzati da elevati livelli di povertà e di difficoltà di accesso al cibo come la Somalia e lo Zimbabwe, porta avanti progetti per migliorare i livelli di nutrizione e sicurezza alimentare, anche attraverso la costruzione di “resilienza” nelle comunità locali.

Intervengono alla presentazione: Paola Alvarez, Project Development Officer Iom; Fabrizio Nava, Consigliere d’Ambasciata DGCS/MAECI; Roberto Ridolfi, Special Advisor on Strategy and Financial Development Fao; Patrizia Toia, europarlamentare.
L’apertura dei lavori sarà affidata a Daniela Bernacchi, Ceo e General Manager Cesvi, Valeria Emmi, Advocacy Coordinator Cesvi; Mohamed A. Ahmed, Deputy Head of Programs Cesvi in Somalia e Kenya.

Dettagli dell’evento in agenda online

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