Italmercati1
Anteprima Magazine

La circular economy va all'ortomercato

5 Ottobre Ott 2018 1343 05 ottobre 2018
  • ...

Recuperare le eccedenze e donarle a chi ne ha bisogno è una sfida particolarmente impegnativa per i prodotti freschi come la frutta e la verdura. Sul numero di Vita in edicola raccontiamo come le 11 realtà aderenti a Italmercati ci stanno provando, puntando su un modello di intervento scientifico e comune. L'idea? Dentro ogni mercato ci sia un laboratorio di trasformazione e confezionamento delle eccedenze, gestito da una non profit. Intervista a Massimo Pallottini

Il recupero delle eccedenze alimentari e la loro donazione a soggetti non profit, nell’ottica di allungare la shelf line del cibo e di prolungarne il valore, è particolarmente complessa quando si parla di prodotti freschi, che deperiscono in tempi brevi e hanno bisogno di un redistribuzione rapida, efficace e capillare. Italmercati - una rete di imprese che riunisce 11 mercati agroalimentari d’Italia - ha voluto dimostrare che la circular economy si può fare qui. È una delle best practice che raccontiamo sul nuovo numero di Vita, dedicato ai pionieri della circular economy. Un’intervista al presidente Massimo Pallottini.

Come è perché è possibile la transizione verso l’economia circolare anche in un mercato agroalimentare?
Questa transizione è possibile perché all’interno di un Centro Agroalimentare i volumi sono grandi. Tanti i prodotti che possono essere riutilizzati ed entrare in nuovi cicli produttivi. Dobbiamo fare i conti, purtroppo, con un inevitabile spreco che intendiamo con ogni mezzo ridurre il più possibile ed è per questo che abbiamo scelto di rivolgerci alla filiera della solidarietà, per fare in modo che tutto ciò che per un mercato è “rifiuto” ma che è un prodotto ancora buono ed edibile, solamente non più commercializzabile in quanto ha perso alcune caratteristiche più che altro legate all’aspetto visivo, possa trovare nuova vita e dare una mano a chi ha più bisogno. È una cosa che va fatta con metodo e con intelligenza, perché parliamo di prodotti deperibili e che devono essere consumati rapidamente. Non si può lasciare nulla al caso. Affidandoci ai giusti partner stiamo raccogliendo risultati importanti.

Quali sono le difficoltà oggettive?
Sono innanzitutto di carattere economico. Ancora non ci sono molti fondi per questo tipo di attività e quelli che vengono investiti sono recuperabili in tempi medio-lunghi. Sappiamo però che è la strada giusta da percorrere. La legge Gadda, in questo senso, ci ha dato un grande aiuto e in generale tutte le istituzioni stanno diventando maggiormente sensibili su questo tema, facendo in modo che le buone pratiche diventino sempre più anche fonti di reale guadagno. Si pensi ad esempio agli sgravi fiscali. Continuando su questa strada anche le ultime difficoltà possono essere superate e tutto diventerà più semplice e conveniente.

Esperienze di recupero sono in atto nei singoli Mercati della vostra rete: con quali risultati?
Nel Centro Agroalimentare di Roma, ad esempio, abbiamo avviato una collaborazione con le Acli di Roma che ha preso il via prima dell’estate e che sta dando esiti molto incoraggianti. Nei mesi estivi abbiamo recuperato diverse tonnellate di frutta e verdura, che sono andate ad arricchire le mense sociali che assistono i poveri della Capitale, rispondendo anche a un’esigenza di una corretta alimentazione da parte delle famiglie più bisognose, che purtroppo come sappiamo spesso tagliano i consumi a partire proprio da questi prodotti. Tutto ciò è possibile grazie alle Acli e ai loro volontari, ma anche grazie ai grossisti del CAR, che ogni volta dimostrano di avere un cuore grande. C’è anche un’azienda di trasporti che ha deciso di dare una mano per rendere la ridistribuzione ancora più efficace e capillare: come sempre accade, il bene genera il bene e quindi abbiamo sempre più persone e operatori coinvolti in queste iniziative.

Il passo in più che avete fatto è “fare rete”, attraverso una collaborazione con Last Minute Market: qual è il salto di qualità?
Il salto di qualità è senza dubbio rappresentato dalla possibilità di condividere le esperienze e i know-how, mettendoli reciprocamente a disposizione così da risultare maggiormente efficaci. Last Minute Market nei suoi lunghi anni di attività ha sviluppato un metodo molto efficace di intervento e Italmercati ha fatto sì che questo metodo potesse essere applicato a tutti i Mercati aderenti, lavorando così in maniera scientifica e sistematica e facendo sì che ogni realtà potesse beneficiare dell’esperienza e dei pregi delle altre. In questo modo si raggiungono risultati sensibilmente migliori e in tempi significativamente più brevi. Lasciare che ogni Mercato imparasse sulla propria pelle come muoversi avrebbe reso tutto il processo più lento e difficile.

Quali sono i risultati complessivi? Qualche mese fa lei parlava di 4mila tonnellate all’anno distribuite tra 160 non profit, 600 operatori coinvolti, 8 milioni di euro di valore corrispondente.
L’ordine di grandezza dei risultati conseguiti nel corso di quest’anno è di gran lunga superiore. Ad esempio, all’interno dell’esperienza che citavo prima, “Al CAR la solidarietà non va in ferie”, in un unico giorno siamo riusciti a raccogliere il prodotto di un mese ed abbiamo così potuto garantire copertura a tante famiglie che erano rimaste in città. Grazie alla collaborazione di una nota azienda di trasposti inoltre siamo riusciti a ridistribuire anche il prodotto rimasto inutilizzato che un’azienda del CAR aveva preparato per i giovani riuniti per l’incontro con il Santo Padre. Il fatto di aver in qualche modo “rodato” le attività di monitoraggio dell’eccedenza e di aver razionalizzato la pratiche di recupero ci ha consentito di fare sempre meglio. Inoltre, nel frattempo, i Mercati aderenti alla rete sono diventati undici.

Italmercati a fine 2017 è stato fra i vincitori del bando del Ministero delle politiche agricole, alimentari, forestali e del turismo (50mila euro) con il progetto Trasformazione delle eccedenze ortofrutticole, che prevede il recuperare le eccedenze ortofrutticole nei mercati agroalimentari e la realizzazione in loco di un laboratorio di trasformazione e confezionamento, gestito da un'organizzazione non profit, che destinerà i prodotti recuperati a persone in difficoltà, monitorando le eccedenze disponibili e valorizzandone l'utilizzo sia come prodotto fresco che trasformato. Cosa avete in mente e quando partirà il progetto?
Questo progetto sarà un altro tassello nel nostro impegno a combattere gli sprechi alimentari. Tutti i Mercati della nostra rete saranno coinvolti e cercheremo ancora di più di mettere a sistema il recupero, lasciando da parte le improvvisazioni. Stiamo lavorando per essere operativi entro la fine dell’anno 2018, con l’obiettivo di valorizzare il recupero delle eccedenze attraverso un processo innovativo di logistica e trasformazione.

Contenuti correlati