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Osiamo la fraternità prendendoci cura dell'altro

8 Ottobre Ott 2018 1117 08 ottobre 2018
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Circa 100mila persone hanno partecipato, domenica 7 ottobre, alla marcia della pace che si è chiusa in piazza San Francesco al Sacro Convento. Nell’occasione sono stati lanciati due manifesti: “Nessuno deve essere lasciato solo” e un decalogo dedicato alla cura

“Osiamo la fraternità!” Sono queste le parole conclusive di uno dei due manifesti lanciati alla fine della PerugiAssisi.
Alla marcia hanno partecipato circa 100mila persone, secondo gli organizzatori. Studenti, insegnanti, amministratori locali che hanno animato la due giorni a Perugia di venerdì 5 e sabato 7 ottobre.
Dal palco della Rocca Maggiore di Assisi sono stati lanciati due manifesti, il primo è intitolato “Nessuno deve essere lasciato solo!”, mentre il secondo – declinato in dieci punti – è il “manifesto della cura”.
Di seguito il testo di entrambi

Nessuno deve essere lasciato solo!

Grandi incertezze, molta solitudine, molta insicurezza, molte paure, aumento delle povertà e delle disuguaglianze, perdita del lavoro e mancanza di prospettive stanno togliendo la pace a molte persone. I problemi sono tanti e complessi. Diciamo basta all’individualismo e alla competizione che ci impediscono di rispondere ai bisogni fondamentali delle persone. Nessuno potrà farcela da solo! Cerchiamo assieme le soluzioni dei problemi che non sono ancora state trovate e intraprendiamo nuove iniziative per attuarle. Nessuno deve essere lasciato solo!
Prendiamoci cura di tutti, senza distinzioni, a cominciare dai più vulnerabili. Non lasciamo nessuno indietro!

Rimettiamo al centro della nostra comunità, della nostra società le persone, tutte le persone, la loro dignità e i loro diritti umani fondamentali. Costruiamo un argine alla violenza diffusa, al razzismo, alle discriminazioni, al bullismo, alle parole dell’odio... Riaffermiamo il dovere umano di assicurare ad ogni persona dignità e rispetto.
Riaffermiamo il principio universale di uguaglianza e di giustizia. Riaffermiamo il dovere di proteggere ovunque tutte le persone minacciate da violenze, guerre, persecuzioni, sfruttamento e sistematiche violazioni dei diritti umani!
Costruiamo sicurezza sociale per tutti. Diamo a tutti un lavoro dignitoso. Prendiamoci cura di chi non ce l’ha. Rifiutiamo l’economia che uccide, sfrutta e distrugge. Facciamo crescere l’economia della fraternità!
Smettiamo di fare e alimentare le guerre! Miglioriamo i nostri pensieri! Osiamo la fraternità!

Il manifesto della cura

1. La cura è la dimensione essenziale della vita umana perché senza cura l’esistenza non può fiorire.
2. Avere cura significa prendersi a cuore. Il prendersi a cuore la vita in ogni sua forma nutre e illumina di senso il cammino.
3. Venire nel mondo significa fare esperienza della fragilità e della vulnerabilità, del trovarsi a dare forma al tempo lasciandosi guidare dal desiderio del bene che gemma nell’anima. Rispondere alla necessità del reale significa aver cura di sé, aver cura degli altri, aver cura del mondo e della natura.
4. Prendersi a cuore sé significa assumere la responsabilità di dare forma alla propria esperienza coltivando la vita dell’anima, per trovare la clorofilla spirituale che tiene alla ricerca delle cose buone con un pensare sensibile e un sentire limpido.
5. Prendersi a cuore l’altro significa offrire e condividere esperienze che lo aiutino a procurare quanto necessario a conservare la vita, a riparare le ferite dell’esserci e a coltivare i modi per attuare con pienezza le possibilità dell’esistere.
6. Prendersi a cuore il mondo e la natura significa assumersi la responsabilità di dare una buona forma a ogni luogo dell’abitare secondo il principio del rispetto e della semplicità essenziale, della condivisione solidale e conviviale.
7. Una buona cura è orientata dal desiderio di bene, che è il desiderio primario della vita. Il desiderio di bene costituisce la misura misurante dell’agire con cura.
8. Il desiderio di bene che è proprio della giusta cura si esprime in modi di essere: avere attenzione per l’altro, ascoltare, dare tempo, agire con delicatezza, mostrare comprensione, procurare all’altro ciò di cui ha necessità, dare conforto, condividere buone esperienze, avere il coraggio per le scelte difficili.
9. I modi di essere propri di una buona cura trovano nutrimento in un nucleo etico costituito dalle virtù della cura: responsabilità, rispetto e gratuità. Sentirsi responsabili per rispondere all’appello dell’altro con premura e sollecitudine. Avere rispetto concentrando l’attenzione sull’altro per trovare il modo di agire che sia in sintonia con le direzioni del suo essere. Essere generosi per condividere con l’altro ciò che è essenziale a fare della vita un tempo buono.
10. Esserci con cura è cercare l’irrinunciabile, pensando con il cuore e agendo con misura nel momento giusto e con semplicità essenziale

In paertura foto di repertorio dal sito perugiassisi.org

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