#R.I.P. Alice

Quel banco vuoto di Alice interroga tutti

8 Ottobre Ott 2018 1542 08 ottobre 2018

Simone Feder, psicologo, ha scritto ai compagni di classe di Alice Bros, la sedicenne trovata senza vita nella stazione di Udine per un'overdose di eroina gialla. Qui le sue riflessioni

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Simone Feder, psicologo, ha scritto ai compagni di classe di Alice Bros, la sedicenne trovata senza vita nella stazione di Udine per un'overdose di eroina gialla. Qui le sue riflessioni

Aveva solo sedici anni Alice, la giovane ragazza trovata il 3 ottobre scorso senza vita nei bagni della stazione ferroviaria di Udine. Morta per un’overdose di eroina gialla che prende il nome dal colore delle dosi; l'eroina viene tagliata con potenti analgesici, molto più forti della morfina...Un’eroina che ritorna sfacciata e senza permesso nella vita di tanti giovanissimi. Un’eroina venduta ovunque e a bassi costi con principio attivo che oscilla da 0,1% al 50% che determina sempre più il rischio di un’overdose. È allarmante tutto ciò e allora che fare?

Oggi è indispensabile, più che mai, che si parli di droga a scuola, a casa, nelle istituzioni… è necessario aiutare i ragazzi a vivere le relazioni tra pari in modo autentico ed empatico. Non puoi sapere che un amico sta male e lasciarlo nel suo malessere. Non puoi fregartene di lui!

La droga non colma un vuoto, ma è in questo vuoto che essa nasce come desiderio, come anelito, come tensione verso qualcosa che possa soddisfare quel bisogno a cui, molti, non sanno dare un nome.

Le sostanze sono solo una semplice ed amara espressione di ciò che si chiama malessere, noia, insoddisfazione…. Le sostanze sono solo la punta dell’iceberg!

Ma, per capire ciò, dobbiamo spostare l’attenzione dalle conseguenze alle cause dell’uso e dell’abuso. Ridurre e affrontare il fenomeno deve portarci altrove, ad una presa in carico di tutto il tessuto educativo sociale. Devo portare ad interrogare la Politica e noi tutti… non si può morire a 16 anni per droga!

In questo momento che fare? Sto con molto rispetto vicino alla sofferenza e al dolore dei familiari e sono seduto accanto a quel banco vuoto assieme ai compagni di classe. Mentre attendo penso a tutti quei minori che affogano il loro grido di disperazione e la loro voglia di esistere in situazioni sempre più drammatiche e pericolose, spegnendo le loro emozioni e la loro vitalità nell’oblìo delle sostanze.

È tempo di agire, è tempo di esserci in questo mondo giovanile.

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