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Salute

Al centro NeMO si protegge la vista delle persone con Sla

10 Ottobre Ott 2018 1729 10 ottobre 2018
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Presentato in occasione della Giornata mondiale un nuovo servizio per la presa in carico e l'analisi della capacità visiva del paziente neuromuscolare. Sebbene il 74% dei pazienti con Sclerosi laterale amiotrofica presi in carico dal progetto pilota abbia necessità di una correzione oftalmica, questa non è ancora uno standard di cura per la gran parte dei centri neurologici

Viene presentato in occasione della Giornata mondiale della vista il nuovo servizio di analisi della visione del Centro clinico NeMO - centro multidisciplinare per il trattamento delle malattie neuromuscolari. Il nuovo servizio è rivolto ai pazienti che convivono con le malattie neuromuscolari e, in particolare, con la Sla: un ricercatore optometrista, la dottoressa Federica Cozza, in convenzione con l’Università degli Studi di Milano Bicocca ha preso parte al team di specialisti del Centro grazie ad un progetto di ricerca su questo tema che ha permesso di attivare anche il controllo periodico della vista nel percorso riabilitativo del paziente seguito al Centro Clinico NeMO.

Si tratta di un'iniziativa importante e innovativa: sebbene, infatti, secondo i dati del progetto pilota una parte delle persone con Sla sia risultata affetta da patologie oculari (come ad esempio glaucoma, strabismo, retinopatia), che meriterebbero un continuo monitoraggio oftalmologico, nella gran parte delle strutture che seguono persone con malattie neuromuscolari questo controllo specialistico non è previsto.

«Questo nuovo servizio di presa in carico è la piena espressione del modello di cura di NeMO perché occuparci anche dell’aspetto visivo, significa per noi non tralasciare ogni più piccolo bisogno di una persona che vive con una malattia estremamente complessa e che richiede un’assistenza mirata e specialistica», dichiara Alberto Fontana, presidente dei Centri Clinici NeMO. «La sfida per noi di NeMO è continuare a mantenere alta l’attenzione al particolare, perché prenderci cura di ogni aspetto della quotidianità della persona, non solo ci aiuta a garantirle la migliore qualità di vita possibile oggi, ma ci aiuta a raccogliere informazioni preziose sulla patologia, per lavorare sulla possibilità di cura di domani».

Sottolinea Christian Lunetta, responsabile dell’area Sla del Centro Clinico NeMO: «La vista è un bene prezioso e lo diventa ancora più quando è l'unico modo rimasto per comunicare con l'esterno, come accade alle persone in fase avanzata di una malattia come la Sclerosi Laterale Amiotrofica, che le costringe ad usare un comunicatore con puntatore oculare. Si tratta però di una necessità sinora sottovalutata: dai dati che abbiamo raccolto è emerso come il 40% dei pazienti Sla avrebbe bisogno di una nuova correzione oftalmica per avere una visione ottimale da lontano e il 34% di un supporto per l’attività visiva da vicino, come lettura, utilizzo del PC o del comunicatore. Lo studio ci permetterà di comprendere quali delle alterazioni riscontrate siano più specificamente correlate alla Sla».

Grazie a questo progetto pilota, nell’ultimo anno l’optometrista ha eseguito al Centro Clinico NeMO analisi visive in quasi 200 pazienti con Sla in circa 20 pazienti affetti da altre malattie neuromuscolari (fra cui Sma e altre distrofie muscolari). La condizione visiva dei pazienti è stata monitorata con due o tre valutazioni di follow-up.

Tra i pazienti esaminati, 31 utilizzano abitualmente il comunicatore con integrato il sistema di eye tracking: è emerso che nove di questi (circa il 30%) necessiterebbero di un nuovo occhiale che li sostenga nell’utilizzo di questo dispositivo.

In apertura e nel testo immagini del centro clinico NeMO di Milano

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