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Innovazione sociale

Ant, i nostri reparti sono le case dei malati

13 Ottobre Ott 2018 0900 13 ottobre 2018
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Una giornata a Firenze insieme all'équipe di cure domiciliari della Fondazione. I pazienti: «Sono bravissimi»

«Di Ant io non sono solo soddisfatto, sono innamorato». Basta osservare la luce che Carlo ha negli occhi mentre pronuncia questa frase, per capire il valore di Fondazione Ant, la più grande realtà non profit in Italia, che si occupa di assistere gratuitamente a domicilio i malati di tumore, in qualsiasi stadio della malattia. Siamo a Firenze, una delle città dove la fondazione è più attiva. Carlo ha 80 anni, ma purtroppo set te anni fa si ammala di una neoplasia del sangue. Inizia a curarsi in ospedale, dove si reca una o due volte alla settimana per sottoporsi ad una trasfusione, finché gli consigliano di rivolgersi alla Fondazione Ant.

Nata a Bologna nel 1978, per iniziativa dell’oncologo Franco Pannuti, Ant ha lo scopo di regalare ai pazienti l’eubiosia, dal greco “una vita buona, dignitosa”, anche durante la malattia.

«Da quando posso curarmi a casa, tutto va meglio» spiega Carlo. «Ricevere le cure all’interno delle pareti domestiche non è come riceverle in ospedale. Qui sono vicino ai miei cari, in mezzo alle cose che amo, non in una fredda stanza di ospedale. E poi, dopo anni di conoscenza, ormai ho instaurato un rapporto umano con i medici e gli infermieri che vengono qui. Ci diamo del tu, mi raccontano delle loro famiglie, dei loro figli. Al termine della visita ci beviamo un caffè. Tutto questo è bellissimo e agisce molto sullo spirito di chi sta male».

«Fondamentale è anche la professionalità del personale sanitario che segue una formazione continua» prosegue Valeria, compagna di Carlo. «Carlo ha sempre sofferto durante i prelievi, perché le sue vene sono difficili da trovare. Gli infermieri di Ant sono bravissimi e con loro Carlo non ha mai sentito dolore. Anche il fatto che le trasfusioni vengano fatte a domicilio è indice di grande bravura: è praticamente impossibile trovare altri che offrano un servizio del genere».

«In Toscana siamo presenti dal 1995», spiega Sara Diacciati, medico oncologo che da due anni ha in cura Carlo. «Al momento operiamo in 40 comuni, nelle provincie di Firenze, Prato e Pistoia», continua,«la nostra équipe è composta da 9 medici, 6 infermieri, 3 psicologi e una nutrizionista. Garantiamo un’assistenza 365 giorni all’anno, 24 ore su 24. Per richiedere il nostro intervento, basta chiamarci ai numeri che trovate sul sito di Ant. Facciamo una prima visita, capiamo di che cosa ha bisogno il malato e iniziamo a seguirlo con una frequenza che dipende dalle sue esigenze. Il paziente può inoltre contattarci a qualsiasi ora per telefono».

Un risparmio per il pubblico
«Prima lavoravo in una residenza sanitaria assistenziale», spiega Vania Visani, psicologa, mentre usciamo insieme dalla casa di Carlo. «Dopo un corso di psico-oncologia, tramite un’amica ho conosciuto Ant ed eccomi qui. Questo approccio domiciliare a me piace tantissimo. Mi piace entrare con il mio lavoro nella casa e nelle vite delle persone. La malattia irrompe nelle famiglie, spezza le sicurezze e gli schemi soliti. I pazienti e i loro famigliari, in questa situazione, hanno un bisogno enorme di qualcuno che accolga e ascolti i loro vissuti, le loro emozioni. Il nostro lavoro può essere davvero molto importante, perché possiamo aiutare queste persone ad attraversare nel modo più sereno possibile una fase difficile della vita». Roberto ha 85 anni e quando sente suonare il citofono, si affretta a rispondere spingendo con grinta il suo deambulatore: «Questa dev’essere la dottoressa Dini, un angelo». Apre la porta, offre alla dottoressa qualcosa da bere e racconta la sua storia.

«Prima si è ammalata Carla, mia moglie, nel 1997, di un tumore al polmone. In seguito è stato diagnosticato anche a me un tumore al colon e un poi uno alla pelle, per il quale ho subito un intervento molto invasivo. Che cosa apprezzo di Ant? Oltre alla loro bravura, a me piace che ci mettono il cuore. Noi siamo malati invisibili, a nessuno importa di noi. L’umanità che vedo in questa fondazione, io purtroppo nella società non la trovo». Francesca Dini è il medico palliativista che dal 2000 va regolarmente a casa di Roberto e della moglie Carla. «I benefici dell’assistenza residenziale sui nostri pazienti sono evidenti, sia in termini di salute fisica che psicologica. Poi ci sono i benefici per la collettività, che sono altrettanto importanti. In media il costo di una giornata di degenza in una struttura residenziale dedicata alle cure palliative è di 240 euro e quella in un ospedale pubblico è di circa 780 euro. La presa in carico di un paziente da parte di Ant, invece, comporta un costo medio di circa 2mila euro (farmaci esclusi, a carico del Sistema Sanitario Nazionale) per tutto il periodo della cura. Il risparmio per la sanità pubblica è evidente».

Fondi privati
A coordinare il servizio sanitario di Ant in Toscana è il medico palliativista Silvia Leoni. «Oltre all’assistenza domiciliare, anche nella nostra regione, come nelle altre dove siamo attivi, siamo molto impegnati con progetti di prevenzione oncologica, per la diagnosi precoce del melanoma e delle neoplasie tiroidee, ginecologiche e mammarie. Il supporto economico per tutte le nostre attività arriva soprattutto da privati, grazie all’attività di sensibilizzazione e di raccolta fondi che i nostri volontari svolgono regolarmente sul territorio. Il mio desiderio è di riuscire a raggiungere un numero sempre maggiore di malati e che il nostro modello possa integrarsi sempre di più con i servizi offerti dalla sanità pubblica. Siamo focalizzati sui pazienti oncologici, ma auspico che in futuro possiamo raggiungere anche chi soffre di altre patologie. Il bisogno è davvero tanto e noi “la buona vita” vogliamo regalarla a quante più persone possibile».


Il video è a cura di Diletta Grella, le foto invece di Max Cavallari

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