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Salute 4.0, i benefici dell'Intelligenza Artificiale: non solo riduzione dei costi

25 Ottobre Ott 2018 1134 25 ottobre 2018
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La medicina aumentata potrebbe presto trasformare i sistemi sanitari. Uno possibile tsunami, con effetti potenzialmente positivi sull'autoresponsabilizzazione del paziente e in termini di risparmio. Ne sono convinti due ricercatori svizzeri

Daniel Walch e Xavier Comtesse, sono due ricercatori svizzeri. Walch dirige il Groupement hospitalier de l’Ouest lémanique (GHOL). Comtesse è un noto creatore di start-up, già alto funzionario a Berna. Insieme hanno scritto Médecine augmentée, edito da G d’Encre. Prevedono una rivoluzione. Anzi, per usare le loro parole, uno tsunami: meno costi, più qualità. Grazie all'impiego intensivo dell'Intelligenza Artificiale in sanità. Eccesso d'ottimismo? Follia?

Sulle pagine de Le Temps, Michel Guillaume ha intervistato i due ricercatori che dal prossimo avvento dell'AI stimano un risparmio potenziale per il sistema sanitario svizzero di circa 8 miliardi, con una riduzione del 10% del volume globale dei costi.

Dossier per tutti

Spiega Daniel Walch, che l'intelligenza artificiale non sostituirà medici e infermieri, ma ne alleggerirà il carico di lavoro. Come? Un esempio è il riconoscimento vocale: «i nostri medici interni dettano già i loro rapporti operativi a un sistema informatico che trascrive automaticamente i record e li archiviano nel dossier del paziente. In futuro, medici e infermieri avranno un assistente personale virtuale sul proprio telefono cellulare. Negli Stati Uniti, si stima che sarà possibile risparmiare 20 miliardi attraverso assistenti di cura e 18 miliardi in ospedale assistenti amministrativi».

Paziente proattivo

Il paziente, rimarca Comtesse, «diventerà proattivo. Non si recherà più dal medico al primo, piccolo allarme, ma avrà a disposizione strumenti di autodiagnosi». Strumenti che in parte già esistono, conclude Walch. Per esempio nell'ambito della dermatologia «dove ci allarmiamo per piccole macchine scure o per dei nei. Esiste già un programma, SkinVision, che permette di capire se dobbiamo preoccuparci o no».

Tutto grazie all'Intelligenza artificiale». Guardiamoci dalle suggestioni fantascientifiche, ammoniscono Comptesse e Walch. Si tratta piuttoso di avere un «supporto capace di orientarci verso una maggiore consapevolezza» e l'AI può aiutarci in questo.

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