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Black friday, una corsa verso il niente. Papa Francesco: "Consumiamo la nostra libertà"

25 Novembre Nov 2018 1358 25 novembre 2018
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Mentre a Londra si propone persino il black friday sui beni da donare ai rifugiati, per il Festival della Dottrina sociale arriva forte il monito di Papa Francesco: "ridurre l'uomo a consumatore azzera la libertà di tutti"

Lo spicologo Barry Schwartz l'ha definito il paradosso della scelta. Troppe opzioni paralizzano il nostro senso critico, generano frustrazione da stress e inducono a scegliere la prima cosa che vediamo. Reso docili dagli acquisti al ribasso, che tolgono anche gli ultimi freni, chi non consuma, non è. Non solamente "non c'è".
Lo sanno bene gli strateghi del marketing che, nelle grandi catene di vendita,, fisiche e online, propongono una serie pressoché infinita di prodotti, orientando soggetti storditi sugli oggetti da loro prescelti. Ma Schwartz va oltre, perché questo paradosso mette in scacco il principio fondante delle società occidentali: la libertà di scelta. Un bel problema, avendone fatto la pietra angolare della democrazia.

Dal paradosso della scelta al rischio della libertà

La libertà è un rischio. Ma è un rischio che sempre meno persone si sentono di dover correre, in società democratiche che non la prevedono più nei propri codici, se non in declinazioni retoriche. Così suona più che opportuno il richiamo a questo tema - che dà anche il titolo all'ottava edizione - da parte del Festival della Dottrina Sociale, in corso fino a oggi a Verona. Anche fra i cattolici, quanti manterranno il senso critico?

"Scegli l'amore"

Il negozio che propone il black friday sui rifugiati

The paradox of choice: why more is less è il titolo del libro del 2004 di Barry Schwartz. Più è meno. E meglio. Fino a ieri, il "troppo" era confinato nelle grandi città e in certe cattedrali del consumo. Ma poi è arrivato il black friday, una sorta di flusso finanziario indistinto, una rete di decine di milioni di prodotti offerti sulle piattaforme tecnologiche e nei negozi di prossimità, che ha "democratizzato" un'opulenza apparente collocandola a portata di mano (e di click). Ma con l'iperconsumo, cresce anche la frustrazione: meno libero, meno felici. Ecco il paradosso della scelta.

Più consumi, più ti senti insoddisfatto: premessa necessaria per ricominciare a consumare. Nessun moralismo, per carità. Ma la domanda resta: quanto è consapevole questo consumo, soprattutto da parte di persone che, il resto dell'anno, magari perché acquistano bananette bio a 20 euro al kg, si vorrebbero dedite al consumo equo, bio, critico??

Singolare - o drammatico - in tal senso è quello che accade a Londra. A Londra si sono infatti inventati il black friday per i prodotti da regalare ai rifugiati. "Choose Love", così si chiama il negozio che "offre" questo singolare prodotto di consumo: l'amore per il prossimo. Ovviamente scontato al 50%. Altrettanto ovviamente solo per il venerdì nero degli acquisti. Poi del prossimo, dell'amore e di tutto il resto possiamo pure disinteressarci.

"Immagina un mondo in cui puoi comprare il tuo cuore, andartene senza nulla e sentirti bene" si legge sul banner di Choose Love. Dal paradosso della scelta, al paradosso del cuore insomma. Ma per arrivare al paradosso dell'umano il passo è breve. Un tempo la chiamavano alienazione, ed era pure una parola alla moda.

Papa Francesco ha mandato un video messaggio per il Festival della Dottrina sociale. Mentre anche dentro o a margine della Chiesa sembra chi non si accorga di quanto la logica immanente al black friday sia in contrasto non solo con i nostri valori, ma con l'intera tenuta di ciò che ancora vorremmo chiamare "il sociale", il messaggio è forte.

L'antropologia di questo homo consumens è ancora compatibile con la libertà, il dono, l'apertura all'altro, l'autonomia, la scelta? NOn si tratta di criticare moralisticamente il consumismo. Si tratta di coglierne fin da ora effetti che, mediati dalle tecnologie, stanno toccando la radice stessa di ciò che chiamiamo "libertà". Il rischio, spiega Papa Francesco, viene “dalla riduzione dell’uomo a mero consumatore”.

In questo caso “la libertà da ‘rischiare’ rimane solo un’illusione”. Come già affermato nella Laudato sì nasce da questa perversione del consmo l'idea che sono liberi sono quelli che hanno capacità di consumare. La libertàè dunque appannaggio della minoranza che detiene il potere economico e finanziario di consumare. Anche se con i paradossi che abbiamo indicato. “Questa non è libertà”, afferma il Papa, “è schiavitù”, un’esperienza quotidiana segnata “dalla rassegnazione, dalla sfiducia, dalla paura, dalla chiusura”. Un venerdì nero, senza alcun sabato in vista.

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