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Heisenberg, la nebbia e il Coronavirus

27 Febbraio Feb 2020 1458 27 febbraio 2020
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L'uomo di scienza sa di non conoscere tutta la realtà intera. «Potremmo allora mentire sui dettagli che non conosciamo (le fake news) o arrenderci e lasciare un buco nella tela: ma c'è una terza via, la nebbia. Come Leonardo e Heisenberg ci insegnano», dice il fisico Furio Gramatica. Una consapevolezza che ci permette di vivere con serenità questi giorni eccezionali

Il principio di azione e reazione può insegnarci che il rinculo non è una sgarberia bensì una parte integrante del processo creativo: «dovremmo ricordarcelo quando agiamo come capi, genitori o come amici-consiglieri: chi non interagisce per paura di subire un contraccolpo, non sarà mai in grado di spingere un altro uomo a lanciarsi verso il suo obiettivo». Dal primo principio della termodinamica il manager può trarre suggerimenti per gestire la sua squadra, attivando un sensore per l’energia “interna” che lo porti a evitare l’errore di scambiare una trasformazione di energia per una falla del sistema. A un capo o a un padre il principio di conservazione della quantità di moto può rammentare che le sue parole “pesano” più di quelle di un apprendista o di un figlio e quindi vanno spese con parsimonia: se sono un corpo massiccio, un urto anche a bassa velocità con un corpo piccolo, lo fa schizzare via.

E forse c’è anche un principio della fisica che può aiutarci ad abitare questi giorni confusi ed eccezionali, che ci vedono collettivamente e individualmente alle prese con il rischio e con le paure: «è il principio di indeterminazione, che ci porta alla serena rinuncia alla pretesa del controllo totale». Furio Gramatica è un fisico che sa portare la scienza fuori dalla sua torre d’avorio. Ha lavorato al Cern di Ginevra, all’Istituto Auxologico di Milano e, da diversi anni, alla Fondazione Don Carlo Gnocchi, di cui oggi è direttore dell’innovazione. Ha appena pubblicato un libro intitolato Fisica dei rapporti umani (Hoepli). Sottotitolo: “Dieci lezioni di comportamento secondo natura". Non è un libro di fisica, ma un originalissimo tentativo di rileggere i nostri rapporti con gli altri alla luce delle semplici (si fa per dire) leggi della fisica. «Non voglio dire che le poche particelle e le forze che le fanno interagire spieghino la vita e i rapporti umani, sarebbe ingenuo e sbagliato», scrive. «Invece, osservando come ci comportiamo con gli altri, è possibile riconoscere alcune analogie e differenze tra quelle leggi e i nostri rapporti interpersonali, e azzardarci a imparare qualcosa di universale da esse».

Per dire come la fisica possa esserci d'aiuto ai tempi del Coronavirus, Gramatica parte da Leonardo e dalla sua consapevolezza che la nostra conoscenza è sempre conoscenza di una parte della realtà. «Ci sono delle zone di ombra nella nostra conoscenza, perché non abbiamo abbastanza dati o perché le nostre capacità sono limitate. Leonardo nei suoi quadri dipingeva spesso la nebbia, sia per dare l’effetto prospettico sia per dare il quadro completo della realtà pur senza avere il dettaglio minuto delle cose più lontane, che non avrebbe potuto rappresentare. È una nebbia buona: diversamente dovresti o fingere e mentire, inventando dettagli che non conosci e di cui non hai esperienza, fake news per dirla con le parole di oggi, pur di completare il quadro - che è ciò a cui tutti aneliamo – oppure dovresti rinunciare, tralasciare di rappresentare una parte, dando però l’insopportabile sensazione di un buco nella tela, di qualcosa che non descrivi perché non hi il dettaglio al 100%», riflette Gramatica.

Qualcosa di analogo, evidentemente, riguarda noi oggi. Ma per arrivarci, serve rammentare un altro passaggio, quello appunto del principio di inteterminazione di Heisenberg. «Nella scienza è accaduto anche con la meccanica quantistica, che nei primi trent’anni del Novecento ha preso a schiaffi il positivismo, alla visione puramente deterministica. Heisenberg nei suoi scritti usa spesso la metafora della nebbia e descrive bene anche il travaglio di chi si rendeva conto di mettere in discussione certezze millenarie sulla nostra concezione del mondo e soprattutto sulla nostra possibilità di conoscerlo a fondo. La nebbia, che talvolta ci appare come qualcosa che ci turba e ci fa perdere tempo, è parte integrante di ciò di cui cerchiamo il senso».

Perché tutto questo ci dice qualcosa oggi? Perché è la nostra stessa sensazione. «Da una parte abbiamo chi dice che basta applicare la legge degli esponenziali e dall’altra quelli che nel quadro della realtà vedono un enorme buco, dicono “del Coronavirus non sappiamo nulla, non siamo preparati, siamo nel panico". La realtà è una via di mezzo e dobbiamo sopportare di non avere la chiarezza totale, con la serenità di sapere che “sottile è il Signore, ma non maligno”, come diceva Einstein. Una nebbia buona, che ci restituisce la possibilità di vivere con un po’ di fiducia e di serenità».

Photo by Chris Barbalis on Unsplash

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