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Formazione

Master in Fundraising di Forlì, all’open day due alunni di prestigio si raccontano

30 Giugno Giu 2020 1614 30 giugno 2020
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Angie Scala e Benedetto Di Blasi, che hanno preso parte al Master e ora lavorano come fundraiser per Fondazione Casa della Carità "Angelo Abriani" e Fondazione Milan, raccontano il loro percorso

Il 2 luglio ci sarà l’Open Day estiva del Master in Fundraising di Forlì. Uno SPRINT, questo il tema scelto, verso il futuro e verso il mondo del nonprofit. Lo scopo dell’Open Day, infatti, non è solo fare conoscere il Master ai nuovi arrivati; è anche quello di spiegare il mestiere del fundraiser e il mondo del fundraising a tutti quelli che sono interessati a intraprendere questo percorso.

Proprio per raggiungere questo scopo sono stati invitati all’evento Angie Scala e Benedetto Di Blasi. Entrambi hanno preso parte al Master e ora lavorano come fundraiser per Fondazione Casa della Carità "Angelo Abriani" e Fondazione Milan.

Benedetto Di Blasi

I due sono esempi di percorsi diversi che si possono fare per arrivare al Master in Fundraising prima e per diventare Fundraiser poi. Entrambi laureati in Scienze Politiche, arrivano nel non profit e al Master una direttamente dopo la laurea e l’altro dopo anni di lavoro in altri settori.

Si trovano così a vivere una bellissima esperienza umana e apprendono gli strumenti della raccolta fondi: dal dialogo con i donatori alla pianificazione di una campagna, dalla gestione del budget alle relazioni con i fornitori, e tanto altro. Il Master infatti unisce teoria e pratica, con corsi più tecnici come Economia Aziendale e progetti in cui applicare concretamente le nozioni imparate come il Laboratorio Capstone.

Angie Scala

Il modo perfetto, a detta di Benedetto, per fare il salto nel mondo del Fundraising, anche grazie alle altre occasioni messe a disposizione per gli studenti: c’è il servizio di career coaching, con un coach che segue gli studenti durante il percorso della loro carriera; c’è il Festival del Fundraising, l’appuntamento per incontrare tutti i professionisti del settore, quest’anno anche con doppia edizione online; infine c’è lo stage.

Quest’ultimo è un momento fondamentale, spiega Angie, che permette agli studenti di calarsi in un’organizzazione nonprofit e vivere tutte le situazioni quotidiane del lavoro del fundraiser. Il primo passo di una carriera nel terzo settore, sempre sotto l’attenta osservazione dello staff del Master che si preoccupa di fare in modo che tutto vada per il meglio, sia per lo studente che per l’organizzazione che lo assume.

Il Master è anche l’occasione per conoscere i primi colleghi della propria carriera da fundraiser.

In una classe di circa cinquanta studenti si stringono rapporti di amicizia e professione che in tanti casi durano ancora dopo parecchi anni. Il networking del resto è un aspetto importantissimo in questo mondo, in cui c’è sempre qualcosa di nuovo da imparare dall’ascolto e dallo scambio.

Tutti aspetti che sia Angie che Benedetto hanno vissuto e che racconteranno anche a chi parteciperà all’Open Day, l’evento pensato per spiegare il lavoro del fundraiser. Il lavoro per chi cerca una “bella sfida” sempre stimolante, per chi vuole essere “portavoce di tante persone che non sono ascoltate” e soprattutto per quelli che vogliono tornare a casa la sera “stanchi, ma felici e soddisfatto”.

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