Paolo Iabichino

Controcanto

La storia di Marie Terese, migliore imprenditrice dell'anno, e della cooperativa Karibu

18 Dicembre Dic 2018 1010 18 dicembre 2018
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Ruanda, Congo, Kenya, Tanzania, Italia sono queste le tappe del viaggio che ha compiuto, ormai 22 anni fa, Marie Terese Mukamistsindo.

Tappe di un viaggio della speranza che le permettessero di essere una buona madre potendo crescere i propri figli in un luogo sicuro: il nostro paese.

Era il 1996 quando Marie Terese è arrivata qui non trovando un sistema di accoglienza organizzato e strutturato che potesse garantire una minima rete di assistenza e integrazione. I primi anni non sono stati semplici.

Assistenza e integrazione Marie Terese li ha voluti così tanto da essere, per questi, premiata come migliore imprenditrice dell’anno ricevendo il Money Gram Adward il premio nazionale che riconosce il valore e l’eccellenza delle aziende gestite da imprenditori stranieri presenti nel nostro territorio.

Sì perché Marie Terese Mikamistsindo ha fondato, a Latina, la cooperativa Karibu nata per accogliere, formare e integrare i migranti con l’obiettivo di permettere loro un inserimento lavorativo.

Un percorso di integrazione particolare quello che viene portato avanti qui dal 2001 anno di inizio di questa avventura avviata grazie a un bando del ministero degli Interni dedicato ai rifugiati e un progetto di accoglienza rivolto a donne sole con bambini. Dopo tre anni, con il supporto della Comunità Europea e dell’Unhcr è sorto il primo centro per offrire assistenza a richiedenti asilo minori non accompagnati.

Oggi Karibu assiste circa 800 persone attraverso una rete di collaborazione che coinvolge psicologi, assistenti sociali, mediatori culturali e personale amministrativo. Molti di loro sono italiani “di origine” perché l’integrazione ha molte forme dalle quali nascono le storie positive che raccontano di un’Italia diversa fatta di valori comuni in cui credere per dare dignità e aiuto a chi arriva da lontano con un bagaglio di esperienze che, noi, difficilmente possiamo immaginare e comprendere.

Marie Terese ha conosciuto la fatica, le difficoltà e il significato di essere straniera in un luogo diverso da quello di nascita. Ha affrontato la burocrazia per veder riconosciuti i suoi studi e poter diventare cittadina italiana. Ha sentito i pregiudizi e gli sguardi di chi si fermava al colore della pelle ma ha incontrato, anche, chi le ha offerto aiuto perché la sua vita potesse migliorare.

Oggi, in un momento in cui l’altro fa paura e la volontà di guardare oltre è un atto di coraggio l’integrazione passa attraverso l’assistenza, l’apprendimento di una lingua nuova e la voglia di mettersi alla prova per imparare un mestiere. L’integrazione viene vissuta ogni giorno, a Latina, aiutando l’altro a ricostruire una vita che possa essere degna di questo nome. L’integrazione è possibile anche grazie a Marie Terese e ai suoi collaboratori, italiani e non solo, che hanno saputo creare un sistema virtuoso di collaborazione e sinergia.

Controcanto vuole essere un blog collettivo scritto da noi tutti insieme.

Storia raccolta da Rossana Cavallari