Sara Bragonzi

Facciamolo verde

Agire sul consumo del suolo si può

4 Luglio Lug 2017 2101 04 luglio 2017
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La Lombardia è la regione con la percentuale maggiore di consumo di suolo in Italia, quasi il 13% secondo i dati ISPRA Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale , ma sono i cittadini della Valle d’Aosta ad avere più terreno urbanizzato a testa, ben 746 metri quadri, a causa delle infrastrutture turistiche e delle seconde case.

La media nazionale è di 380 metri quadri di suolo urbanizzato per ogni singolo abitante, ovvero oltre il 7% della superficie.

Nonostante la crisi delle costruzioni e delle grandi infrastrutture anche in Lombardia il consumo di territorio procede, anche se rallentato: dal 2012 al 2015 sono scomparsi quasi 1000 ettari di suolo regionale all’anno, coperti da urbanizzazioni e strade. Una perdita che danneggia in primo luogo l’agricoltura, che ha visto perdere ogni anno 2500 ettari per l’effetto combinato di urbanizzazione e abbandono.

Ma il consumo del suolo non è certo un problema solo nazionale.

L’Italia nel rilevamento Eurostat si attesta in quinta posizione tra i Paesi a più elevata intensità di urbanizzazione, con il doppio del territorio urbanizzato rispetto alla media europea. Prima di noi Olanda e Belgio che superano il 12%, Lussemburgo con il 10% e poco sopra il 7% la Germania.

In Italia il consumo di suolo è generalmente percepito di più rispetto a Paesi con dati simili, a causa della conformazione del territorio e alla forte concentrazione nelle aree pianeggianti e collinari di insediamenti e popolazione.

A livello legislativo occorre muoversi. In Italia un testo di legge sul consumo di suolo è in discussione dalla fine del 2012 e in oltre 4 anni e mezzo il terreno letteralmente perso è stato tanto, visto che il ritmo è di 280.000 metri quadri al giorno ( dati ISPRA ).

L’obiettivo di arrivare entro il 2030 all’azzeramento della degradazione del suolo e quindi del consumo di suolo “zero” , che anche l’Italia si è impegnata a rispettare avendo aderito agli Obiettivi per lo Sviluppo Sostenibile dell’Onu, pare veramente fuori portata.

Ma un forte segnale si può dare, a livello europeo, visto che il suolo in Europa è al momento indifeso, non protetto da nessuna legge.

Per questo la rete People4Soil lo scorso settembre ha lanciato un’iniziativa popolare che vuole raccogliere in tutta la UE un milione di firme in un anno per chiedere una Direttiva europea per proteggere questo bene comune essenziale per le nostre vite.

Il tempo sta per scadere ma c’è ancora tempo per fare qualcosa, firmando entro settembre 2017 la petizione europea su https://www.salvailsuolo.it/ per chiedere che il suolo venga riconosciuto come un patrimonio comune.

Salvailsuolo.it

Chiedere un quadro legislativo che tuteli i suoli europei dall'eccessiva cementificazione, dalla contaminazione, dall'erosione, dalla perdita di materia organica e dalla perdita di biodiversità è interesse di tutti.