Sara Bragonzi

Facciamolo verde

Mappati i veleni nell’aria per fermarli

28 Maggio Mag 2018 1729 28 maggio 2018
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I veicoli diesel sono i principali responsabili delle emissioni di biossido di azoto (NO2), uno dei principali veleni dell'aria; è dimostrato che emissioni dei diesel sono cancerogene e incompatibili con la salute di chi abita nelle aree urbane.

La forte concentrazione di N02 nell’aria in particolare della pianura padana è confermata dal satellite Sentinel-5P dell’ ESA, l’Agenzia Spaziale Europea come si vede bene dalla fotografia scattata di recente.

La specialità del satellite europeo Sentinel-5P è quella di cercare l’inquinamento nell’atmosfera e può analizzare l’inquinamento dell’intero pianeta ogni 24 ore.

NO2 mappata nel 2018

Il satellite ha scoperto grandi quantità di ossido di azoto nell'aria che circonda alcune parti dell’Europa. L’ossido di azoto è un gas contenuto negli scarichi di automobili, camion e altri veicoli, ma viene anche prodotto dalle grandi fabbriche che bruciano combustibili fossili come il carbone. Sentinel-5P ha rilevato alte concentrazioni di questo gas nocivo nell'atmosfera sopra l’Olanda, la regione della Ruhr in Germania occidentale, la Val Padana in Italia e alcune zone della Spagna.

È vero che il Nord Italia è tra le aree orograficamente più penalizzate, ma il peso del traffico veicolare è riconosciuto in tutta Europa come una delle principali fonti di emissione di gas nocivi. E i diesel inquinano più di altri motori. Ecco perché da più parti si chiedono maggiori restrizioni al traffico, seppur impopolari.

L’Italia è il Paese dell’Unione europea che registra più morti prematuri a causa dell’inquinamento dell’aria: sono i dati dell’Agenzia europea dell’ambiente (Aea).

Secondo questi dati, nel nostro Paese nel 2012 59.500 decessi prematuri sono attribuibili al particolato fine (PM 2.5), 3.300 all’ozono (O3) e 21.600 al biossido di azoto (NO2). Le tre cifre non possono essere sommate a causa di numerose sovrapposizioni fra i tre inquinanti. Tuttavia resta il dato eclatante dell’Italia che guida la triste classifica europea delle morti da biossido di azoto, dovute come noto agli scarichi delle auto, in particolare dai veicoli diesel.

Per questo l’Associazione “Cittadini per l’aria” nel dicembre 2017 ha lanciato una campagna con l’obiettivo che i diesel vengano banditi dalle nostre città “NO2, NO GRAZIE” che torna quindi a Milano e si allarga a Brescia, Roma e Bologna.

Gli abitanti della Città metropolitana di Milano , di Brescia , Bologna e Roma hanno mappato i veleni dell'aria, questa volta mettendo al centro bambini e ragazzi che sono i soggetti più esposti ai danni provocati delle emissioni inquinanti, monitorando quindi l’aria di fronte alle scuole.

A maggio 2018 sono stati pubblicati i dati delle analisi (vedi cartina).

In breve i risultati di Milano, raccolti da 'Cittadini per l'aria' dicono che:

Nella maggior parte dei casi, i 277 campionatori installati a Milano hanno evidenziato concentrazioni di biossido di azoto superiori ai 40 µg/m³ (microgrammi per metro cubo). In particolare, le concentrazioni superiori alla soglia dei 40 µg/m³ sono state 92% su base mensile e stimate in 55% su base annuale.
La situazione è critica: oltre 1 scuola e parco su 2 (50% delle scuole, 56% dei parchi giochi) supera i limiti di legge per le concentrazioni annue di questo inquinante.

COSA SI PUO' FARE

Chiedere ai Comuni di istituire zone a basse emissioni che vietino progressivamente e eliminino definitivamente entro il 2025, i diesel.
Con l’impegno di rispettare entro gennaio 2019 almeno il limite di 40 µg/m³ imposto dalla legge.
E alla Regione di adottare subito un nuovo ambizioso piano della qualità dell’aria che consenta ai Sindaci di avere mezzi e supporto.