Marco Dotti

Seconda Classe

Ex Oriente Lux, ex Occidente luxus

15 Giugno Giu 2015 1200 15 giugno 2015
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Ex Oriente Lux, la luce viene da Oriente. Così recita la prima parte di una sentenza risalente all'epoca medioevale. E da Occidente? Da Occidente - ossia da Roma - viene, o meglio: veniva, l'ordine, la legge.  Ex Oriente lux, ex Occidente lex.

Affresco nell'ex convento francescano adiacente alla chiesa di Santa Maria in Bressanoro Santa Maria in Bressanoro, Castelleone (Crema). L'affresco, risalente forse al XVII secolo, ritrae il martirio dei 26 martiri compiutosi a Nagasaki il 5 febbraio 1597.
Accecamento occidentale

Ha colpito molti, il richiamo del 13 giugno scorso da parte di Papa Francesco per una possibile - probabile, di certo auspicabile e plausibile - Pasqua comune, tra Occidente e Oriente. Ha colpito, nelle sue parole, anche una variazione rispetto alla sentenza di cui stiamo parlando. Non è la prima volta che Papa Francesco ci stupisce in tal senso, parlando di un Oriente fatto di luce spirituale e di un Occidente accecato dall'immanenza del lusso.  Ex Oriente lux, ex Occidente luxus ha detto il Papa. Vediamo di ripercorrere brevemente l'ascendenza di questa variante.

Di "quale Oriente" è attributo la luce è stato tema molto dibattuto, nei secoli. Tendenzialmente è lo scontro di due opposti: la polarità del giorno verso quella della notte, segno di due opzioni esistenziali legate alla passione o alla norma. Lux e Lex, mutatasi, quest'ultima, in tempi di modernità e progresso in accecamento o  luxsus.

Luxus: con ironia, fu lo scrittore polacco Stanisław Jerzy Lec (1909-1966). Nei suoi Pensieri spettinati, Lec infatti scriveva«ex oriente lux, ex occidente luxus». Non si ritenga frivolo il riferimento a Lec: lo humour non è mai frivolezza,

Accecamento. Un secolo prima di Lec, erede di una lunga tradizione slavofila, Fëdor Dostoevskij avevacontrapposto la luce dell'Oriente, identificato con Ortodossia e madre Russia, non alle tenebre o al buio, ma all'accecamento dell'Occidente. Il sole che sorge diventa il sole che viene, il celebre "sol dell'avvenire": ex Oriente lux entrerà nell'iconografia simbolica leninista e bolscevica.

Già il 28 luglio del 2013, parlando ai giornalisti sul volo di ritorno da Rio de Janeiro, Papa Francesco aveva usato questa espressione in una risposta alla domanda di Alexey Bukalov, direttore dell'ufficio di Roma dell'agenzia di stampa russa Itar-Tass:

Nelle Chiese ortodosse, hanno conservato quella pristina liturgia, tanto bella. Noi abbiamo perso un po’ il senso dell’adorazione. Loro lo conservano, loro lodano Dio, loro adorano Dio, cantano, il tempo non conta. Il centro è Dio, e questa è una ricchezza che vorrei dire in questa occasione in cui Lei mi fa questa domanda. Una volta, parlando della Chiesa occidentale, dell’Europa occidentale, soprattutto la Chiesa più cresciuta, mi hanno detto questa frase: Lux ex oriente, ex occidente luxus. Il consumismo, il benessere, ci hanno fatto tanto male. Invece voi conservate questa bellezza di Dio al centro, la referenza. Quando si legge Dostoevskij — io credo che per tutti noi deve essere un autore da leggere e rileggere, perché ha una saggezza — si percepisce qual è l’anima russa, l’anima orientale. È una cosa che ci farà tanto bene. Abbiamo bisogno di questo rinnovamento, di questa aria fresca dell’Oriente, di questa luce dell’Oriente. Giovanni Paolo II lo aveva scritto nella sua Lettera. Ma tante volte il luxus dell’Occidente ci fa perdere l’orizzonte. Non so, mi viene questo di dire. Grazie.

Orientamento verticale C'è però un altro livello, più profondo, che ha segnato la lettura della prima parte della sentenza Ex Oriente lux e ha fornito una lettura dell'Oriente, non più concepibile come oriente puramente geografico. Questo Oriente apre la spazialità orizzontale, tagliandola verticalmente. Per questa ragione, ex Oriente lux è stato tradotto (Swedenborg, ma anche lo stesso Dostoevskij lo fa) come "luce che viene dal nord", dove il nord è lo zenith, l'alto.

Quando si evoca questo Oriente e il sole che vi sorge, non è la staticità o la contrapposizione, ma un transito ad essere evocato: il sole - si dice allora - sorge a Oriente, perché la luce del giorno succede a quella della notte e la luce della notte a quella del giorno.

Crepuscusculum vesperinum e crepusculum matutinum: ciò che non è più giorno, ma non è ancora notte; ciò che non è ancora notte, ma non è più giorno.  Ed è proprio così, con questa immagine che Martin Lutero definiva l'essere dell'uomo.

L'essere dell'uomo, osserva Lutero, è in questa luce che non viene né da Oriente, né da Occidente, ma dall'Oriente polare, dall'alto: giorno che splende di notte e notte che splende in piena luce.

Henry Corbin (1903-1978), in apertura del suo libro L'homme de lumière dans le soufisme iranien (1971), introduce un ulteriore elemento e cita, a questo proposito, anche una Sura del Corano (24, 35):

una lampada che brucia con l'olio di un ulivo che non è dell'Oriente, né dell'Occidente, che s'infiamma senza che il fuoco  neppure la tocchi. Ed è luce su luce
Luce su luce: ex Oriente lux, appunto.

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