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    <title>VITA.it > News</title>
    <link>http://www.vita.it</link>
    <description>Le ultime notizie di Vita.it</description>
    <language>it-it</language>
    <pubDate>Sat, 04 Feb 2012 03:44:42 +0100</pubDate>
    <generator>Vita.it 2.0</generator>
    <managingEditor>web@vita.it (Vita.it Staff)</managingEditor>
    <webMaster>webmaster@vita.it (Vita.it Staff)</webMaster>
        <item>
      <title><![CDATA[Senzatetto: 1.700 letti al caldo a Milano]]></title>
      <link>http://www.vita.it/news/view/117882</link>
      <description><![CDATA[<p>Cinquecento posti in pi&ugrave; per l&rsquo;accoglienza notturna dei senza tetto di Milano. Dopo la morte di un senza dimora ieri, ecco l'annnuncio dell&rsquo;assessore del Comune di Milano alle Politiche sociali <strong>Pierfrancesco Majorino</strong>. &laquo;<em>Da questa notte sono 1.700 i posti letto disponibili per l'accoglienza notturna delle persone senza fissa dimora, 448 in pi&ugrave; rispetto all'anno scorso. Uno sforzo straordinario, mai realizzato prima, messo in campo dal Comune di Milano in collaborazione con le organizzazioni del Terzo Settore</em>&raquo;.</p>
<p>Majorino, ha spiegato che &laquo;<em>lo scorso anno erano disponibili 1.252 posti (compresi quelli nelle tende emergenziali) e due anni fa 800. In due anni abbiamo raddoppiato il numero dei senza fissa dimora accolti nell'ambito del Piano Antifreddo. 50 nuovi posti letto sono nel Centro Socio Ricreativo di via Sammartini, altre decine presso la Fondazione Fratelli di San Francesco di via Saponaro 40</em>&raquo;.</p>
<p>&laquo;<em>Da stasera nel mezzanino della metropolitana della Stazione Centrale</em> - aggiunge - r<em>addoppia il numero delle persone senza dimora accolte: i 60 posti disponibili nella prima notte (marted&igrave; scorso) diventano oggi 120. Qui, inoltre, da stasera, un'&eacute;quipe medica effettuer&agrave; anche uno screening sanitario sui senzatetto</em>&raquo;.</p>
<p>La citt&agrave; vive una situazione d'emergenza dovuta alla rigidit&agrave; delle temperature, davanti alla quale sostiene Majorino &laquo;<em>non vogliamo tirarci indietro. Anche i cittadini hanno incrementato le loro segnalazioni sulla presenza di persone che dormono in strada: dal 16 gennaio sono state 323, di cui quasi 80 quotidianamente negli ultimi 3 giorni. Questo &egrave; solo il numero delle telefonate arrivate al nostro numero della Protezione Civile, alle quali si aggiungono quelle che ricevute normalmente dal 118 e dalle Forze dell'Ordine</em>&raquo;.</p>]]></description>
      <pubDate>Fri, 03 Feb 2012 19:22:00 +0100</pubDate>
      <guid>http://www.vita.it/news/view/117882</guid>
    </item>
        <item>
      <title><![CDATA[200mila euro per l'utilizzo sociale di beni confiscati]]></title>
      <link>http://www.vita.it/news/view/117881</link>
      <description><![CDATA[<p>Tre assegni di 60mila euro ciascuno destinati a finanziare progetti che prevedono l&rsquo;utilizzo di beni confiscati alle mafie, sono stati consegnati oggi a Milano grazie all&rsquo;iniziativa voluta e sostenuta da <strong>UniCredit Leasing</strong> (che ha messo a disposizione 200mila euro) che ha anche chiamato i propri dipendenti a votare il progetto ritenuto migliore tra i tre selezionati in collaborazione con <strong>Libera</strong> e <strong>UniCredit Foundation</strong>, che per il gruppo UniCredit sui temi della filantropia e del terzo settore.</p>
<p>Il progetto <strong>&ldquo;Vestiamo la libert&agrave;&rdquo;,</strong> ideato in Campania dall&rsquo;<strong>Associazione di volontariato Jerry Essan Masslo</strong> in collaborazione con la <strong>Cooperativa sociale Altri Orizzonti</strong>, &egrave; risultato il pi&ugrave; votato dai dipendenti di UniCredit Leasing ed &egrave; stato quindi destinatario di un contributo aggiuntivo di 20 mila euro.</p>
<p>Gli altri due progetti premiati riguardano beni confiscati alla mafia a Naro, in provincia di Agrigento, e a Moncalvo, in provincia di Asti.</p>
<p>Il progetto &ldquo;Vestiamo la libert&agrave;&rdquo; prevede che, dopo la ristrutturazione dei locali che ospitano il laboratorio a Castel Volturno, saranno acquistati ulteriori macchinari industriali, disegnata la linea di abbigliamento e si proceder&agrave; alle selezione delle beneficiarie con precedenti di sfruttamento sessuale gi&agrave; inserite in percorsi di recupero. Le donne impegnate nei lavori di produzione potranno frequentare un corso di lingua italiana e una specifica formazione sull&rsquo;utilizzo dei macchinari per la lavorazione sartoriale. Saranno affrontate anche tematiche quali la gestione d&rsquo;impresa e l&rsquo;economia sociale. Successivamente si provveder&agrave; alla promozione dei prodotti attraverso eventi e sfilate; il progetto si propone inoltre di sviluppare una rete commerciale con il Burkina Faso (a partire dall&rsquo;acquisto dei tessuti), nazione con cui esiste gi&agrave; un rapporto di collaborazione.</p>
<p>Il progetto, <strong>&ldquo;Restituiamo ai giovani le terre liberate&rdquo;</strong> proposto da <strong>Libera</strong> in collaborazione <strong>con Agesci, Caritas Diocesana e Arcidiocesi di Agrigento</strong>, prevede il recupero dell&rsquo;immobile, fortemente danneggiato da incursioni malavitose nei mesi scorsi, da dedicare all&rsquo;accoglienza, anche residenziale, dei gruppi scout del territorio agrigentino (circa 3000 ragazzi); inoltre, diventer&agrave; la sede di una cooperativa in fase di costituzione per la promozione e la commercializzazione di prodotti agricoli in &ldquo;filiera corta&rdquo;;&nbsp; infine, accoglier&agrave; un auditorium per la realizzazione di convegni e di laboratori didattici tematici legati all&rsquo;artigianato, all&rsquo;espressione artistica, all&rsquo;educazione ambientale, alla legalit&agrave; e alla cultura della cooperazione sociale e del volontariato.</p>
<p>L&rsquo;iniziativa <strong>&ldquo;Coltivare la libert&agrave;&rdquo;</strong> presentata da <strong>Rinascita Associazione di Solidariet&agrave; Onlus</strong>, intende riutilizzare un immobile rurale confiscato alla mafia a Moncalvo (Asti) per dare ospitalit&agrave; a donne in situazione di disagio ed emarginazione (in particolare ex alcoliste e tossicodipendenti), realizzando una comunit&agrave; terapeutica. Gli appezzamenti di terreno adiacenti alla residenza diverranno opportunit&agrave; di lavoro e integrazione sociale per le beneficiarie, attraverso sia la produzione agricola, sia la distribuzione dei prodotti coltivati.</p>]]></description>
      <pubDate>Fri, 03 Feb 2012 19:00:00 +0100</pubDate>
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    </item>
        <item>
      <title><![CDATA[La scuola costruira grazie a 32mila collane di carta]]></title>
      <link>http://www.vita.it/news/view/117880</link>
      <description><![CDATA[<p>&Egrave; stata inaugurata oggi a<strong> Kampala in Uganda</strong> una scuola che ospiter&agrave; 400 ragazzi di Kireka, quartiere della capitale ugandese dove ha sede il Meeting Point International. La particolarit&agrave; di questa scuola &egrave; che per costruirla sono state necessarie<strong> 32mila... collane di carta riciclata</strong>, realizzate proprio dalle donne del Meeting Point e distribuite da 1.300 volontari italiani degli<strong> Avsi Point</strong>.</p>
<p>La <strong>Luigi Giussani High School,</strong> racconta <strong>Rose Busingye</strong> che dirige il Meeting Point International nasce &laquo;<em>dal desiderio che i miei ragazzi possano essere guardati come sono stata guardata io</em>&raquo;. Rose Busingye prosegue: &laquo;<em>Voglio che questi ragazzi scoprano un rapporto che riconosca il valore dell&rsquo;altro, in cui l&rsquo;altro non deve diventare lo schiavo delle tue idee, dove l&rsquo;educatore ti deve accompagnare al tuo destino. Solitamente, invece, nelle scuole qui in Uganda e pi&ugrave; in generale in Africa, l&rsquo;insegnante &egrave; il tuo capo e tu sei schiavo di quello che dice. Quello che ho imparato dal don Gius &egrave; che l&rsquo;educazione &egrave; uno che ti prende per mano e ti dice: &ldquo;Vieni, camminiamo insieme, andiamo verso una verit&agrave;, che non sono io,&nbsp; ma la verit&agrave; &egrave; un Altro&rdquo;. Tanto che il motto della nuova scuola (in Africa ogni istituto ne ha uno) recita <strong>&ldquo;con le nostre mani, ma con la Sua forza&rdquo;</strong> ricordando le opere nella tradizione monastica benedettina</em>&raquo;.</p>
<p>I 400 studenti della Luigi Giussani Higy School, istituto scolastico che corrisponde a un liceo in Italia, potranno studiare anche grazie al sostegno a distanza. Il 95% dei giovani arriva dal Meeting Point International e la loro educazione e frequenza scolastica &egrave; assicurata da <strong>Avsi con il Sostegno a distanza e da Support International</strong>, il partner tedesco. Questi giovani sono i figli delle donne di Rose che due anni fa hanno partecipato al Meeting di Rimini mentre portavano la loro testimonianza e, arrotolando le collane, ballavano e cantavano con una gioia incredibilmente travolgente A febbraio 2012, in concomitanza con l&rsquo;inaugurazione dell&rsquo;edificio, inizia il nuovo anno scolastico in Uganda e si prevede che i 400 studenti diventeranno 600 nei prossimi anni. L'edificio &egrave; di circa 2.000 metri quadrati di superficie e ospita 12 classi disposte su 3 piani. Al momento alcune classi sono adibite a laboratori, uffici e biblioteca. Nel giro di qualche anno, l&rsquo;intenzione &egrave; quella di costruire un nuovo building che ospiter&agrave; uffici e laboratori vari.</p>
<p>Il motore di questa iniziativa sono le donne del Meeting Point International di Kampala, partner del network di Avsi. Una realt&agrave; matura che sostiene pi&ugrave; di 5.000 persone malate di Aids con cure mediche, attivit&agrave; generatrici di reddito e assicura la scolarizzazione ai bambini. Il Meeting Point &egrave; soprattutto un luogo che ha fatto a pezzi i soliti luoghi comuni dell&rsquo;Aids e nel quale il cuore vince sul pregiudizio e sulla malattia. Lo ha affermato anche il regista Spike Lee a Cannes alla premiazione della pellicola cinematografica Greater che lo raccontava per mano di Emmanuel Exitu.</p>
<p>&nbsp;</p>]]></description>
      <pubDate>Fri, 03 Feb 2012 18:39:00 +0100</pubDate>
      <guid>http://www.vita.it/news/view/117880</guid>
    </item>
        <item>
      <title><![CDATA[Il 7 febbraio è il Safer Internet Day]]></title>
      <link>http://www.vita.it/news/view/117878</link>
      <description><![CDATA[<p>La giornata mondiale &egrave; promossa dalla Commissione Europea, all&rsquo;interno del <a href="http://ec.europa.eu/information_society/activities/sip/index_en.htm">Safer Internet Programme</a>, per l&rsquo;utilizzo sicuro e responsabile dei nuovi media da parte dei pi&ugrave; giovani.</p>
<p>IL TEMA. Il tema di quest&rsquo;anno &egrave; <strong>&ldquo;Connecting Generations&rdquo;</strong> che vuole incoraggiare una comunicazione efficace tra generazioni, fra giovani e adulti anche nell&rsquo;ambito dei nuovi media. L&rsquo;obiettivo &egrave; quello d&rsquo;invitare ogni generazione a &ldquo;scoprire&rdquo; l&rsquo;universo online, a farlo insieme e a farlo in maniera sicura, mettendo in campo, ciascuno, le proprie esperienza e risorse, per costruire una cultura della cittadinanza digitale.</p>
<p>ITALIA. In Italia il referente del programma &egrave; il Centro Giovani Online <a href="http://www.sicurinrete.it/">http://www.sicurinrete.it/</a> un network di 50 organizzazioni &nbsp;tra istituzioni, societ&agrave; scientifiche, media, aziende ICT e di telefonia mobile, associazioni e universit&agrave;, attive nella tutela online di bambini e adolescenti, coordinato da <a href="http://www.savethechildren.it">Save the Children</a> e <a href="http://www.adiconsum.it">Adiconsum</a>.</p>
<p>&laquo;L&rsquo;utilizzo che i ragazzi fanno di Internet e cellulari &egrave; fortemente influenzato dalla sfera delle relazioni e delle emozioni e che pertanto affettivit&agrave; e sessualit&agrave;, insieme alla percezione del rischio e alla consapevolezza dei pericoli, siano un ambito fondamentale sul quale agire in termini di prevenzione quando si parla di sicurezza in rete&raquo;, afferma <strong>Valerio Neri, Direttore Generale di Save the Children Italia</strong>.</p>
<p>&laquo;Occorre intervenire in maniera immediata, incisiva e congiunta, poich&eacute; nessuno singolarmente possiede tutte le competenze e gli strumenti necessari per la tutela di bambini e adolescenti online. La realizzazione di un ambiente sicuro in rete &egrave; una responsabilit&agrave; condivisa&raquo;, continua Valerio Neri.</p>
<p>&laquo;Ecco perch&eacute; la nostra organizzazione ha promosso la nascita del Comitato Consultivo del Centro Giovani Online, che coordiniamo insieme ad Adiconsum&raquo;, conclude Neri.</p>
<p>EVENTO. <strong>A Roma </strong>si terr&agrave; un incontro ospitato dal Presidente della Camera (ore 15.00, Sala della Regina, Palazzo Montecitorio) in cui verr&agrave; presentata <strong>"L'Agenda strategica per la promozione dei diritti online dei minori"</strong> redatta del Comitato Consultivo del Centro Giovani Online e alcuni dati sul fenomeno. Sono in programma gli interventi di <strong>Paolo Peluffo</strong> (Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio), <strong>Franco Bernab&egrave; </strong>(Chairman GSM Association), <strong>Luc Delany</strong> (Facebook European Policy Manager), <strong>Pietro Giordano</strong> (Segretario Generale Adiconsum), Giovanna Mascheroni (EU Kids Online), <strong>Angela Nava</strong> (Comitato Consultivo del Centro Giovani Online), <strong>Valerio Neri </strong>(Direttore Generale Save the Children Italia).</p>]]></description>
      <pubDate>Fri, 03 Feb 2012 16:52:00 +0100</pubDate>
      <guid>http://www.vita.it/news/view/117878</guid>
    </item>
        <item>
      <title><![CDATA[Le Arance della Salute si dividono in due]]></title>
      <link>http://www.vita.it/news/view/117877</link>
      <description><![CDATA[<p>Le <strong>Arance della salute di Airc</strong> sfidano il freddo siberiano che attanaglia l&rsquo;Italia. I volontari dell&rsquo;associazione non si arrendono e domani, <strong>4 febbraio</strong>, scendono in gran parte delle piazze italiane con le arance rosse di Sicilia, ricche di antociani (pigmenti naturali dagli straordinari poteri antiossidanti) e con oltre il 40% in pi&ugrave; di vitamina C. <br />Purtroppo non saranno presenti in tutte le duemila piazze previste, <strong>alcune regioni hanno dovuto dare forfait</strong>: <strong>Emilia Romagna</strong>, <strong>Lazio</strong>, <strong>Marche</strong>, <strong>Abruzzo</strong>, <strong>Molise</strong> e <strong>parte della Lombardia</strong> (confermano per ora la presenza di banchetti domani: Brescia, Lissone, Cernocchio e Palazzolo sull&rsquo;Oglio) che per il maltempo, il gelo e le difficolt&agrave; di trasporto hanno <strong>rinviato la manifestazione a sabato 11 febbraio</strong>.</p>
<p>Come ha ricordato anche il presidente di Airc <strong>Piero Sierra</strong> &laquo;<em>quest&rsquo;anno abbiamo dovuto registrare tutta una serie di circostanze avverse: dallo sciopero degli autotrasportatori alla neve e al gelo, possiamo dire che sono mancate solo le cavallette. Ma nonostante tutto ci saremo. Abbiamo sentito i nostri volontari e sono ben decisi a dar vita ai banchett</em>i&raquo;. Il suggerimento per tutti &egrave; cquello di contattare il numero verde Airc&nbsp; <strong>840.001001 </strong>o il <a href="http://www.arancedellasalute.it">sito</a> dedicato dove la situazione &egrave; monitorata in tempo reale.</p>
<p>Quello con le Arance della Salute &egrave; il primo appuntamento dell&rsquo;anno a livello nazionale dell&rsquo;Associazione italiana per la ricerca sul cancro &laquo;<em>&egrave; un momento significativo per misurare la tendenza alla solidariet&agrave;. Le manifestazioni di piazza per noi sono importanti perch&eacute; ci mettono in contatto con la gente. Le persone che incontrano i nostri volontari chiedono sempre informazioni</em>&raquo; continua Sierra. E le manifestazioni di piazza sono anche un momento importante di raccolta fondi. Basti pensare all&rsquo;obiettivo che l&rsquo;Airc si &egrave; posto per questa giornata: raccogliere ben 3.700.998 euro.</p>
<p>In gran parte delle egioni italiane quindi domani, sabato 4 febbraio, con lo slogan &ldquo;<em><strong>Metti il cancro all&rsquo;angolo, scegli le Arance della Salute</strong></em>&rdquo; circa 20mila volontari proporranno oltre 400mila reticelle di arance rosse di Sicilia, da 2,5 kg. Per il 23esimo anno consecutivo Airc porter&agrave; nelle piazze l&rsquo;idea della <strong>corretta alimentazione come elemento fondamentale per la salute e la prevenzione delle malattie</strong>, cancro compreso. Grazie alla ricerca, infatti, c&rsquo;&egrave; la conferma che le arance sono adatte alla prevenzione oncologica, ma non solo i ricercatori stanno sempre pi&ugrave; approfondendo il <strong>legame tra determinati nutrienti e sistema immunitario e il rapporto con alcuni geni</strong>.</p>
<p>E non &egrave; un caso che anche quest&rsquo;anno si sia rinnovata la collaborazione con la Cucina Italia per la guida che sar&agrave; distribuita insieme alle arance dal titolo &ldquo;<strong><em>Mediterraneo benefico &ndash; La salute a tavola</em></strong>&rdquo; che contiene suggerimenti, indicazioni per una corretta dieta mediterranea e anche alcune ricette dello chef Moreno Cedroni.</p>
<p>Durante la presentazione della manifestazione sono intervenuti <strong>Alberto Mantovani,</strong> della Fondazione Humanitas per la ricerca di Rozzano e dell&rsquo;Universit&agrave; degli Studi di Milano che parlato proprio di &ldquo;<strong><em>Dieta, immunit&agrave; e cancro</em></strong>&rdquo; e <strong>Antonio Moschetta</strong> dell&rsquo;Istituto Mario Negri Sud e dell&rsquo;Universit&agrave; di Bari che ha invece approfondito il rapporto tra <strong>nutrizione, metabilismo e cancro</strong> illustrando la nuova branca della nutrigenomica. Moschetta, inoltre ha voluto ringraziare Airc perch&eacute; lui come altri fa parte dei giovani ricercatori che sono potuti rientrare in Italia dopo un periodo di lavoro in Olanda e negli Usa, ma ha ricordato che &laquo;<em>per ogni per ogni persona che rientra ve ne sono altri che non lo possono fare</em>&raquo;. Anche per questo &egrave; importante contribuire ad Airc.</p>
<p>Con i fondi raccolte con le arance della salute, in particolare si potr&agrave; contribuire alla <strong>continuit&agrave; dei progetti di ricerca IG &ndash; Investigator Grants</strong>.</p>
<p>Le Arance della Salute godono inoltre del contribuito della Regione Siciliana.</p>]]></description>
      <pubDate>Fri, 03 Feb 2012 16:39:00 +0100</pubDate>
      <guid>http://www.vita.it/news/view/117877</guid>
    </item>
        <item>
      <title><![CDATA[Sarubbi: Grillo è un leghista]]></title>
      <link>http://www.vita.it/news/view/117876</link>
      <description><![CDATA[<p><strong>Andrea Sarubbi, deputato del Partito Democratico</strong> &egrave; tornato sulla provocazione che <strong>Beppe Grillo</strong> ha lanciato da suo Blog sul tema della cittadinanza. <br /> <strong>Scrive al direttore de Il Fatto Quotidiano </strong>&laquo;<em>alcuni giorni fa Beppe Grillo intervenne attraverso il suo blog sul tema della cittadinanza italiana ai figli di genitori immigrati regolari, definendola come priva di senso e come un modo per distrarre gli italiani dai veri problemi del Paese. E&rsquo; un&rsquo;argomentazione nitidamente leghista, nel merito e nel metodo, e per questo mi ha colpito tanto pi&ugrave; vederla difesa e rilanciata dal Suo giornale in un articolo di Bruno Tinti. All&rsquo;esternazione di Grillo risposi invitandolo ad un dibattito pubblico sulla questione, ma il mio invito &egrave; rimasto al momento senza riscontro. Conoscendo invece la Sua sensibilit&agrave; ed apertura, provo a scriverLe queste poche righe sperando di avere miglior fortuna.<br /> Innanzitutto, una premessa di metodo: Tinti predica bene ma razzola malissimo. Chiede giustamente di andare oltre i titoli delle dichiarazioni e di approfondire, prima di accusare ma poi dimentica di farlo a sua volta cedendo alla tentazione facile e grillina dei paradossi. La conclusione apocalittica del suo ragionamento &egrave; che &ldquo;aerei charter, treni, pullman, navi intere scaricherebbero signore incinte all&rsquo;ottavo mese che (&hellip;) partorirebbero o loro bambini nelle nostre cliniche e nei nostri ospedali&rdquo; se solo si concedesse la cittadinanza a chiunque nasca sul nostro territorio (ius soli secco). E&rsquo; il tipico argomento leghista delle &lsquo;sale parto a Lampedusa&rsquo;. E Tinti ha ragione: ma ci pu&ograve; chiarire anche chi &egrave; che sostiene questa posizione a Montecitorio? Lo aiuto io: nessuno.<br /> Le proposte di legge attorno alle quali gravita il dibattito sulla cittadinanza (la Bressa, la Sarubbi-Granata e la Sbai) ruotano, con sfumature diverse, intorno al cosiddetto ius soli temperato, ovvero richiedono che il bambino nasca in Italia all&rsquo;interno di un nucleo familiare regolare e residente stabilmente. Anche la proposta di legge di iniziativa popolare dell&rsquo;importante campagna &ldquo;L&rsquo;Italia sono anch&rsquo;io&rdquo; prevede una forma simile di ius soli. In assenza di tali requisiti, la cittadinanza - cos&igrave; prevede ad esempio il mio testo firmato da 50 deputati di orientamento politico diverso - &egrave; legata al completamento di un ciclo di studi in Italia. Nessun automatismo, dunque, come del resto ha auspicato anche il ministro Cancellieri, ma anzi il bilanciamento fra tre fattori diversi, per evitare il rischio - peraltro presente anche nello ius sanguinis, ma quello sui discendenti dei nostri emigrati sarebbe un discorso troppo lungo - degli &ldquo;italiani per caso&rdquo;. Eppure Tinti sembra ignorare tutto questo e procede spedito come un treno che ha perso di vista i binari; se approfondisse invece l&rsquo;argomento, come chiede di fare a tutti, magari non si troverebbe cos&igrave; lontano da alcune delle strade intraprese in Parlamento.<br /> Per quanto riguarda infine la questione delle &ldquo;priorit&agrave; per l&rsquo;Italia&rdquo; non mi dilungo, anche se sono convinto che le fondamenta di uno Stato moderno siano tanto pi&ugrave; solide quanto pi&ugrave; sono fondate sulla capacit&agrave; di non derogare alla tutela dei diritti fondamentali di fronte a nessuna pressione, nessuna &lsquo;emergenza&rsquo; esterna o interna. Se poi Tinti, Grillo e i colleghi leghisti si facessero anche due chiacchiere con gli splendidi ragazzi italiani di fatto - ma non di diritto - che ho avuto modo di incontrare in giro per l&rsquo;Italia parlando di cittadinanza, si renderebbero conto da soli della ricchezza &ndash; umana, ma non solo &ndash; che il nostro Paese rischia di gettare al vento</em>&raquo;.<br /> <br /> <br /></p>]]></description>
      <pubDate>Fri, 03 Feb 2012 16:12:00 +0100</pubDate>
      <guid>http://www.vita.it/news/view/117876</guid>
    </item>
        <item>
      <title><![CDATA[Guerra: ecco cos'ho davvero detto]]></title>
      <link>http://www.vita.it/news/view/117875</link>
      <description><![CDATA[<p>Sul numero di <em>Vita</em> magazine in edicola da oggi compare un servizio a firma di Gabriella Meroni che dimostra come anche le associazioni medio-piccole possano realizzare progetti sociali efficaci con i fondi del 5 per mille. Un articolo che nell&rsquo;incipit riportava una dichiarazione del sottosegretario al Welfare Cecilia Guerra ripresa dalle agenzie di stampa&nbsp;&nbsp; a cui la stessa Guerra a voluto prontamente replicare. &nbsp;</p>
<p><strong>L'ARTICOLO DI VITA</strong></p>
<p>&laquo;Io non sono razzista&raquo; &egrave; di solito la premessa di chi, magari in un salotto televisivo, ha gi&agrave; in gola una bella sparata contro neri o zingari. &laquo;Io non sono contro il 5 per mille&raquo;, ha dichiarato in un convegno a Genova il sottosegretario al Welfare, Cecilia Guerra, salvo subito dopo aggiungere per&ograve; che &laquo;&egrave; uno strumento instabile, frammentario e neanche tanto democratico&raquo;, che occorre &laquo;ripensarlo&raquo; perch&eacute; privilegia le organizzazioni con pi&ugrave; visibilit&agrave; e strutture in grado di fare fundraising, mentre i soldi spesi per farsi pubblicit&agrave; presso i contribuenti sono &laquo;uno spreco collettivo&raquo;. Tira una brutta aria per questo strumento di sussidiariet&agrave; fiscale, che da sei anni a questa parte ha attraversato crisi e tagli, ma ha anche riversato nelle casse di decine di migliaia di enti non profit &ndash; grazie alla generosit&agrave; dei cittadini &ndash; denaro utilizzato per migliorare servizi essenziali di solidariet&agrave;, ricerca scientifica, protezione civile. <a href="http://www.vita.it/numerieditorialiflip/view" target="_blank">PER CONTINUARE CLICCA QUI</a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>LA REPLICA DEL SOTTOSEGRETARIO</strong></p>
<p>Caro Direttore,</p>
<p>quando si parla ad un convegno si&nbsp; corre sempre il rischio di semplificare troppo il proprio pensiero.</p>
<p>Mi sembra per&ograve; che l&rsquo;articolo&nbsp; &ldquo;5 per mille, Guerra aperta. Le onp: questo vi pare "spreco collettivo?"&nbsp; pubblicato ieri da <em>Vita</em>,&nbsp; a firma di Gabriella Meroni,&nbsp; dia luogo ad un vero e proprio travisamento del senso delle mie parole,&nbsp; lasciando addirittura intendere che io consideri&nbsp; uno spreco collettivo le destinazioni che le onp fanno delle risorse che ottengono con il 5 per mille. Cosa&nbsp; che non mi sono mai sognata n&eacute; di pensare n&eacute; di dire.</p>
<p>Le parole che io ho usato, forse non chiare, forse non condivise, sono state registrate e quindi ascoltabili dai suoi lettori all&rsquo;indirizzo</p>
<p><a href="http://www.radioradicale.it/scheda/344139/conferenza-di-chiusura-anno-europeo-del-volontariato-2011">http://www.radioradicale.it/scheda/344139/conferenza-di-chiusura-anno-europeo-del-volontariato-2011</a></p>
<p>Le chiederei&nbsp; la cortesia di pubblicarle integralmente, cos&igrave; come sono state pronunciate, con tutti gli anacoluti del caso. Solo di quello che ho detto vorrei portare la responsabilit&agrave;, non di quello che mi viene attribuito.</p>
<p>Di seguito la trascrizione letterale della mia dichiarazione sul 5 x 1000:</p>
<p><em>&ldquo;Nel finanziamento del terzo settore si &egrave; puntato molto su strumenti come il 5 per mille che sicuramente &egrave; ben visto, perch&eacute; &egrave; qualcosa rispetto al niente, ma che non &egrave; la forma di finanziamento a cui io mi appellerei, nel senso che &egrave; un finanziamento instabile, frammentario, in cui si buttano dentro sempre pi&ugrave; soggetti che possono avere diritto e che, per come &egrave; , non &egrave; neanche tanto democratico perch&eacute; ci sono almeno dieci milioni di cittadini italiani che non possono, attraverso quello strumento, dare risorse e quindi anche indicazioni sulle loro preferenze per un organismo piuttosto che l&rsquo; altro; banalmente perch&eacute; il cinque per mille permette di destinare il cinque per mille del proprio IRPEF a questi tanti settori che concorrono. Per&ograve; il cinque per mille &egrave; importante perch&eacute; mette in rilievo come, insomma, il problema anche della raccolta dei fondi stia diventando talmente importante da comportare anche sottrarre, diciamo, risorse umane attivit&agrave; agli enti del volontariato e anche necessit&agrave; di impiego di risorse. Una cosa che mi colpisce del cinque per mille&nbsp; &egrave; quanti soldi vengano spesi nella pubblicit&agrave;&nbsp; da parte degli enti che devono attrarre il cinque per mille, quindi c&rsquo;&egrave; uno spreco collettivo da questo punto di vista e una destinazione di quelle risorse in misura, estremamente prioritaria, ad alcune organizzazioni meritevolissime ma allora sarebbe forse meglio dare direttamente quella percentuale che si sa comunque ottengono e risparmiare nella gestione di questo&nbsp; meccanismo complesso. Non sto dicendo che mi pronuncio contro il cinque per mille, sto dicendo che dobbiamo pensare un pochino meglio ai canali di finanziamento e alle responsabilit&agrave; che questi comportano. &ldquo;</em></p>
<p>La ringrazio per la sua cortese ospitalit&agrave;,</p>
<p>Maria Cecilia Guerra</p>]]></description>
      <pubDate>Fri, 03 Feb 2012 15:47:00 +0100</pubDate>
      <guid>http://www.vita.it/news/view/117875</guid>
    </item>
        <item>
      <title><![CDATA[200 mila euro per 3 progetti sull’utilizzo di beni confiscati alle mafie]]></title>
      <link>http://www.vita.it/news/view/117874</link>
      <description><![CDATA[<p>Sono stati consegnati a Milano<strong>,</strong> i tre assegni di 60 mila euro ciascuno destinati a finanziare progetti che prevedono l&rsquo;utilizzo di beni confiscati alle mafie.</p>
<p>L&rsquo;iniziativa &egrave; stata voluta e sostenuta da <strong>UniCredit Leasing,</strong> che ha anche chiamato i propri dipendenti a votare il progetto ritenuto migliore tra i tre selezionati in collaborazione con <strong>Libera</strong> e <strong>UniCredit Foundation</strong>, che &egrave; il centro di competenza del gruppo UniCredit sui temi della filantropia e del terzo settore.</p>
<p>Il progetto &ldquo;Vestiamo la libert&agrave;&rdquo;, ideato in Campania dall&rsquo;<strong>Associazione di volontariato Jerry Essan Masslo </strong>in collaborazione con<strong> </strong>la<strong> Cooperativa sociale Altri Orizzonti</strong>, &egrave; risultato il pi&ugrave; votato dai dipendenti di UniCredit Leasing ed &egrave; stato quindi destinatario di un contributo aggiuntivo di 20 mila euro.</p>
<p>Gli altri due progetti premiati riguardano beni confiscati alla mafia a Naro, in provincia di Agrigento, e a Moncalvo, in provincia di Asti.</p>
<p>Nel corso della premiazione, <strong>Ivan Lo Bello</strong>, Presidente di UniCredit Leasing, ha spiegato che &laquo;UniCredit sostiene lo sviluppo dell&rsquo;impresa sociale in quanto strumento di coesione delle comunit&agrave; e di rafforzamento della legalit&agrave;. La lotta alla criminalit&agrave; organizzata, infatti, non &egrave; solo compito degli organi di polizia e della magistratura. Senza creare solidi argini, in primo luogo culturali, tra i cittadini, non riusciremo mai a sconfiggere definitivamente le mafie che minacciano la crescita civile ed economica della nostra societ&agrave;. La crescita della consapevolezza che le mafie si possono sconfiggere&nbsp;ha per&ograve; bisogno di esempi concreti, che vanno incoraggiati e sostenuti. E&rsquo; questo il senso dell&rsquo;iniziativa che oggi presentiamo, che fa parte dell&rsquo;impegno pi&ugrave; complessivo del Gruppo e si avvale delle competenze e le buone pratiche di UniCredit Foundation&raquo;</p>
<p><strong>Don Luigi Ciotti</strong>, Presidente di LIBERA, con un messaggio ha sostenuto come &laquo;la fondamentale quello che oggi si fa qui e si fa ogni giorno altrove: lavorare&nbsp; insieme per restituire all'uso sociale, alla collettivit&agrave;, alla gente quello che &egrave; stato tolto con sopruso, la violenza&nbsp; e l&rsquo;arroganza. I beni confiscati e restituiti alla collettivit&agrave; saldano l'etica e l'estetica, il giusto e il gusto. Usare queste propriet&agrave; frutto di violenza &egrave; il pi&ugrave; grande schiaffo alle mafia, ma bisogna confiscarli proprio tutti questi beni e restituirli proprio tutti. Oggi la&nbsp; pi&ugrave; grande umiliazione della persona umana &egrave; la privazione della libert&agrave;, il nostro compito &egrave; impegnare la nostra libert&agrave; per liberare chi libero non &egrave;&raquo;.</p>
<p>All&rsquo;incontro sono intervenuti <strong>Alessandro Decio, </strong>responsabile della Divisione Famiglie &amp; PMI di UniCredit, <strong>Maurizio Carrara</strong>, Presidente di UniCredit Foundation, <strong>Massimiliano Moi, </strong>Amministratore Delegato di UniCredit Leasing, <strong>Davide Pati</strong> dell&rsquo;Ufficio di Presidenza Nazionale di LIBERA, <strong>Renato Natale</strong>, Rappresentante Associazione Volontariato &ldquo;Jerry Essan&nbsp;Masslo&rdquo;, <strong>Rosalda Ottaviano</strong>, Presidente di Rinascita Associazione Solidariet&agrave; Onlus, <strong>Salvo Ciulla</strong>, Rappresentante LIBERA.</p>
<p>Il progetto &ldquo;<strong>Vestiamo la libert&agrave;</strong>&rdquo; prevede che, dopo la ristrutturazione dei locali che ospitano il laboratorio a Castel Volturno, saranno acquistati ulteriori macchinari industriali, verr&agrave; disegnata la linea di abbigliamento e si proceder&agrave; alle selezione delle beneficiarie con precedenti di sfruttamento sessuale gi&agrave; inserite in percorsi di recupero. Le donne impegnate nei lavori di produzione potranno frequentare un corso di lingua italiana e una specifica formazione sull&rsquo;utilizzo dei macchinari per la lavorazione sartoriale. Verranno affrontate anche tematiche quali la gestione d&rsquo;impresa e l&rsquo;economia sociale. Successivamente si provveder&agrave; alla promozione dei prodotti attraverso eventi e sfilate; il progetto si propone inoltre di sviluppare una rete commerciale con il Burkina Faso (a partire dall&rsquo;acquisto dei tessuti), nazione con cui esiste gi&agrave; un rapporto di collaborazione.</p>
<p>Il progetto, &ldquo;<strong>Restituiamo ai giovani le terre liberate</strong>&rdquo; proposto da LIBERA in collaborazione con <strong>AGESCI, Caritas Diocesana </strong>e<strong> Arcidiocesi di Agrigento</strong>, prevede il recupero dell&rsquo;immobile, fortemente danneggiato da incursioni malavitose nei mesi scorsi, da dedicare all&rsquo;accoglienza, anche residenziale, dei gruppi scout del territorio agrigentino (circa 3000 ragazzi); inoltre, diventer&agrave; la sede di una cooperativa in fase di costituzione per la promozione e la commercializzazione di prodotti agricoli in &ldquo;filiera corta&rdquo;;&nbsp; infine, accoglier&agrave; un auditorium per la realizzazione di convegni e di laboratori didattici tematici legati all&rsquo;artigianato, all&rsquo;espressione artistica, all&rsquo;educazione ambientale, alla legalit&agrave; e alla cultura della cooperazione sociale e del volontariato.</p>
<p>L&rsquo;iniziativa &ldquo;<strong>Coltivare la libert&agrave;</strong>&rdquo; presentata da <strong>Rinascita Associazione di Solidariet&agrave; Onlus</strong>, intende riutilizzare un immobile rurale confiscato alla mafia a Moncalvo (Asti) per dare ospitalit&agrave; a donne in situazione di disagio ed emarginazione (in particolare ex alcoliste e tossicodipendenti), realizzando una comunit&agrave; terapeutica. Gli appezzamenti di terreno adiacenti alla residenza diverranno opportunit&agrave; di lavoro e integrazione sociale per le beneficiarie, attraverso sia la produzione agricola, sia la distribuzione dei prodotti coltivati.</p>
<p>&nbsp;</p>]]></description>
      <pubDate>Fri, 03 Feb 2012 15:14:00 +0100</pubDate>
      <guid>http://www.vita.it/news/view/117874</guid>
    </item>
        <item>
      <title><![CDATA[Corno d'Africa: la FAO annuncia fine della carestia]]></title>
      <link>http://www.vita.it/news/view/117872</link>
      <description><![CDATA[<p><strong>Per le Nazioni Unite, oggi non sussistono piu'  condizioni di carestia in Somalia</strong>, <strong>ma</strong> sottolineano che con la siccita'  che colpisce il Corno d'Africa, <strong>la fame rimane una grave minaccia</strong> se non  verranno prese misure immediate per ristabilire la sicurezza alimentare.</p>
<p>E'  quanto si legge in un <strong>comunicato della Fao</strong> in cui si annuncia che  secondo l'ultimo rapporto congiunto condotto dall'Unita' di valutazione  della sicurezza alimentare e della nutrizione della Fao e dal Sistema  d'allerta rapida sulla carestia dell'Agenzia Usa per lo sviluppo  internazionale, <strong>il numero delle persone che necessitano di assistenza  umanitaria d'emergenza e' calato da 4 milioni a 2,3 milioni, il 31 per  cento della popolazione</strong>.</p>
<p>Al culmine della crisi erano a rischio della  vita piu' di 750.000 persone. "Le ragioni principali di questo  miglioramento sono state l'arrivo delle piogge a lungo attese insieme  alla massiccia distribuzione di fattori produttivi agricoli e alla  grande risposta umanitaria degli ultimi sei mesi", ha affermato il <strong>nuovo  Direttore Generale della FAO Jose' Graziano da Silva</strong> nel corso di una  conferenza stampa tenuta a Nairobi dopo aver visitato il sud della  Somalia.</p>
<p>"Ma <strong>la crisi non e' ancora terminata</strong> - avverte Graziano - si  potra' risolverla solo se non verranno meno le piogge e continueranno  gli interventi coordinati e di lungo periodo in grado di ricostituire la  capacita' della popolazione locale di rispondere alle emergenze, e si  riuscira' a collegare le azioni di soccorso d'emergenza allo sviluppo  duraturo. Non possiamo evitare i periodi di siccita' - ha concluso - ma  possiamo prendere misure per evitare che si trasformino in periodi di  carestia. <strong>Abbiamo tre mesi sino alla prossima stagione delle piogge</strong>".</p>
<p>Secondo <strong>il direttore dei programmi di Oxfam in Somalia, Senait Gebregziabher, la Somalia "&egrave; ancora alle prese con la peggiore crisi umanitaria degli ultimi decenni.</strong> L'instabilit&agrave; della regione impedisce l'arrivo di aiuti a decine di migliaia di persone e i risultati raggiunti finora potrebbero andare persi se il conflitto prosegue, se l'accesso diventa pi&ugrave; complicato o se la comunit&agrave; internazionale ridurr&agrave; gli aiuti. <strong>Il mondo non deve voltare le spalle alla Somalia solo perch&eacute; le statistiche dicono che non c'&egrave; pi&ugrave; carestia</strong>. Abbiamo il fondato timore che la situazione sar&agrave; di nuovo gravissima se la popolazione somala non potr&agrave; non potr&agrave; prendersi cura dei raccolti e del bestiame, se non avr&agrave; libero accesso all'acqua potabile e al cibo".</p>]]></description>
      <pubDate>Fri, 03 Feb 2012 14:34:00 +0100</pubDate>
      <guid>http://www.vita.it/news/view/117872</guid>
    </item>
        <item>
      <title><![CDATA[Yemen, un anno dopo]]></title>
      <link>http://www.vita.it/news/view/117873</link>
      <description><![CDATA[<p>Il 3 febbraio di un anno fa i ragazzi e le ragazze dello <a title="#Yemen" rel="nofollow" href="https://twitter.com/#%21/search?q=%23Yemen">#<strong>Yemen</strong></a> sono scesi in piazza chiedendo dignit&agrave; e giustizia. <a href="http://www.youtube.com/watch?annotation_id=annotation_596346&amp;feature=iv&amp;src_vid=t3w1wjjLb5Q&amp;v=ciSRYENeaKo" target="_blank">Ecco il video</a> della campagna&nbsp; <a href="http://supportyemen.org/" target="_blank">SupportYemen </a>Rompere il Silenzio, con giovani dello  Yemen che parlano alla comunit&agrave; internazionale, sottolineando la loro  resistenza agli attacchi delle forze governative e la loro  determinazione a continuare quello che originariamente sono fissati per  ottenere - parit&agrave; dei diritti, la libert&agrave;, la libert&agrave; dall'oppressione e  un vita dignitosa.</p>
<p><a title="http://www.facebook.com/supportyemen.org" dir="ltr" rel="nofollow" href="http://www.facebook.com/supportyemen.org" target="_blank">http://www.facebook.com/supportyemen.org</a><br />Twitter: #SupportYemen</p>]]></description>
      <pubDate>Fri, 03 Feb 2012 14:28:00 +0100</pubDate>
      <guid>http://www.vita.it/news/view/117873</guid>
    </item>
        <item>
      <title><![CDATA[Giovanni Tamburino nuovo capo del DAP]]></title>
      <link>http://www.vita.it/news/view/117871</link>
      <description><![CDATA[<p>Il Consiglio dei Ministri ha dato il via libera allla nomina di <strong>Giovanni Tamburino, attuale presidente del Tribunale di Sorveglianza di Rom</strong>a, a capo del Dipartimento dell'amministrazione penitenziaria, in sostituzione di Franco Ionta. Dal cdm ok anche ad altre due nomine, proposte dal ministro della Giustizia: Manuela Romei Pasetti a capo della Direzione generale Minori, ed Eugenio Selvaggi a capo della Direzione Affari Giustizia.</p>]]></description>
      <pubDate>Fri, 03 Feb 2012 14:09:00 +0100</pubDate>
      <guid>http://www.vita.it/news/view/117871</guid>
    </item>
        <item>
      <title><![CDATA[Chi e quando si occuperà della rimozione?]]></title>
      <link>http://www.vita.it/news/view/117870</link>
      <description><![CDATA[<p>La societ&agrave; armatrice si dice &laquo;consapevole del fatto che la rimozione dello scafo rappresenta<strong> una priorit&agrave;</strong> per la salvaguardia dell&rsquo;ambiente e delle attivit&agrave; turistiche dell&rsquo;Isola del Giglio&raquo;. Per questo l&rsquo;invito &egrave; stato indirizzato alle maggiori e pi&ugrave; esperte societ&agrave; al mondo &laquo;in grado di eseguire l&rsquo;operazione nel <strong>minor tempo possibile</strong>, garantendo la massima sicurezza e il <strong>minor impatto ambientale</strong>&raquo;, si legge in una nota di Costa Crociere.</p>
<p>LE SOCIETA&rsquo;.<strong> </strong>1) Smit Salvage BV, 2) Svitzer Salvage BV, 3) Mammoet Salvage BV, 4) Titan Salgave, 5) Resolve Marine Group Inc., 6) T&amp;T Marine Salvage Inc., 7) Donjon Marine Inc., 8) Tito Neri S.r.l., 9) Fukada Salvage &amp; Marine Works Co. Ltd., 10) The Nippon Salvage Co Ltd.&nbsp;</p>
<p>TEMPISTICA. I piani predisposti dovranno pervenire entro l&rsquo;inizio di marzo 2012 a Costa Crociere, che li valuter&agrave; insieme al Comitato Scientifico della Protezione Civile, per arrivare a scegliere il piano migliore entro la fine di marzo 2012. Costa assicura che &laquo;i tempi indicati sono da considerarsi i migliori possibili in una situazione di questo genere, fermo restando che non si possono escludere sin d&rsquo;ora slittamenti, data la complessit&agrave; dell&rsquo;operazione&raquo;.</p>
<p>COMITATO TECNICO. La Compagnia ha istituito un comitato tecnico, composto da rappresentanti di Costa Crociere, Carnival Corporation &amp; plc, Fincantieri, Rina ed esperti del settore, anche in ambito accademico, che operer&agrave; per la migliore definizione del piano, in coordinamento con le Autorit&agrave; Competenti.</p>
<p>CARBURANTE e ALTRI MATERIALI. Nei giorni scorsi Costa crociere ha incaricato la societ&agrave; Smit Salvage BV, leader mondiale del settore, per la rimozione del carico di carburante della Costa Concordia, e ha presentato un piano per la rimozione di altri materiali e sostanze potenzialmente inquinanti che , annuncia la societ&agrave; armatrice &laquo;&egrave; pronto ad essere operativo condizioni meteo permettendo&raquo;. &nbsp;</p>]]></description>
      <pubDate>Fri, 03 Feb 2012 13:54:00 +0100</pubDate>
      <guid>http://www.vita.it/news/view/117870</guid>
    </item>
        <item>
      <title><![CDATA[Generali lancia miscroassicurazioni in India]]></title>
      <link>http://www.vita.it/news/view/117879</link>
      <description><![CDATA[<p>Il Gruppo Generali, tra i maggiori gruppi assicurativi europei, ha presentato il progetto <strong>Generali Millennium per lo sviluppo delle attivit&agrave; di microassicurazione in India</strong>, dove il Gruppo opera attraverso Future Generali. Il progetto nasce a sostegno delle iniziative dell‟Onu Millennium Development Goals per incoraggiare la crescita e migliorare le condizioni sociali ed economiche dei Paesi emergenti.</p>
<p>&ldquo;Generali Millennium&rdquo;, che ha <strong>come promotori il Gruppo Generali e l‟Alta Scuola Impresa e Societ&agrave; (ALTIS) dell‟Universit&agrave; Cattolica</strong>, valorizza le competenze tecniche e di prodotto per offrire un rilevante contributo alla qualit&agrave; della vita di migliaia di famiglie povere del Paese.</p>
<p>Sono tre i progetti di microassicurazione per offrire polizze inofrtuni e sanitarie, con l'obiettivo di due milioni di adesioni entro 5 anni.</p>
<p><strong>Il primo progetto, concluso nell‟agosto 2011</strong>, &egrave; rivolto principalmente a donne che lavorano in attivit&agrave; agricole, piccole attivit&agrave; commerciali e artigianali con un reddito familiare medio annuo di circa 20.000 rupie (300 euro). Il piano di microinsurance di Future Generali offre garanzia contro gli infortuni, coprendo anche i costi di ospedalizzazione. Il piano &egrave; stato realizzato attraverso una convenzione con BWDA_Finance Limited - tra le prime 20 Microfinance Institutions (MFIs) del Paese con 300.000 iscritti che opera nel Tamil Nadu.</p>
<p><strong>Il secondo &egrave; un accordo sottoscritto con Swabhimaan, una social business con sede a New Delhi </strong>che, attraverso la rete associativa, fornisce prodotti, servizi e agevolazioni a persone delle fasce pi&ugrave; povere in tutto il Paese. La distribuzione di prodotti assicurativi avviene attraverso procedure semplificate che prevedono l‟acquisto online di una carta servizi. Tale accordo permetter&agrave; ai datori di lavoro di garantire ai propri dipendenti la copertura assicurativa degli infortuni e delle spese sanitarie connesse.</p>
<p><strong>Il terzo &egrave; un piano assicurativo innovativo per coprire i costi delle spese sanitarie per prestazioni ambulatoriali </strong>e per ricoveri ospedalieri, anche di breve durata, garantendo coperture ampie e una gestione semplificata dei sinistri per i membri di Swasth India nei tre centri sanitari avviati a Mumbai. Swasth India &egrave; una social business che promuove il miglioramento delle condizioni di salute delle popolazioni a basso reddito nelle aree urbane.</p>
<p><strong>A sostegno della micro imprenditorialit&agrave; Generali ha avviato nel 2011 due iniziative nel Tamil Nadu </strong>che impegnano prevalentemente donne del segmento pi&ugrave; povero della popolazione. La prima &egrave; costituita da una mensa della capienza di 120 posti realizzata presso il Loyola College di Vettavalam per ospitare centinaia di persone. La seconda ha permesso di costruire una fabbrica per la produzione di mattoni nel villaggio di Kuppayanallur.</p>]]></description>
      <pubDate>Fri, 03 Feb 2012 13:39:00 +0100</pubDate>
      <guid>http://www.vita.it/news/view/117879</guid>
    </item>
        <item>
      <title><![CDATA[Somalia. Pirati o benefattori?]]></title>
      <link>http://www.vita.it/news/view/117869</link>
      <description><![CDATA[<p>&ldquo;Il sequestro delle navi ci consente di rifornirci di derrate alimentari. Compriamo delle capre per distribuire della carne e del khat (erba narcotica diffusa in Africa orientale, ndr). Insomma, introduciamo denaro nell&rsquo;economia del paese. Senza di noi, come pensa che le popolazioni locali possano sopravvivere? Tutti i pesci delle nostre acque sono stati portati via&rdquo;. Abdulah Abdi fa parte di un piccolo esercito di circa 1500 pirati che negli ultimi anni stanno seminando il panico nell&rsquo;oceano indiano, al largo del Golfo di Aden, un&rsquo;area strategica per il commercio marittimo internazionale.</p>
<p><strong>La lotta internazionale contro la pirateria in Somalia</strong></p>
<p>Secondo l&rsquo;International Maritime Bureau (IMB), su 459 attacchi lanciati contro navi mercantili nel 2011, 275 hanno avuto luogo lungo le coste della Somalia e nel Golfo di Guinea. E la pressione dei pirati non sembra allentarsi, anzi in Somalia &egrave; in crescita rispetto al 2010, ma con una percentuale di successo degli attacchi effettuati in calo. Tra il 1 e il 19 gennaio 2012, sette attacchi su 19 sono stati registrati in Somalia, dove nove sono ancora sotto sequestro con 151 ostaggi nelle mani dei pirati somali. Per contrastare il fenomeno, l&rsquo;Ue, la  Nato e gli Stati Uniti spendono due miliardi di dollari all&rsquo;anno in tre operazioni navali militari: Atalanta, Ocean Shield e Task Force 151.</p>
<p>Se sui media occidentali i pirati e contrabbandieri africani sono dipinti come banditi e terroristi pericolosi che vanno arrestati per il bene dell&rsquo;Africa e del commercio mondiale di materie prime che transitano nel Golfo di Aden e nel Golfo di Guinea, un&rsquo;inchiesta effettuata dal giornale beninense La Nouvelle Gazette pubblicata in esclusiva sull&rsquo;ultimo numero del Courrier International, mette in luce lo sguardo radicalmente diverso di una parte delle popolazioni locali africane che la Nato giudica vittime della pirateria. Il reportage, sostenuto dal Forum dei giornalisti investigativi africani (Fair), &egrave; stato realizzato da cinque reporter africani in Somalia, Nigeria e Benin.</p>
<p><strong>Un 'modello' di business sociale</strong></p>
<p>&ldquo;Nel Puntland&rdquo;, regione autonoma della Somalia nord-orientale, &ldquo;l&rsquo;economia dei pirati &egrave; cos&igrave; potente che lo Stato &egrave; sul punto di diventare uno Stato criminale. Ma gli abitanti di Eyl&rdquo;, dove vive il pirata Abdulah Abdi, &ldquo;apprezzano questi &lsquo;criminali&rsquo;, che considerano ormai degli eroi&rdquo;.</p>
<p>&ldquo;Da quando sono i pirati a comandare, le nostre condizioni sono migliorate&rdquo; sostiene Zeyna Abdi, una nonna di 58 anni. &ldquo;I loro soldi mi permettono di dare da mangiare i miei nipoti&rdquo;. Per lei, &ldquo;recarsi ogni mattina al porto di Eyl per informarsi sulle nuove navi sequestrate nelle acque dell&rsquo;Africa orientale &egrave; diventato una routine&rdquo;. C&rsquo;&egrave; chi addirittura come Anab Farah ha trovato un nuovo lavoro: venditrice di pasti destinati agli ostaggi dei pirati. &ldquo;Bastano qualche giorno per guadagnare 400 dollari (circa 310 euro) con i quali vorrei acquistare una macchina&rdquo;. Non a caso, l&rsquo;inchiesta (che puoi scaricare nel pdf qui affianco) si intitola: &ldquo;Pirati, trafficanti e magnati corrotti. I banditi sociali dell&rsquo;africa&rdquo;. Pirati quindi, ma benefattori.</p>
<p>Nonostante gli atti di violenza e la loro tendenza a sposare le ragazze pi&ugrave; belle della regione, &ldquo;una buona parte delle popolazioni locali li sono riconoscenti perch&eacute; rivitalizzano l&rsquo;economia della regione&rdquo; scrive La Nouvelle Gazette. Inoltre garantiscono la sicurezza in una zona di non-diritto. E i loro profitti sono colossali. Secondo un rapporto del Gruppo di controllo delle Nazioni Unite sulla Somalia, &ldquo;esistono almeno sette gang che attraverso la pirateria intascano circa 38 milioni di euro&rdquo;.</p>
<p>Tanto per farsi un&rsquo;idea della potenza di fuoco di questi pirati, i giornalisti investigativi africani ricordano che &ldquo;il Regno Unito e gli Stati Uniti hanno speso 3,5 milioni di euro nel 2009 per creare impieghi o aiutare l&rsquo;agricoltura e l&rsquo;allevamento, mentre nello stesso anno il budget complessivo del governo del Puntland si aggirava sui 13,5 milioni di euro. Non c&rsquo;&egrave; quindi dubbio che i pirati sono la forza economica la pi&ugrave; potente della regione, al punto che il governo ha iniziato a trarre beneficio dai profitti dei pirati&rdquo;. Sempre secondo il rapporto Onu, &ldquo;pi&ugrave; del 30% dei versamenti sono stati prelevati dai funzionari del governo del Puntland&rdquo;.</p>
<p><strong>Oloy&eacute;, contrabbandiere e benefattore del Golfo di Guinea</strong></p>
<p>Nel Golfo di Guinea, Joseph Midodjho, alias Oloy&eacute;, &egrave; diventato una delle figure pi&ugrave; popolari del Benin. &ldquo;Questo autodidatta &egrave; il presidente dell&rsquo;Associazione degli imprenditori di carburante del Benin, nonch&eacute; proprietario e benefattore nella zona lagunare di Porto-Novo&rdquo;. Oloy&eacute; &egrave; soprattutto a capo di un traffico gigantesco di carburante non raffinato che dalla Nigeria viene importato in Benin.Insomma, un trafficante della peggio specie, ma dotato di una sensibilit&agrave; sociale apprezzata da molti beninensi.</p>
<p>&ldquo;Il contrabbandiere possiede un&rsquo;impresa di micro finanza, la Mutua di credito per il cambiamento, che concede crediti alle donne per consentirle di vendere pane. Ad oggi, 1.300 donne hanno beneficiato dei crediti di Oloy&eacute;&rdquo;, il quale non esita finanziare aule scolastiche e tornei sportivi nella sua citt&agrave; natale. &ldquo;Si stima che il magnate impiega 600 persone direttamente e altre migliaia indirettamente&rdquo;. E i soldi non mancano visto che il settore informale, che dipende in larga misura del traffico illegale di carburante, rappresenta il 70-80% dell&rsquo;economia nazionale del Benin.</p>]]></description>
      <pubDate>Fri, 03 Feb 2012 13:08:00 +0100</pubDate>
      <guid>http://www.vita.it/news/view/117869</guid>
    </item>
        <item>
      <title><![CDATA[Giudici: autonomia o impunità?]]></title>
      <link>http://www.vita.it/news/view/117868</link>
      <description><![CDATA[<p>Clamoroso voto trasversale alla Camera, passa un emendamento della Lega che di fatto prevede la possibilit&agrave; per i cittadini di citare in giudizio i magistrati, per dolo, colpa grave o manifesta violazione della legge. Governo battuto, scricchiolio per la maggioranza, ma soprattutto un tema sul quale rischia di saltare l&rsquo;armonia bipartisan attorno al premier Monti.</p>
<ul>
<li>In rassegna stampa anche:</li>
<li><a href="#STUPRO">STUPRO</a></li>
<li><a href="#DISABILI">DISABILI</a></li>
<li><a href="#LAVORO">LAVORO</a></li>
<li><a href="#SCALFARO">SCALFARO</a></li>
<li><a href="#SCAMPIA">SCAMPIA</a></li>
<li><a href="#SCUOLA">SCUOLA</a></li>
</ul>
<p>&ldquo;S&igrave; alla norma sulle toghe &laquo;Paghino per gli errori&raquo;&rdquo;: titola cos&igrave;, in prima, nelle prime due colonne, il <strong>CORRIERE DELLA SERA</strong>, che dedica all&rsquo;argomento le pagine 2 e 3 e l&rsquo;editoriale di Giovanni Bianconi. Partiamo dalla notizia, a pagina 2: &ldquo;&nbsp;Il colpaccio dunque &egrave; riuscito a Lega e Pdl che hanno mandato sotto il governo Monti sul terreno minato della giustizia: con un aiutino offerto da almeno 34 deputati del centro sinistra e del Terzo Polo, l'ex maggioranza ha cos&igrave; fatto approvare nella legge comunitaria 2010 l'emendamento del leghista Gianluca Pini finalizzato a introdurre la possibilit&agrave; per il giudicato di citare direttamente il magistrato che lo giudica. Per dolo, colpa grave e manifesta violazione della legge. Una vera &laquo;bomba&raquo; per le toghe che ora rispondono in sede di responsabilit&agrave; civile solo in modo indiretto: perch&eacute; oggi il cittadino cita lo Stato che poi si rivale sul giudice per un massimo di 30 mila euro. Per questo il governo, che pure aveva espresso parere contrario all'emendamento Pini con il ministro Enzo Moavero, ha fatto dire al sottosegretario Antonio Catrical&agrave; che la norma verr&agrave; modificata al Senato&rdquo;.&nbsp;&ldquo;Severino in campo per togliere la norma. Correzione in Senato&rdquo; scrive Dino Martirano a pagina 3: &ldquo;Il governo si &egrave; fatto trovare impreparato per manifesta sottovalutazione di un voto in aula il cui effetto politico dirompente covava sotto la cenere da giorni. E a questo punto il ministro della Giustizia Paola Severino &mdash; che ha criticato la &laquo;norma spot su una materia cos&igrave; delicata&raquo; &mdash; ha gi&agrave; incaricato i tecnici di via Arenula di cercare una via d'uscita onorevole per tutti: magari con un emendamento correttivo da far approvare al Senato. Eppure gli elementi per la massima allerta c'erano tutti: la presentazione dell'emendamento Pini che ricompattava Lega e Pdl, la minacciata manifestazione anti magistrati voluta dai fedelissimi di Berlusconi, l'imminente decisione della Consulta sulla natura ministeriale dei reati contestati per il caso Ruby &laquo;Rubacuori&raquo;. E, non da ultimo, l'attivismo dei radicali che, per dirla con le parole di Rita Bernardini, &laquo;sono 24 anni che aspettano la rivincita per un risultato referendario a lungo disatteso sulla responsabilit&agrave; civile dei magistrati&raquo;&rdquo;. Ma cosa prevede esattamente l&rsquo;emendamento approvato? Lo spiega Maria Antonietta Calabr&ograve;, precisando, ovviamente, che ancora non cambia nulla, fino a quando non ci sar&agrave;, identico, un voto definitivo anche al Senato: &ldquo;Le modifiche apportate alla norma attualmente in vigore, sono quindi essenzialmente due. Innanzitutto l'emendamento estende la responsabilit&agrave; anche alla pi&ugrave; generica &laquo;manifesta violazione del diritto&raquo;. In secondo luogo l'emendamento prevede la citazione diretta del giudice o del pm da parte del presunto danneggiato. Prima, il cittadino che si riteneva leso nel suo diritto citava in giudizio lo Stato che poi poteva rivalersi sul magistrato, ma solo entro il limite di un terzo di annualit&agrave; dello stipendio. Ora, invece, la modifica prevede la possibilit&agrave; di promuovere subito la causa contro i singoli giudici, determinando, secondo i magistrati, il rischio di massicce astensioni e ricusazioni oppure di un atteggiamento tendenzialmente &laquo;pi&ugrave; morbido&raquo; dei pm per evitare problemi&rdquo;. E Giovanni Bianconi cos&igrave; commenta in prima, mettendo in guardia da un effetto collaterale della norma: &ldquo;Che cos&igrave; com'&egrave; scritta, porta con s&eacute; il rischio che un giudice chiamato a decidere su una controversia (e quindi a interpretare la legge) pronunci il suo verdetto condizionato dalla forza economica delle parti in causa, per evitare problemi; come ha scritto su queste colonne il professor Trimarchi, docente emerito di Diritto civile alla Statale di Milano, c'&egrave; la concreta possibilit&agrave; &laquo;che si senta indotto a preferire non gi&agrave; la soluzione pi&ugrave; giusta, bens&igrave; quella che implica per lui stesso un minor rischio di danno risarcibile&raquo;&rdquo;.</p>
<p>Rispetto all'emendamento leghista che ha spaccato la maggioranza <strong>LA REPUBBLICA</strong>&nbsp;d&agrave; la sua interpretazione fin dal titolo: &ldquo;Passa la legge anti-giudici&rdquo;. A pagina due ampi servizi: &ldquo;Responsabilit&agrave; civile dei giudici governo battuto alla Camera. Severino: norma da correggere&rdquo;. L'esecutivo aveva espresso parere contrario all'emendamento che prevede che &laquo;chi ha subito un danno ingiusto per effetto di un comportamento, di un atto o di un provvedimento&raquo; di un magistrato &laquo;in violazione manifesta del diritto o con dolo o colpa grave nell'esercizio delle sue funzioni o per diniego di giustizia&raquo;, possa rivalersi facendo causa allo Stato e al magistrato per ottenere un risarcimento dei danni. Il testo deve ancora avere l'ok del Senato. Immediata la polemica politica, col Pd che accusa il Pdl e la Lega di aver messo in atto un trucco e Di Pietro che parla di &laquo;vendetta contro i magistrati&raquo;. Intervistato il pm Nello Rossi (Anm) avverte: &ldquo;Cos&igrave; si scateneranno vendette e intimidazioni&rdquo;. Secondo Rossi si tratta di un emendamento chiaramente punitivo: &laquo;il principio chi sbaglia paga vale anche per i magistrati. E gi&agrave; oggi il cittadino che ha subito danni ingiusti a causa di un atto compiuto da un magistrato... ha diritto al totale risarcimento da parte dello Stato dei danni subiti. Lo Stato a sua volta si rivale nei confronti del magistrato&raquo;. &Egrave; una legge del 1988. A fianco una sintesi del provvedimento. Il commento &egrave; di Massimo Giannini: &ldquo;L'alibi dell'impolitico&rdquo;. &laquo;In due giorni Mario Monti ha intaccato un "tesoretto" di credibilit&agrave; accumulato in tre mesi. La battuta sulla "monotonia del posto fisso" &egrave; il primo, serio infortunio mediatico per il premier. La pessima gestione del voto sulla responsabilit&agrave; civile dei magistrati, lasciata alle geometrie variabili di una maggioranza erratica e riluttante, &egrave; il primo, grave incidente politico per il governo&raquo;. La valutazione &egrave; netta: &laquo;&Egrave; un revolver puntato alla tempia di qualunque magistrato. Se un provvedimento del genere diventa legge, nessuna procura aprir&agrave; pi&ugrave; un'inchiesta, nessun pubblico ministero avr&agrave; pi&ugrave; il coraggio di istruire un'indagine, perseguire un'ipotesi di reato, scandagliare la "zona grigia" nella quale gli affari si mescolano alla politica&raquo;. &laquo;&Egrave; ancora pi&ugrave; grave che un colpo di mano di questa portata, gi&agrave; fallito pi&ugrave; volte persino nella fase pi&ugrave; potente e arrogante del dominio berlusconiano, sia stato possibile nella stagione della discontinuit&agrave; e della sobriet&agrave; montiana&raquo;.</p>
<p><strong>IL GIORNALE</strong> apre a tutta pagina con il titolone &ldquo;Giudici, la pacchia &egrave; finita&rdquo;. L&rsquo;editoriale &egrave; del direttore Alessandro Sallusti, &laquo;Scherzi della politica. Da diciotto anni si cerca di mettere argine all&rsquo;abuso di potere della magistratura ma niente: nonostante lodi e progetti di legge, non si era mossa foglia. Ogni tentativo era andato a sbattere sulla casta delle toghe e sui loro alleati politici e mediatici, che avevano il comune obiettivo di abbattere Berlusconi. Ricordate? Toccare i giudici era considerato un attentato alla Costituzione. Poi all&rsquo;improvviso, quando meno te lo aspetti, cio&egrave; ieri, ecco arrivare un voto segreto che introduce la responsabilit&agrave; civile dei magistrati: chi sbaglia pagher&agrave; di persona, come avviene per qualsiasi cittadino lavoratore. L&rsquo;idea, cio&egrave; l&rsquo;emendamento, &egrave; della Lega, ma coperti dal segreto l&rsquo;hanno sostenuta in massa a destra come a sinistra. Quei furbetti del governo Monti, per bocca del Guardasigilli, hanno fatto la parte degli indignati perch&eacute; anche a loro i pm fanno un po&rsquo; paura. Prima hanno chiesto al parlamento di votare contro. Poi, smentiti dalla loro maggioranza Pd-Pdl, si sono augurati, sempre per bocca della ministra della Giustizia Severino, che il Senato bocci la legge. I magistrati sono furenti, ovviamente&raquo;.&nbsp;All&rsquo;interno Adalberto Signore firma &ldquo;S&igrave; ai magistrati punibili. Blitz bipartisan in Aula: il governo &egrave; battuto&rdquo;. Anna Maria Greco, sottolinea le reazioni nel suo &ldquo;E la Severino sta con le toghe: il Senato cambi il testo&rdquo;.&nbsp;</p>
<p>&ldquo;Colpo ai magistrati, Berlusconi detta legge&rdquo; questo l&rsquo;ampio richiamo in prima pagina del <strong>MANIFESTO </strong>che dedica l&rsquo;apertura ai temi della riforma del lavoro con la foto di Monti e Fornero e il titolo d&rsquo;apertura &ldquo;Licenziabili&rdquo;. Anche l&rsquo;editoriale &egrave; sul lavoro &ldquo;Il posto fisso d Monti&rdquo;. Nel richiamo si osserva che l&rsquo;emendamento passato &egrave; una mossa &laquo;(...) tentata l&rsquo;anno scorso sulla legge comunitaria e fermata da Pd e Idv quando erano all&rsquo;opposizione, riesce alla perfezione adesso. Una versione punitiva per le toghe che cos&igrave; rischiano di sentenziare sotto la minaccia di una ritorsione economica (...) Il Pd cade nella trappola del Pdl e chiede, invano, garanzie al governo. Bersani minaccia conseguenze, l&rsquo;Anm sciopero&raquo;. Alla riforma della giustizia e all&rsquo;emendamento della Lega sono dedicate due pagine la 4 e la 5 e diversi articoli sovrastati dalle fasce grigie che danno la lettura del MANIFESTO su quanto avvenuto in Parlamento. &ldquo;Il blitz - Una norma punitiva per le toghe, che minacciano lo sciopero, inserita a sorpresa nella legge comunitaria. Quando era in minoranza il Pd riusc&igrave; a fermarla&rdquo; a pagina 4 e &ldquo;Ultimatum- I &laquo;berluscones&raquo; impallinano il decreto liberalizzazioni in Senato e dimostrano di controllare anche la Camera. Esecutivo in tilt&rdquo; nella pagina a fianco. Anche nel sommario dell&rsquo;articolo d&rsquo;apertura &ldquo;Il Pdl ora riforma la giustizia&rdquo; si sottolinea &ldquo;Alla Camera passa la proposta leghista sulla responsabilit&agrave; civile dei magistrati. Quello che a Berlusconi non era riuscito&rdquo;. Nelle due pagine si trovano altri temi legati alla giustizia come &ldquo;L&rsquo;ultima mossa del pm per incastrare Silvio&rdquo;, ovvero puntare sull&rsquo;incostituzionalit&agrave; della prescrizione con il riferimento al caso Mills e l&rsquo;ultima sentenza della Cassazione &laquo;Stupro di gruppo il carcere non &egrave; obbligatorio&raquo;.&nbsp;</p>
<p><strong>IL SOLE 24 ORE</strong> dedica alla questione giudici la pagina 14. Nell'articolo di Donatella Stasio si chiarisce qual &egrave; la questione, con la norma che &laquo;fa comunque scattare la responsabilit&agrave; indipendentemente dal dolo o dalla colpa grave. Il punto pi&ugrave; dirompente della riforma &egrave; per&ograve; la responsabilit&agrave; diretta: il cittadino (e persino l'Ue) potr&agrave; chiedere direttamente al magistrato il risarcimento dei danni (patrimoniali e non) e non pi&ugrave; in prima battuta allo Stato (che poi si rivale sul magistrato)&raquo;. Nello schemino accanto si chiarisce che in Italia gi&agrave; oggi &laquo;lo Stato deve risarcire&nbsp;i danni derivanti dall'esercizio della giurisdizione, &nbsp;ma solo nei casi di dolo&nbsp;o colpa grave.&nbsp;Lo Stato pu&ograve; rivalersi &nbsp;nei confronti del magistrato&raquo;. Lo stesso schemino dice come funziona negli altri paesi Ue, dove la responsabilit&agrave; civile &egrave; sempre e solo a carico dello Stato e non del giudice (fatta salva la Gran Bretagna dove vige invece l'immunit&agrave; totale del giudice). Le ricadute politiche sono analizzate dal Punto di Stefano Folli, dal titolo "Avvertimento di Pdl e Lega al governo tecnico. Da non sottovalutare": &laquo;Sar&agrave; un riflesso del malfunzionamento della giustizia, eppure ci sono pochi dubbi che una maggioranza di italiani &ndash; nell'opinione pubblica di centrodestra ma non solo - &egrave; favorevole a &laquo;far pagare&raquo; ai magistrati le conseguenze dei loro errori. S'intende che questa responsabilit&agrave; &egrave; gi&agrave; riconosciuta &laquo;per dolo o colpa grave&raquo; e in ogni caso lo Stato di solito interviene (tardi e male) per risarcire le vittime degli errori compiuti nelle procure o nelle aule dei tribunali. Difficile immaginare che venga introdotta una disciplina pi&ugrave; rigida. &Egrave; plausibile che l'emendamento sar&agrave; corretto o annacquato nell'altro ramo del Parlamento. (&hellip;)&nbsp;La responsabilit&agrave; civile rimarr&agrave; pi&ugrave; o meno nei termini in cui &egrave; oggi. Ieri abbiamo solo assistito a un episodio di guerriglia parlamentare in cui la vecchia maggioranza Pdl-Lega ha dato un calcetto al governo tecnico. Calcetto non grave, tutto sommato, ma che costituisce un piccolo segnale. Si coniuga con altri indizi, minimi ma da non sottovalutare. Per esempio l'incidente provocato dalla battuta di Monti sulla &laquo;monotonia&raquo; del lavoro fisso. Una frase il cui significato era evidente e tutt'altro che offensivo verso disoccupati o precari. Tuttavia &egrave; bastata per scatenare un diluvio di recriminazioni pi&ugrave; o meno in buona fede. La verit&agrave; &egrave; che si avverte una frustrazione diffusa in Parlamento e il presidente del Consiglio dovrebbe tenerne conto. Certe affermazioni non politicamente corrette vanno messe da parte in vista, si spera, di tempi migliori. Oggi costituiscono un "boomerang" da cui l'esecutivo tecnico rischia di essere danneggiato. Non &egrave; un caso che dopo il voto Pdl-Lega il segretario del Pd abbia chiesto un incontro al premier (e chiss&agrave; se Bersani aveva gi&agrave; sentito il sottosegretario Polillo auspicare l'elezione di Berlusconi alla presidenza della Repubblica). Monti deve continuare a muoversi con cautela fra Scilla e Cariddi, cio&egrave; fra grossi partiti inerti ma pericolosi. &Egrave; bene che a Palazzo Chigi non lo dimentichino&raquo;.</p>
<p>&nbsp;&ldquo;Responsabilit&agrave; civile dei magistrati: primo s&igrave; con polemica. Anm in rivolta. Il governo: cos&igrave; no&rdquo;. Richiamo in prima di <strong>AVVENIRE</strong> e pagina 5 dedicata alla &ldquo;doccia fredda a Montecitorio per l&rsquo;esecutivo: la norma passa a sorpresa con il contributo di qualche decina di franchi tiratori&rdquo;. La norma in questione &egrave; quella introdotta da un emendamento presentato dalla Lega che prevede la responsabilit&agrave; civile dei giudici, e che trova il voto favorevole della Camera contro il parare del Governo. La conseguenze? Anm sul piede di guerra (si dichiara &ldquo;pronta allo sciopero&rdquo;), e malumore presso la Presidenza del Consiglio (secondo Monti il caso &ldquo;&egrave; stato gestito male&rdquo;, e &ldquo;il premier teme il ritorno dell&rsquo;asse Pdl-Lega&rdquo;). Su questo tema l&rsquo;editoriale di Giuseppe Anzani dal titolo: &ldquo;Giudizio &egrave; responsabilit&agrave; (ma la &laquo;selva di spade&raquo; no, grazie)&rdquo;. Scrive Anzani: &laquo; Ieri la Camera dei deputati, mentre discuteva la legge comunitaria, ha votato un emendamento che introduce la responsabilit&agrave; dei giudici in modo da inchiodarli direttamente e personalmente al risarcimento, e non pi&ugrave; dietro lo scudo dello Stato. &Egrave; un segnale che impensierisce, per il suo aspetto emotivamente collerico. Il proponente dice che &egrave; per giustizia, ma sotto c&rsquo;&egrave; una venatura di ostilit&agrave;. In astratto pu&ograve; essere giusto che per quel tipo di errori (dolo, colpa grave, diniego di giustizia) i giudici paghino in diretta; ma non &egrave; questo il punto, idoneo soltanto a spostare il problema nel campo assicurativo, dove una polizza collettiva acconcia non costerebbe che qualche spicciolo quotidiano, meno di un caff&egrave;. Il punto &egrave; in un&rsquo;altra variante introdotta: il giudice pagherebbe per i casi di &laquo;violazione manifesta del diritto&raquo;. Che saggio e virtuoso principio, che non fa una piega, o meglio non la farebbe se il giudicare fosse simile a un compito di geometria. In realt&agrave;, l&rsquo;esperienza giurisprudenziale si orienta con la bussola intepretativa sempre accesa, attenta al lessico delle norme (spesso caotico), al senso (spesso ambiguo), ai principi ispiratori dell&rsquo;ordinamento (cui restare fedeli), alla inesauribile variet&agrave; delle fattispecie vissute. Naturalmente ci&ograve; richiede onest&agrave; intellettuale, fedelt&agrave; al principio di sottomissione alla legge, ma anche il coraggio di una libert&agrave; interiore, sciolta da tentazioni personalistiche, come pure da omologazioni preventive. &Egrave; un tema da ridiscutere a fondo, da non sciupare&raquo;.</p>
<p>A pag 7 <strong>LA STAMPA</strong> sul caso giustizia propone un gustoso retroscena a firma di Ugo Magri (&ldquo;Una rivolta di peones dietro l&rsquo;agguato a Montecitorio&rdquo;) anche se &laquo;Berlusconi a pranzo con Napolitano garantisce l&rsquo;appoggio per la fase due&raquo; e un durissimo intervento del presidente del sindacato delle toghe Luca Palamara. Attacca Palamara: &laquo;Chi ha approvato questo emendamento vuole impedire che il giudice possa decidere liberamente. E&rsquo; un emendamento incostituzionale che trover&agrave; la ferma opposizione dei magistrati, se dovesse riproporsi tal quale alla Camera. Non possiamo escludere che i magistrati proclamino uno sciopero&raquo;. E ancora: &laquo;Bisogna distinguere tra responsabilit&agrave; dello Stato e responsabilit&agrave; del giudice. E&rsquo; evidente che chi ha proposto l&rsquo;emendamento non sa nemmeno di cosa parla&raquo;...&laquo;Introdurre la contestazione diretta significa impedire la libert&agrave; di giudizio dei giudici. Nel processo ci sono due parti. E&rsquo; fisiologico che quella che soccombe finisca per rivalersi sul giudice. E dunque il giudice di fronte all&rsquo;eventualit&agrave; di essere trascinato in giudizio da una delle parti di fatto finir&agrave; per non decidere, per non compromettersi&raquo;... &laquo;Finiremo per essere coartati, assimilati a delle macchine nelle quali come un jukebox si mette un gettone ed esce la decisione. Altri, riteniamo, devono essere i meccanismi per controllare come ha operato un giudice. Puntando sul sistema disciplinare e sui controlli sulla professionalit&agrave;&raquo;.<br /> &nbsp;<br /> <strong><em>E inoltre sui giornali di oggi:</em></strong></p>
<p><span style="text-decoration: underline;"><a name="STUPRO"></a>STUPRO</span><br /> <strong>LA REPUBBLICA</strong> - &ldquo;&laquo;No al carcere obbligatorio per gli stupri di gruppo&raquo; &egrave; bufera sulla Cassazione&rdquo;. Nei procedimenti per violenza sessuale di gruppo, il giudice non &egrave; pi&ugrave; obbligato a disporre o a mantenere la custodia in carcere dell'indagato, ma pu&ograve; applicare misure cautelari alternative. Lo ha stabilito la Corte di Cassazione, dando un' interpretazione estensiva ad una sentenza della Corte Costituzionale del 2010. Una decisione che ha scatenato la reazione di molte donne impegnate in politica: &laquo;sentenza aberrante&raquo;.&nbsp;</p>
<p><span style="text-decoration: underline;"><a name="DISABILI"></a>DISABILI</span><br /> <strong>ITALIA OGGI</strong> &ndash;&nbsp; Il quotidiano dei professionisti si occupa delle ultime decisioni restrittive della magistratura contabile che penalizzano le categorie protette. Secondo il pezzo &ldquo;Disabili, paletti alle assunzioni&rdquo; &laquo;la spesa per le assunzioni obbligatorie dei disabili da parte degli enti locali deve rientrare nei limiti a vario titolo fissati dalle leggi&raquo; In altre parole: tra la tutela del diritto al lavoro dei disabili ed il rispetto ai tetti di spesa per il personale, va risolto a vantaggio della tutela della finanza pubblica.</p>
<p><span style="text-decoration: underline;"><a name="LAVORO"></a>LAVORO</span><br /> <strong>LA STAMPA</strong> - &ldquo;Nuove regole per vivere senza il posto fisso&rdquo;. Si intitola cos&igrave; il commento di Irene Tinagli sul tema della riforma del lavoro. Questo il passaggio clou in cui sostanzialmente si appoggia la riforma Monti-Fornero: &laquo; l&rsquo;obiettivo, almeno per come &egrave; stato presentato fino ad oggi da Monti e da Fornero, non &egrave; smantellare un sistema di tutele, ma ridisegnarle per fare in modo che milioni di persone che oggi hanno poco lavoro e zero protezioni, possano finalmente ritrovare un po&rsquo; di speranza. Non ci dimentichiamo che oggi, al di l&agrave; dei due milioni e duecentoquarantamila disoccupati, pi&ugrave; della met&agrave; dei lavoratori italiani non &egrave; protetta n&eacute; dall&rsquo;articolo 18 n&eacute;, molto spesso, da forme di tutela assai pi&ugrave; basilari: quattro milioni e centomila dipendenti di imprese con meno di 15 addetti, un milione e mezzo di collaboratori autonomi tipo cocopro, un milione e mezzo di interinali o con contratti a termine, mezzo milione di stagist, un milione di collaboratori domestici, e due milioni e mezzo di irregolari. Per non contare la marea di partite Iva che di fatto operano come lavoratori dipendenti. E&rsquo; chiaro che ridisegnare un sistema in questo senso chiama in causa tutti: le aziende - che non potranno pi&ugrave; avere l&rsquo;alibi di regole troppo rigide per andare a questuare sussidi allo Stato; i sindacati - che dovranno trovare un modo di fare lotta sindacale incentrato sulla persona, la sua formazione e crescita pi&ugrave; che sul posto di lavoro; e infine lo Stato - che dovr&agrave; garantire formazione e servizi efficienti e vigilare sul funzionamento del mercato. Certamente questo ridisegno richiede estrema cura, per evitare gli errori e le distorsioni delle riforme passate.&raquo;</p>
<p><span style="text-decoration: underline;"><a name="SCALFARO"></a>SCALFARO</span><br /> <strong>IL GIORNALE</strong> &ndash; Il quotidiano propone, con richiamo in prima, il testamento di un condannato a morte. Il testamento cio&egrave; di Domenico Ricci che scriveva dal carcere di Novara, prima di essere giustiziato a guerra finita. Il pubblico ministero a comminargli la condanna fu Oscar Luigi Scalfaro, futuro Presidente della Repubblica. Il titolo dell&rsquo;articolo &ldquo;Accusato dal pm Scalfaro e fucilato come fascista. Ecco le sue lettere inedite&rdquo;.</p>
<p><span style="text-decoration: underline;"><a name="SCAMPIA"></a>SCAMPIA</span><br /> <strong>IL MANIFESTO</strong> &ndash; Richiamo in prima pagina per &ldquo;Volontari contro le tende, OccupyScampia parte tra le polemiche&rdquo;. Al caso &egrave; dedicata l&rsquo;apertura di pagina 6. Nell&rsquo;occhiello &ldquo;I volontari contro l&rsquo;occupazione delle tende: &laquo;I veri indignati siamo noi&raquo;&rdquo; e nel sommario: &ldquo;Le associazioni che da anni lavorano per il recupero del quartiere contestano l'iniziativa e Roberto Saviano: &laquo;Non ci servono i riflettori, ma progetti&raquo;&rdquo;. Nell&rsquo;articolo dove vengono riportate alcune voci dalle associazioni di quartiere si fa notare che &laquo;(...) il gap in questo momento tra chi parla da lontano e ci vive in trincea &egrave; sempre pi&ugrave; largo&raquo;.</p>
<p><span style="text-decoration: underline;"><a name="SCUOLA"></a>SCUOLA</span><br /> <strong>ITALIA OGGI</strong> &ndash; Secondo uno studio di due ricercatrici, Marinane Bertrand dell&rsquo;universit&agrave; di Chicago e Jessica Pen della National University di Singapore &laquo;un bambino (maschio) allevato da una madre sola ha meno possibilit&agrave; di andare all&rsquo;universit&agrave; rispetto a un bambino cresciuto con tutti e due i genitori&raquo;. Il pezzo &ldquo;i figli maschi di madre sole rischiano di non laurearsi&rdquo; &egrave; a pag 12.&nbsp;</p>]]></description>
      <pubDate>Fri, 03 Feb 2012 12:34:00 +0100</pubDate>
      <guid>http://www.vita.it/news/view/117868</guid>
    </item>
        <item>
      <title><![CDATA[In Europa 500mila donne mutilate]]></title>
      <link>http://www.vita.it/news/view/117867</link>
      <description><![CDATA[<p>In vista della <strong>Giornata internazionale per la tolleranza zero nei confronti delle mutilazioni dei genitali femminili</strong>, che si celebra il 6 febbraio, <a href="http://www.amnesty.it" target="_blank">Amnesty International </a>e l&rsquo;European Women&rsquo;s Lobby hanno chiesto all&rsquo;Unione europea di adottare una visione coerente e l&rsquo;impegno per porre fine a queste e ad altre forme di violenza contro le donne.</p>
<p>Dal 2010, quando la Commissione europea aveva promesso di adottare una strategia sulla violenza contro le donne, comprese le mutilazioni dei genitali femminili,<strong> non vi e&rsquo; stato alcun tentativo coerente e strutturato di affrontare questa violazione dei diritti umani</strong>.</p>
<p><strong>&nbsp;Il parlamento europeo stima che 500.000 donne e bambine residenti in Europa portino su di se&rsquo; le conseguenze permanenti delle mutilazioni dei genitali femminili e che altre 180.000 siano a rischio ogni anno.</strong> Molto spesso, le bambine vengono portate all&rsquo;estero durante le vacanze estive e costrette a subire la mutilazione dei genitali, garanzia del loro status sociale e della loro idoneita&rsquo; ad andare in spose. Pur se alcuni stati membri dell&rsquo;Unione europea si sono dotati di leggi e politiche in materia, c&rsquo;e&rsquo; ampia disparita&rsquo; tra stato e stato.</p>
<p>&nbsp;In Francia, Regno Unito, Svezia e altri paesi dove e&rsquo; stata riconosciuta reato da oltre un decennio, la pratica delle mutilazioni dei genitali femminili prosegue. &lsquo;E&rsquo; la prova che la legge non e&rsquo; la chiave che chiude tutte le porte a questa violazione dei diritti umani. L&rsquo;Unione europea dovrebbe adottare un approccio complessivo che coinvolga le comunita&rsquo; interessate, per garantire che le bambine siano protette e le loro famiglie non siano colpite dallo stigma&rsquo; &ndash; ha dichiarato <strong>Christine Loudes</strong>, direttrice della Campagna europea END FGM, per porre fine alle mutilazioni dei genitali femminili, promossa da Amnesty International.</p>
<p>&nbsp;La violenza contro le donne, di cui le mutilazioni dei genitali femminili sono uno dei piu&rsquo; gravi esempi, e&rsquo; un fenomeno sistematico e molto diffuso. <strong>Quasi ogni donna nell&rsquo;Unione europea subira&rsquo; qualche forma di violenza durante la sua vita, una su cinque sara&rsquo; vittima di violenza domestica, una su 10 verra&rsquo; stuprata o costretta a compiere atti sessual</strong>i.</p>
<p>&nbsp;Amnesty International e l&rsquo;European Women&rsquo;s Lobby ritengono che un passo che ciascuno stato membro dell&rsquo;Unione europea potrebbe gia&rsquo; intraprendere per proteggere le donne e le bambine dalle mutilazioni dei genitali femminili e da altre forme di violenza contro le donne, sia quello di firmare e ratificare la Convenzione del Consiglio d&rsquo;Europa per prevenire e combattere la violenza contro le donne e la violenza domestica.</p>
<p><strong>L&rsquo;Italia non ha finora firmato la Convenzione.</strong> L&rsquo;auspicio e&rsquo; che il governo italiano si impegni a firmarla e ratificarla quanto prima in quanto si tratterebbe del primo strumento internazionale giuridicamente vincolante che crea un quadro giuridico completo per proteggere le donne contro qualsiasi forma di violenza.</p>
<p>&lsquo;Porre fine a tutte le forme di violenza contro le donne, comprese le mutilazioni dei genitali femminili, dev&rsquo;essere una priorita&rsquo;, specialmente in tempi di crisi. Sappiamo che l&rsquo;<strong>Unione europea ha gli strumenti per far cessare la violenza contro le donne e sviluppare una strategia che garantisca a tutte le donne il diritto di vivere libere dalla violenza. Allora, cosa stiamo aspettando?</strong>&rsquo; &ndash; ha chiesto <strong>Cecile Grebova</strong>l, direttrice dell&rsquo;European Women&rsquo;s Lobby.</p>
<p>&nbsp;In occasione della Giornata internazionale per la tolleranza zero nei confronti delle mutilazioni dei genitali femminili,<strong> Amnesty International ha lanciato un video che chiede ai leader europei di fermare le mutilazioni dei genitali femminili. Il video e&rsquo; disponibile a questo indirizzo: </strong><a href="http:/www.endfgm.eu" target="_blank">http:/www.endfgm.eu</a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Ulteriori informazioni</strong></p>
<p>&nbsp;Nel settembre 2010, la Commissione europea ha presentato una strategia d&rsquo;azione per combattere la violenza contro le donne nell&rsquo;ambito della sua strategia per promuovere l&rsquo;uguaglianza di genere. La Commissione europea ha promesso di &lsquo;adottare una strategia a livello europeo per combattere la violenza contro le donne, compresa la pratica della mutilazioni dei genitali femminili&rsquo;.</p>
<p><a href="http://ec.europa.eu/social/main.jsp?langId=en&amp;catId=89&amp;newsId=890&amp;furtherNews=yes">http://ec.europa.eu/social/main.jsp?langId=en&amp;catId=89&amp;newsId=890&amp;furtherNews=yes</a></p>
<p>&nbsp;La Convenzione del Consiglio d&rsquo;Europa per prevenire e combattere la violenza contro le donne e la violenza domestica e&rsquo; stata firmata da 18 stati ma finora non ha avuto alcuna ratifica.</p>
<p><a href="http://conventions.coe.int/Treaty/Commun/ChercheSig.asp?NT=210&amp;CM=1&amp;DF=&amp;CL=ENG">http://conventions.coe.int/Treaty/Commun/ChercheSig.asp?NT=210&amp;CM=1&amp;DF=&amp;CL=ENG</a></p>
<p>&nbsp;Le mutilazioni dei genitali femminili sono una violazione dei diritti umani che colpisce ogni giorno nel mondo 8000 donne. L&rsquo;Istituto europeo per l&rsquo;uguaglianza di genere ha lanciato uno studio per raccogliere dati sulla pratica delle mutilazioni dei genitali femminili nell&rsquo;Unione europea, i cui risultati sono attesi nel 2013.</p>
<p>&nbsp;Nel 2010, la Campagna europea END FGM, per porre fine alle mutilazioni dei genitali femminili, promossa da Amnesty International, ha lanciato una strategia in cui pone alle istituzioni e agli stati membri dell&rsquo;Unione europea una serie di richieste per porre fine alle mutilazioni dei genitali femminili.</p>
<p><a href="http://www.endfgm.eu/en/news-and-events/news/press-releases/amnesty-international-campaign-launches-strategy-for-europe-to-end-fgm-0022/">http://www.endfgm.eu/en/news-and-events/news/press-releases/amnesty-international-campaign-launches-strategy-for-europe-to-end-fgm-0022/</a></p>
<p>&nbsp;Il 25 novembre 2011, l&rsquo;European Women&rsquo;s Lobby ha emesso un comunicato stampa sull&rsquo;impatto della crisi sulla violenza contro le donne e ha rinnovato la sua richiesta all&rsquo;Unione europea affinche&rsquo; agisca per porre fine alla violenza contro le donne.</p>
<p><a href="http://www.womenlobby.org/spip.php?article64&amp;lang=en">http://www.womenlobby.org/spip.php?article64&amp;lang=en</a></p>]]></description>
      <pubDate>Fri, 03 Feb 2012 12:25:00 +0100</pubDate>
      <guid>http://www.vita.it/news/view/117867</guid>
    </item>
        <item>
      <title><![CDATA[Italia terza in Europa per la mortalità stradale]]></title>
      <link>http://www.vita.it/news/view/117866</link>
      <description><![CDATA[<p>&laquo;La sensibilizzazione sulla sicurezza stradale attraverso i media &egrave; fondamentale per ridurre il numero e la gravit&agrave; degli incidenti. La campagna lanciata dal Times per la tutela dei ciclisti in Gran Bretagna dovrebbe costituire un esempio per tutti su come istituzioni pubbliche, associazioni private e mondo dei media debbano lavorare in sinergia per combattere quella che &egrave; la pi&ugrave; grande tragedia del nostro Paese, ovvero gli incidenti stradali&raquo;. Con queste parole il segretario generale della Fondazione Ania, Umberto Guidoni, commenta <strong>la scelta del &ldquo;Times&rdquo; di avviare una massiccia campagna di informazione per la tutela dei ciclisti</strong>. Il quotidiano londinese ha aperto l'edizione cartacea con il titolo &ldquo;Save our cyclists&rdquo;, rilanciando l'iniziativa attraverso il sito internet. L'Ania ricorda alcuni dati. Oggi in <strong>Italia </strong>circolano oltre 11milioni di biciclette. A livello europeo, nel 2010, il nostro Paese <strong>si colloca al terzo posto per la mortalit&agrave; stradale dei ciclisti</strong>, preceduto solo dalla Germania (462 morti) e dalla Polonia (280). Situazione migliore in Romania (182), Francia (147), Olanda (138) e Gran Bretagna (104).</p>
<p>&laquo;La tutela delle utenze deboli della strada&raquo;, spiega Guidoni, &laquo;&egrave; un problema comune in tutto il mondo. Ciclisti e pedoni sono le categorie che rischiano di pi&ugrave; di essere investite. In 10 anni sulle strade britanniche sono morti 1.275 ciclisti e, dalle statistiche europee, risulta che nel solo 2010 si sono registrate 104 vittime in incidenti che hanno coinvolto biciclette. In Italia lo scenario &egrave; ancora piu' negativo: nel 2010 sono morti 263 ciclisti (6% del totale dei morti), 2.556 nel corso dell'ultimo decennio. Pi&ugrave; del doppio di quelle registrate in Gran Bretagna. Questi dati dimostrano che nel nostro Paese si deve fare ancora molto in termini di prevenzione, ma anche di comunicazione e sensibilizzazione&raquo;.</p>
<p>Indispensabile il rispetto delle regole della strada, supportato dal completamento dell'iter legislativo per l'introduzione del reato di omicidio stradale in quei casi in cui gli incidenti sono causati dalla guida in stato psicofisico molto alterato o da una velocita' molto al di sopra dei limiti.</p>
<p>&laquo;La presa di posizione della Fondazione Ania e di altre istituzioni sulla necessit&agrave; di configurare, in alcuni casi, l'omicidio stradale ha cominciato a dare i primi risultati&raquo;, ricorda Guidoni, &laquo;Ieri la prima Corte d'Assise e d'Appello di Milano ha condannato a 14 anni per omicidio volontario un uomo che nel 2008, guidando sotto l'effetto di droghe, aveva causato la morte di una giovane di 24 anni. Si tratta di una sentenza che ha ribaltato quella di primo grado con la quale il guidatore era stato condannato a 4 anni per omicidio colposo. Questo &egrave; solo il primo passo nella lotta all'incidentalit&agrave; stradale&raquo;.</p>
<p>&laquo;Possiamo vincere questa battaglia solo unendo le forze, facendo sistema e coinvolgendo i media affinch&eacute; facciano da cassa di risonanza e portino il problema all'attenzione di tutti. Se un grande giornale come il Times ha assunto una presa di posizione come quella odierna&raquo;, conclude il segretario della Fondazione Ania, &laquo;avviando una vera e propria battaglia civile per il rispetto delle regole della strada, sarebbe auspicabile che anche nel nostro Paese venisse avviata una campagna mediatica altrettanto forte&raquo;.</p>]]></description>
      <pubDate>Fri, 03 Feb 2012 12:16:00 +0100</pubDate>
      <guid>http://www.vita.it/news/view/117866</guid>
    </item>
        <item>
      <title><![CDATA[La crisi alimentare in 10 immagini]]></title>
      <link>http://www.vita.it/news/view/117865</link>
      <description><![CDATA[<p>&Egrave; sempre pi&ugrave; <a href="http://www.vita.it/news/view/117838" target="_blank">rischio carestia </a>nel Sahel, la fascia semidesertica che  attraversa diversi paesi dell&rsquo;Africa  Occidentale, dove tra 5 e 9 milioni di  persone soffrono gli effetti di una  grave siccit&agrave;. Il ritardo nella  stagione delle piogge e la scarsa  quantit&agrave; di precipitazioni nella zona  centrale e occidentale del Mali,  nel&nbsp; Senegal centrale, in&nbsp; Mauritania  meridionale, nel nord del Burkina  Faso ma soprattutto nella zona  centrale di Niger e Chad, hanno  decimato raccolti e bestiame e rendono  gi&agrave; oggi insufficienti le  derrate alimentari disponibili.</p>
<p><a href="http://www.oxfam.org/" target="_hplink">Oxfam</a> punta a raggiungere 700mila persone in Burkina Faso, Chad, Mali, Mauritania e Niger con gli aiuti umanitari.</p>
<p>Su <a href="http://www.huffingtonpost.com" target="_blank">huffingtonpost </a>dieci foto scattate da Irina Fuhrmann, di Oxfam, che raccontano per immagini la situazione di emergenza. Clicca <a href="http://www.huffingtonpost.com/louis-belanger/sahel-in-10-pictures-the_b_1250391.html?ref=tw" target="_blank">qui </a>per vederle.</p>]]></description>
      <pubDate>Fri, 03 Feb 2012 10:57:00 +0100</pubDate>
      <guid>http://www.vita.it/news/view/117865</guid>
    </item>
        <item>
      <title><![CDATA[Troppo ottimismo sulla malaria]]></title>
      <link>http://www.vita.it/news/view/117864</link>
      <description><![CDATA[<p>I morti per malaria in tutto il mondo potebbero essere in realt&agrave; <strong>quasi il doppio di quanti sono stati stimati finora. </strong>Lo sostiene una ricerca pubblicata sulla rivista medica britannica The Lancet, secondo cui sarebbero ben 1,24 milioni le persone morte per la malattia trasmessa dalle zanzare nel 2010.<br /><br />La stima dell'Organizzazione Mondiale della Sanit&agrave; (OMS) per lo stesso anno <strong>era ferma invece a 655.000 morti.</strong> Per il 2011 tuttavia sia il nuovo studio che l'OMS indicano che i tassi di mortalit&agrave; a livello mondiale sono in calo.<br /><br /><strong>La ricerca &egrave; stata finanziata dalla Bill and Melinda Gates Foundation</strong> e ha utilizzato nuovi dati e modelli per costruire un database storico per la malaria che coprisse gli anni tra il 1980 e il 2010. La conclusione &egrave; che i morti in tutto il mondo sono saliti da 995.000 nel 1980 a un picco di 1,82 milioni nel 2004, per poi scendere a 1,24 milioni nel 2010. L'aumento dei decessi per malaria fino al 2004 &egrave; attribuito alla crescita demografica delle popolazioni a rischio di malaria, mentre il calo dal 2004 &egrave; attribuito a "un rapido incremento del controllo della malaria in Africa"​​, sostenuto dai donatori internazionali. Mentre in precedenza la maggior parte dei morti si verificavano tra i bambini e in Africa, nel 2010 i ricercatori hanno notato una maggiore percentuale di decessi tra i ragazzi pi&ugrave; grandi e gli adulti.</p>]]></description>
      <pubDate>Fri, 03 Feb 2012 09:42:00 +0100</pubDate>
      <guid>http://www.vita.it/news/view/117864</guid>
    </item>
        <item>
      <title><![CDATA[Scola a Londra per il dialogo cristiano-musulmano]]></title>
      <link>http://www.vita.it/news/view/117863</link>
      <description><![CDATA[<p>Il cardinale Angelo Scola, arcivescovo di Milano, in una &lt;&lt;rara visitia a Londra&gt;&gt; terr&agrave; un discorso al Heythrop College nel pomeriggio del prossimo 11 aprile per spiegare l'impegno nel dialogo cristiano-musulmano della fondazione Oasis, che ha fondato quando era Patriarca di Venezia. Lo anticipa il sito inglese <a href="http://www.secondspring.co.uk" target="_blank">Secondspring </a>ripreso dal Catholic Herald. Secondspring definisce il cardinale Scola uno dei principali &lt;&lt;vescovi teologi&gt;&gt; della Chiesa e informa che l'arcivescovo di Milano &lt;&lt;sta cercando collaboratori&gt;&gt; in Gran Bretagna.</p>]]></description>
      <pubDate>Fri, 03 Feb 2012 09:33:00 +0100</pubDate>
      <guid>http://www.vita.it/news/view/117863</guid>
    </item>
        <item>
      <title><![CDATA[Caso Komen: boom di donazioni ad associazione abortista]]></title>
      <link>http://www.vita.it/news/view/117862</link>
      <description><![CDATA[<p><strong>Boom di donazioni alla the Planned Parenthood Federation of America</strong>, la principale associazione americana che da oltre 90 anni si occupa della salute delle donne e di aborto, che ha ricevuto 650mila dollari  in 24 ore. A questa somma potrebbero aggiungersi presto altri 250mila dollari donati dal sindaco di New York Michael Bloomberg, che ha annunciato poco fa l'intenzione di schierarsi apertamente a favore dell'associazione pro-choice.</p>
<p>Tait Sye, portavoce dell'associazione, nel dare la notizia del notevole risultato ha specificato che 400mila dollari sono arrivati solo da 6mila  donatori online, e gli altri 250mila da un singolo finanziatore, una  fondazione texana, che ha voluto versare i soldi al Breast Health  Emergency Fund. Il fondo e' stato creato in risposta alla decisione  della Susan G. Komen Foundation di<strong> sospendere i finanziamenti per le  campagne di prevenzione del tumore al seno di Planned Parenthood</strong> perche'  una nuova misura nazionale impedisce il sostegno ad organizzazioni  sotto inchiesta governativa. Lo scorso settembre una commissione della  Camera a maggioranza repubblicana ha avviato un'inchiesta su presunte  violazioni da parte di Planned Parenthood delle restrizioni federali in  materia di fondi per le interruzioni di gravidanza. "La gente risponde  in massa quando vede che la politica interferisce con la salute delle  donne, e' per questo che abbiamo assistito a questa straordinaria  manifestazione di sostegno" ha detto Sye affermando che le donazioni  continuano ad arrivare.</p>
<p>Oggi il <em>New York Times</em>, che aveva lanciato la notizia ripresa anche da vita.it, e si era schierato apertamente a favore di Planned Parenthood, torna a parlare del caso e<strong> stigmatizza l'atteggiamento di Komen, che ritiene un boomerang</strong>. A giudicare da come si stanno muovendo i sostenitori dell'associazione pro-choice, la tesi sta effettivamente in piedi. L'ammontare complessivo delle donazioni che Komen erogava a Planned Parenthood ammontava infatti a 700mila dollari l'anno, somma che sar&agrave; sicuramente raggiunta con le donazioni extra di queste ore. Nessuno, tuttavia, sembra preoccuparsi di<strong> approfondire se le accuse di malversazione rivolte contro la Planned Parenthood siano vere oppure no.</strong></p>
<p>Leggi anche: <a href="http://www.vita.it/news/view/117836" target="_blank">Komen Usa ritira appoggio ad associazione abortista</a></p>]]></description>
      <pubDate>Fri, 03 Feb 2012 09:19:00 +0100</pubDate>
      <guid>http://www.vita.it/news/view/117862</guid>
    </item>
        <item>
      <title><![CDATA[Ici e Chiesa, montano le polemiche in Comune]]></title>
      <link>http://www.vita.it/news/view/117861</link>
      <description><![CDATA[<p>La mozione che invita il sindaco di Firenze a far pagare l'Ici alla Chiesa e agli enti no profit &egrave; ''un attacco frontale agli enti religiosi e ai beni del Vaticano'', e una polemica ''ideologica''. Lo hanno messo nero su bianco ieri 2 febbraio<strong> 11 consiglieri comunali del Pd di Firenze</strong>, che prendono cosi' in maniera netta le distanze dall'altra meta' del gruppo, che invece, lunedi' scorso, ha votato la mozione presentata in aula da Tommaso Grassi (Sel), e approvata anche da Idv, gruppo misto-Di Puccio, De Zordo e Fli.</p>
<p>Il documento&nbsp; dei "ribelli" Pd &egrave; stato sottoscritto da Salvatore Scino, Massimo Fratini, Maurizio Sguanci, Andrea Borselli, Michele Pierguidi, Maria Federica Giuliani, Angelo Bassi, Enrico Bertini, Antonio Lauria, Eugenio Giani, Francesco Ricci. ''La legge prevede gia' - scrivono gli 11 consiglieri Pd - che gli immobili utilizzati a fini commerciali <strong>paghino l'Ici indipendentemente dal fatto che il proprietario sia un ente ecclesiastico piuttosto che una casa del popolo</strong> o una societa' sportiva. Dal contesto della mozione si rileva chiaramente un attacco frontale agli enti religiosi e ai beni del Vaticano. Forse, in questa materia un po' di chiarezza, anche dal lato tecnico, puo' essere opportuna''.</p>
<p>''Come evidenziato dalla Corte Costituzionale in un'ordinanza del 1986 - proseguono - lo Stato, anche per il tramite di concessione di esenzioni fiscali, ha interesse a prendere parte alla gestione dei benefici ecclesiastici, provvedendo spesso, come noto, la stessa Chiesa all'espletamento di compiti di assistenza di competenza delle Istituzioni civili in virtu' del principio di sussidiarieta'''. Insomma la ''<strong>polemica sui presunti privilegi alla Chiesa appare di natura esclusivamente ideologica</strong> - prosegue il documento -. La particolarita' degli enti ecclesiastici civilmente riconosciuti e' semplicemente che sono enti fiscalmente non commerciali. Questo per legge, per norma concordataria e ancora prima per l'art. 7 della Costituzione. Da notare, peraltro, che in un tale scenario gli enti ecclesiastici esenti dall'Ici sono solo il 4% del totale degli enti esenti''.</p>
<p>La mozione di Tommaso Grassi ha come  oggetto "l'abolizione dell'esenzione Ici per gli immobili di proprieta'  degli enti religiosi e non profit di natura commerciale" ed &egrave; stata votata da 19 consiglieri, 13 contrari e 2 gli astenuti.<strong> Tra i contrari il  gruppo Pdl e la Lista Galli, a favore Pd, Idv, Sel e altre liste di  sinistra</strong> e anche la vicecapogruppo di Fli Bianca Maria Giocoli. Nella mozione si chiede al sindaco Renzi - che non ha preso posizione - di "eliminare tale ingiustificata  disparita' di trattamento" e di "avviare un'indagine sul territorio  comunale".</p>]]></description>
      <pubDate>Fri, 03 Feb 2012 09:01:00 +0100</pubDate>
      <guid>http://www.vita.it/news/view/117861</guid>
    </item>
        <item>
      <title><![CDATA[Cuba: i cattolici dell'esilio di Miami ansiosi di vedere il Papa]]></title>
      <link>http://www.vita.it/news/view/117859</link>
      <description><![CDATA[<p><span style="color: #222222; font-family: arial, sans-serif; font-size: 13px; background-color: rgba(255, 255, 255, 0.917969);">C&rsquo;&egrave; grande fermento tra i cattolici cubani esiliati a Cuba. Hanno</span><br style="color: #222222; font-family: arial, sans-serif; font-size: 13px; background-color: rgba(255, 255, 255, 0.917969);" /><span style="color: #222222; font-family: arial, sans-serif; font-size: 13px; background-color: rgba(255, 255, 255, 0.917969);">tempo fino a venerd&igrave; per prenotare il loro pellegrinaggio organizzato&nbsp;</span><span style="color: #222222; font-family: arial, sans-serif; font-size: 13px; background-color: rgba(255, 255, 255, 0.917969);">dalla diocesi di Miami per visitare Cuba in concomitanza con l&rsquo;arrivo&nbsp;</span><span style="color: #222222; font-family: arial, sans-serif; font-size: 13px; background-color: rgba(255, 255, 255, 0.917969);">del Papa. &ldquo;Sar&agrave; un viaggio di solidariet&agrave; nei confronti della chiesa&nbsp;</span><span style="color: #222222; font-family: arial, sans-serif; font-size: 13px; background-color: rgba(255, 255, 255, 0.917969);">cubana&rdquo; ha dichiarato l&rsquo;arcivescovo Thomas Wenski. Al pellegrinaggio&nbsp;</span><span style="color: #222222; font-family: arial, sans-serif; font-size: 13px; background-color: rgba(255, 255, 255, 0.917969);">parteciperanno molte donne esiliate che non sono mai pi&ugrave; tornate a&nbsp;</span><span style="color: #222222; font-family: arial, sans-serif; font-size: 13px; background-color: rgba(255, 255, 255, 0.917969);">Cuba. Benedetto XVI sar&agrave; all'Avana alla fine di marzo&nbsp;</span></p>]]></description>
      <pubDate>Thu, 02 Feb 2012 19:15:00 +0100</pubDate>
      <guid>http://www.vita.it/news/view/117859</guid>
    </item>
        <item>
      <title><![CDATA[Le sberle di Monti al non profit]]></title>
      <link>http://www.vita.it/news/view/117858</link>
      <description><![CDATA[<p>Quando nell&rsquo;ottobre 2011, Vita, insieme alle organizzazioni non profit del suo Comitato editoriale, decise di lanciare la campagna &ldquo;Ricominciamo da noi&rdquo;, punteggiata di eventi e contenuti editoriali, intendeva sottolineare il grande valore espresso quotidianamente dalla societ&agrave; civile che ormai nulla pi&ugrave; si aspetta da una politica muta e quasi silente. A fine 2011, pensavamo di aver gi&agrave; consumato il catalogo di tutte le peggiori notizie: l&rsquo;aumento del 400% delle tariffe postali per il non profit; l&rsquo;aggravio di imposta del 3% per la cooperazione; il ritardo ormai strutturale di tre anni nel saldo delle competenze del 5 per mille; la riduzione dei fondi per la cooperazione internazionale da 732 a 86 milioni; gli oltre 25 miliardi di euro di crediti della pubblica amministrazione verso il non profit; il taglio nei trasferimenti dallo Stato agli enti locali con il Fondo nazionale per le politiche sociali sceso in tre anni dai 939,3 milioni del 2008 ai 75,3 milioni di euro del 2011; il taglio del 63% dei fondi nazionali settoriali (infanzia, servizio civile, non autosufficienza etc.) per le politiche sociali; il taglio, in quattro anni, di oltre il 400% di risorse dedicate al Servizio civile nazionale.<br />Invece, anche l&rsquo;inizio del 2012 non ci ha risparmiato cattive notizie. Il 29 gennaio, col suo proverbiale approccio impolitico, Elsa Fornero se n&rsquo;&egrave; uscita con questa dichiarazione a proposito dell&rsquo;Agenzia per il terzo settore che, nell&rsquo;ultimo mese, aveva tra l&rsquo;altro individuato 11 false onlus (compito fondamentale questo della vigilanza, oltre a quello della promozione): &laquo;Abbiamo deciso di chiudere questa agenzia, ci dispiace. Bisognava per forza fare questa operazione. Creare un&rsquo;altra Authority non si pu&ograve; e tenerla in vita cos&igrave; com&rsquo;&egrave; sarebbe stata la riprova che in Italia non si pu&ograve; chiudere niente&raquo;. Uno schiaffone in faccia all&rsquo;Italia che produce societas e risposte ai bisogni sempre pi&ugrave; gravi e urgenti che va ad aggiungersi al nulla che il governo Monti ha prodotto in questi due mesi sul fronte delle politiche sociali. Come se non bastasse, si devono anche registrare le continue esternazione del sottosegretario al Welfare, Maria Cecilia Guerra che non cessa di esprimere la sua contrariet&agrave; al 5 per mille dimostrando cos&igrave; di non capire l&rsquo;innovativit&agrave; di una misura di vera sussidiariet&agrave; fiscale che ha mobilitato, attraverso scelte personali e attive, 16 milioni di italiani.<br />Avevo gi&agrave; avuto modo di sottolinearlo a commento dell&rsquo;intervista che il ministro Fornero aveva rilasciato a Vita nel dicembre scorso: sembra che questo governo salti a pi&egrave; pari il dato di realt&agrave; che rende unico il nostro tessuto sociale nel mondo, la sua vivacit&agrave; e ricchezza, la sua capacit&agrave; di autogenerare percorsi di solidariet&agrave;, gratuit&agrave; e innovazione. In un frangente cos&igrave; critico e di scarsit&agrave; di risorse pubbliche, &egrave; da folli non valorizzare e non liberare le energie dei 16 milioni di italiani che donano pi&ugrave; di una volta l&rsquo;anno, dei due milioni che adottano a distanza, etc. etc. La societ&agrave; &egrave; la prima opera pubblica, bisogna custodirla e nutrirla, ma per farlo bisogna riconoscerla, liberarla e favorirla. Ricordiamoci di ci&ograve; che dicevano i latini: &laquo;Ubi societas, ibi ius&raquo;.<br />Senza questa coscienza non si va da nessuna parte, perch&eacute; la coesione sociale (che non &egrave; prodotta n&eacute; dallo Stato n&eacute; dal mercato) non viene prima o dopo lo sviluppo, ma ne &egrave; il primo motore. Il mercato vive di presupposti che consuma e non &egrave; in grado di darsi: fiducia e reciprocit&agrave;. E senza societ&agrave; civile lo Stato si riduce a procedura e a tecnocrazia. Lo capir&agrave; il governo Monti e lo capiranno i suoi ministri?</p>]]></description>
      <pubDate>Thu, 02 Feb 2012 18:19:00 +0100</pubDate>
      <guid>http://www.vita.it/news/view/117858</guid>
    </item>
        <item>
      <title><![CDATA[Le banlieue? Sono sparite]]></title>
      <link>http://www.vita.it/news/view/117857</link>
      <description><![CDATA[<p>In Francia le banlieue rimangono una ferita aperta per la classe politica. Non sono bastati milioni di euro di finanziamenti pubblici erogati negli ultimi 30 anni per cambiare <strong>un territorio rimasto ai margini della geografia del potere francese,</strong> dove il destino di una nazione si gioca a Parigi.</p>
<p>Le rivolte popolari che nel 2005 avevano seminato il panico nei corridoi dell&rsquo;Eliseo e del Parlamento, e costretto i candidati alle presidenziali del 2007 a fare qualche apparizione fulminea nei quartieri pi&ugrave; sensibili sembrano un lontano ricordo. Oggi a predominare &egrave; l&rsquo;indifferenza. Nessuno dei candidati scesi in campo per farsi eleggere presidente della Repubblica nel maggio prossimo sta prendendo in seria considerazione il destino delle banlieues. Eppure <strong>nelle periferie d&rsquo;oltralpe ci vivono pi&ugrave; del 10% della popolazione francese.</strong> Uomini e donne, anziani e (soprattutto) giovani, le cui speranze di rappresentare un bacino elettorale appetibile si sono spente gi&agrave; da un po&rsquo;.</p>
<p>Tra gli esperti non ci si sorprendente dei tassi di astensionismo altissimi raggiunti nelle ultime tornate elettorali. A Chanteloup-les-Vignes, dove gli alloggi sociali superano il 60% del parco immobiliare, otto elettori su dieci hanno disertato le urne durante le elezioni europee del 2009, il 73% quelle regionali (2009) e il 57% le elezioni comunali. &ldquo;L&rsquo;astensionismo delle banlieues provoca il disinteresse dei partiti&rdquo; conclude C&eacute;line Braconnier, ricercatrice nel dipartimento di Scienze politiche dell&rsquo;universit&agrave; di Cergy-Pontoise. &ldquo;Nei paesi dove il voto &egrave; obbligatorio, come il Brasile, i programmi politici prendono maggiormente in considerazione le categorie popolari. I candidati sono obbligati a dimostrare un certo interesse. In Francia &egrave; il contrario&rdquo;. I politici &ldquo;sono pi&ugrave; attenti al corpo elettorale reale&rdquo;, pi&ugrave; vecchio e diplomato rispetto alla media nazionale.</p>
<p>Contrariamente alle elezioni del 2007, dove l&rsquo;odio contro il candidato di centrodestra e attuale presidente della Repubblica Nicolas Sarkozy (accusato di aver alimentato i tumulti urbani del 2005 quando dirigeva il ministero degli Interni) aveva spinto molti giovani a votare per la rivale socialista S&eacute;gol&egrave;ne Royale, oggi le periferie francesi sono assente dal dibattito politico.</p>
<p>Il candidato socialista e favorito nei sondaggi Fran&ccedil;ois Hollande si &egrave; limitato a voler &ldquo;mantenere i servizi pubblici nelle banlieues&rdquo;, mentre gli ecologisti parlano di &ldquo;rifare la citt&agrave;&rdquo;. Sfiorando l&rsquo;incomprensione, il partito del presidente uscente Sarkozy intende garantire &ldquo;il passaggio dalla politica dei quartieri alla politica del quartiere&rdquo;. Infine, Marine Le Pen, portabandiera dell&rsquo;estrema destra vuole affrontare di petto le zone urbane pi&ugrave; sensibili definite dalla candidata del Front National &ldquo;zone di non-diritto&rdquo;. Ma se qualcuno spulcia i programmi elettorali di ciascun candidato, si accorge che le promesse fatte agli elettori delle banlieues non sono sostenute da cifre e progetti precisi.</p>
<p>&ldquo;Quando i quartieri&rdquo; periferici &ldquo;rappresentanto il 10% della popolazione, ci si aspetta a delle proposte concrete&rdquo; insorge su Le Monde Renaud Gauquelin, sindaco socialista di Rillieux-la-Pape e presidente dell&rsquo;associazione &lsquo;Ville et banlieue&rsquo;. A ruota, il suo omologo centrista di Drancy (periferia nord di Parigi), Jean-Christophe si dice &ldquo;scioccato di fronte all&rsquo;indifferenza dei candidati!&rdquo;. A quando un riscatto di Hollande e Sarkozy?</p>]]></description>
      <pubDate>Thu, 02 Feb 2012 17:17:00 +0100</pubDate>
      <guid>http://www.vita.it/news/view/117857</guid>
    </item>
        <item>
      <title><![CDATA[Tre morti negli scontri, appello di Amnesty]]></title>
      <link>http://www.vita.it/news/view/117855</link>
      <description><![CDATA[<p><a href="http://www.amnesty.it">Amnesty International</a> ha chiesto al presidente del Senegal, Abdulaye  Wade, di porre sotto controllo le forze di polizia dopo che un terzo  manifestante &egrave; stato ucciso e decine di altri sono stati feriti durante  le proteste divampate in tutto il paese.<br />&nbsp;<br />Alle origini della  protesta &egrave; la decisione del Consiglio costituzionale dl Senegal, che il  27 gennaio ha autorizzato il presidente Wade a candidarsi per un terzo  mandato alle elezioni previste alla fine di febbraio.<br />&nbsp;<br />Il 1&deg;  febbraio un veicolo della polizia ha investito un gruppo di manifestanti  in piazza dell'Obelisco, al centro della capitale Dakar. Un giovane  studente, Mamadou Diop, &egrave; rimasto ucciso. Nei minuti successivi, la  polizia ha aperto il fuoco per disperdere la folla e ha lanciato gas  lacrimogeni contro i medici che erano accordi sul posto per soccorrere  il ragazzo. Un candelotto di lacrimogeni ha spaccato il vetro posteriore  dell'ambulanza su cui era stato caricato Diop.</p>]]></description>
      <pubDate>Thu, 02 Feb 2012 16:40:00 +0100</pubDate>
      <guid>http://www.vita.it/news/view/117855</guid>
    </item>
        <item>
      <title><![CDATA[Intensificati gli aiuti in tutt'Italia]]></title>
      <link>http://www.vita.it/news/view/117854</link>
      <description><![CDATA[<p>La Croce Rossa italiana, spiega una nota, &laquo;ha intensificato le proprie attivit&agrave;, in particolare quelle di assistenza per i senza fissa dimora e gli anziani&raquo;.</p>
<p>Chi incontrasse persone che hanno bisogno di aiuto pu&ograve; rivolgersi alle sedi di Croce Rossa Italiana.</p>
<p><a href="http://www.crimilano.it/"><strong>A Milano</strong></a>, con l'arrivo del freddo la Cri provinciale che da 11 anni assiste i senza dimora meneghini attraverso il progetto metropolitano 'La Cri per i clochard', ha rinforzato le 4 Unit&agrave; di Strada (Unit&agrave; di Milano citt&agrave;, Bresso, Opera e Sesto San Giovanni, integrate da volontari di San Donato, Paderno D., Brugherio).</p>
<p><a href="http://www.criemiliaromagna.it/"><strong>In Emilia Romagna</strong></a>, ad esempio,i volontari impiegati sono 150, con 45 mezzi a disposizione tra fuoristrada, ambulanze, ambulanze 4x4, autocarri. In provincia di <strong>Reggio Emilia</strong> la Cri ha pre-allertato le proprie squadre per eventuali problematiche con persone senza dimora. <strong>In provincia di Modena</strong> la Cri ha messo a disposizione anche un fuoristrada per il raggiungimento degli ospedali da parte del personale sanitario. In caso di necessit&agrave; &egrave; pronto a partire un automezzo con un modulo di assistenza alla popolazione comprendente effetti letterecci e generi di conforto per 200 posti, in supporto logistico alle squadre presenti nelle varie provincie.</p>
<p><a href="http://www.cri.piemonte.it/comitato/"><strong>In Piemonte</strong> </a>permane il potenziamento di ulteriori 50 posti letto presso il centro di accoglienza Cri di Torino. <span style="text-decoration: underline;">La Croce Rossa di Cuneo ha invitato i cittadini e le istituzioni che dovessero notare senza fissa dimora o persone che necessitino di aiuto a contattare la CRI, 24 ore su 24, al numero di telefono 0171. 605706.</span></p>
<p><strong>In Liguria, </strong><strong>a <a href="http://www.crigenova.org">Genova </a></strong>su richiesta del comune la Croce Rossa &egrave; attiva per potenziare il servizio gi&agrave; reso nell'ambito del piano inverno per la protezione dei senza fissa dimora. Durante la notte viene garantito il presidio e l'assistenza presso la sala d'aspetto di Genova Principe, dove volontari Cri distribuiscono coperte, t&egrave; caldo, tonno, pane, biscotti, acqua, abiti. Fino al 4 febbraio compreso ogni sera uscir&agrave; la squadra Unit&agrave; di Strada CRI che, partendo dalla stazione di Nervi fino ad arrivare a Sampierdarena (passando per la Foce, Brignole, Principe) monitorer&agrave; la situazione in strada distribuendo viveri caldi e coperte, segnalando eventuali situazioni di difficolt&agrave;. Nel quartiere di Genova<strong> </strong>Apparizione i volontari sono disponibili per il servizio "Farmaci a domicilio" per gli anziani che hanno difficolt&agrave; ad uscire di casa. A <a href="http://www.cri.it/provinciali.php?prov=81"><strong>Savona</strong></a> &egrave; operativo il 'punto cald&ograve;, allestito presso la sede del Comitato Provinciale Cri in convenzione con il Comune per un totale di 15 posti letto mentre l'Unit&agrave; di Strada con una ambulanza e un medico a bordo, transiter&agrave; tutta la notte per le vie della citt&agrave; portando assistenza e distribuendo viveri, bevande calde e coperte ai senzatetto. Anche a<strong> <a href="http://www.crilaspezia.it/">La Spezia</a></strong> &egrave; stata attivata l'Unit&agrave; di Strada Cri.<br /><br />A <strong><a href="http://www.crifirenze.it/">Firenze</a> </strong>l'Unit&agrave; di Strada della Croce Rossa Italiana garantisce le 3 uscite settimanali normalmente previste per la distribuzione di generi di conforto e coperte, con la possibilit&agrave; di aggiungerne anche di straordinarie durante il week-end e un'altra durante la settimana. Su richiesta del Comune il Comitato Locale della Croce Rossa di Firenze ha attivato 2 squadre operative, un Presidio al Centro Comunale di Protezione Civile, l'apertura in caso di necessit&agrave; del centro di accoglienza (80 posti letto). Disponibili ulteriori 2 ambulanze con pneumatici da neve.<br />Il personale attivabile &egrave; attualmente di 2 operatori in Sala Operativa, 6 operatori ASA (Attivit&agrave; Socio Assistenziali), 8 operatori SSEP (Servizio Supporto Emergenza Psicologica), 3 squadre sanitarie a piedi. Pronte all'impiego 100 brandine, 120 sacchi a pelo e 200 coperte. Saranno impiegati 3 ambulanze con equipaggio, un fuoristrada, un pulmino e un furgone.</p>
<p>A<strong> <a href="http://www.criroma.org/">Roma</a> </strong>&egrave; aperta la Sala operativa locale della Cri: circa 30 volontari organizzati in 3 squadre di Unit&agrave; di Strada provvederanno a distribuire t&egrave; caldo, coperte e generi di primo conforto ai senza dimora della Capitale. Le squadre, operative dalla 20 fino all'1, con ognuna a disposizione un furgone e un automezzo raggiungeranno le zone di Laurentina, San Giovanni, Cinecitt&agrave;, Pietralata, Tiburtina, Marconi, San Pietro, Aurelia e Boccea. In caso di necessit&agrave;, inoltre, &egrave; previsto anche l'intervento di una squadra per l'assistenza sanitaria. Le Unit&agrave; Cri saranno in costante contatto con la Sala Operativa Sociale del Comune di Roma in maniera tale da poter intervenire anche in casi specifici e di particolare necessit&agrave;. I volontari di <strong>Ciampino </strong>si occuperanno dei senza dimora nella zona di Anagnina e anche a Monteporzio le Unit&agrave; di Strada sono in servizio per aiutare i senza dimora. I giovani della Cri di <strong>Soriano nel Cimino</strong> (Vt) hanno organizzato per l'emergenza un servizio di assistenza agli anziani e ai diversamente abili garantendo i farmaci urgenti alle persone in difficolt&agrave;, alle case di riposo e alle Istituzioni locali.</p>
<p>A<strong> <a href="http://www.cri.it/provinciali.php?prov=42">Lecce</a></strong> la Sala Operativa della Croce Rossa Italiana ha programmato  l'uscita straordinaria di 3 Unit&agrave; di Strada al servizio dei cittadini  bisognosi, in particolare i senza dimora di Lecce. Le Unit&agrave; di Strada  Cri effettueranno il servizio luned&igrave;, mercoled&igrave; e venerd&igrave; dalle 22 alle  2, assicurando ai bisognosi latte e t&egrave; caldi, coperte e generi  alimentari di rosticceria donati dalle rosticcerie della citt&agrave; di Lecce.  Sar&agrave; garantito anche un servizio<br /> di assistenza sanitaria minima. L'Unit&agrave; di Strada effettuer&agrave; il servizio  nei punti nevralgici della citt&agrave; come la stazione ferroviaria e altri  siti individuati dalla Sala Operativa (edifici abbandonati,  sottopassaggi ferroviari).</p>]]></description>
      <pubDate>Thu, 02 Feb 2012 16:30:00 +0100</pubDate>
      <guid>http://www.vita.it/news/view/117854</guid>
    </item>
        <item>
      <title><![CDATA[Cambiare il mondo con il web]]></title>
      <link>http://www.vita.it/news/view/117852</link>
      <description><![CDATA[<p>Conferenze  on line gratuite con relatori da tutto il mondo e corsi  professionalizzanti sui modi pi&ugrave; innovativi di comunicare, lanciare  campagne, realizzare progetti e coordinarsi in rete, dando vita a una  nuova generazione di &ldquo;ong e associazioni 2.0&rdquo;.</p>
<p>Ormai &egrave; chiaro che le ICT (Information Communication Technology) hanno un ruolo chiave per combattere la povert&agrave;, l'analfabetismo e le malattie, nella  protezione dell&rsquo;ambiente e nel garantire l'empowerment di donne e  ragazze in tutto il mondo&raquo; ha dichiarato Ban Ki Moon, Segretario Generale Onu.</p>
<p>Tra i primi appuntamenti dell&rsquo;anno si segnalano:</p>
<p>-9 febbraio (h 18-20):&nbsp; webinar gratuito su &ldquo;Crisi, democrazia e sviluppo. Soluzioni 2.0 per il Sud del mondo&rdquo; in diretta online da Nairobi. Conduce Anahi Ayala Iacucci, specialista di crowdsourcing e sistemi d'informazione per la Banca Mondiale.</p>
<p>-16 e 23 febbraio (h 18-20): Corso di formazione &ldquo;Diventa tu il nuovo Google&rdquo; sulla Content Curation in diretta on line con Robin Good, tra i massimi esperti di web in Italia (iscrizione 50 euro)</p>
<p>-q marzo (h 18-20): Webinar gratuito in lingua inglese su &ldquo;Ong 2.0 Cooperazione creativa, open source e low cost&rdquo; in diretta online da Manila. Conduce Illac Diaz,  fondatore dell&rsquo;ong MyShelterFoundation che ha portato la luce nelle  baraccopoli filippine con una tecnologia verde e a budget zero.</p>
<p>A seguire (sempre in diretta on line): &ldquo;Il ruolo di Twitter nei movimenti sociali&rdquo;, con Augusto Valeriani, docente all&rsquo;Universit&agrave; di Bologna e tra i massimi esperti di web 2.0 nei paesi arabi, &ldquo;Social media marketing e fundraising per il no profit&rdquo; con Luca Conti, tra i pi&ugrave; rinomati blogger italiani, &ldquo;Strategie approcci e metodi delle ong&rdquo; con Federico Perotti, project manager della Cisv e molti altri i temi</p>
<p>Per il calendario completo visitare <a rel="nofollow" href="http://www.volontariperlosviluppo.it/" target="_blank">www.volontariperlosviluppo.it</a>. Per  partecipare basta avere una connessione internet, gli incontri,  interattivi e in diretta audio-video, si possono seguire comodamente da  casa.</p>
<p><em>Informazioni e iscrizioni (posti limitati): </em><a rel="nofollow" href="mailto:formazione@volontariperlosviluppo.it" target="_blank"><em>formazione@volontariperlosviluppo.it </em><br /></a></p>]]></description>
      <pubDate>Thu, 02 Feb 2012 15:51:00 +0100</pubDate>
      <guid>http://www.vita.it/news/view/117852</guid>
    </item>
        <item>
      <title><![CDATA[Anche nel Sahara ci sono le zone umide]]></title>
      <link>http://www.vita.it/news/view/117851</link>
      <description><![CDATA[<p>Un remoto lago salato ai margini del Sahara &egrave; in testa alla lista di 15 nuove zone umide riconosciute dalla Convenzione di Ramsar in Tunisia, annunciate proprio in occasione della Giornata Mondiale delle zone umide che come ogni anno si celebra il 2 febbraio.&nbsp;</p>
<p>&nbsp;Chott Elguetar &egrave; un sito di 7.400 ettari con un lago intermittente, vitale per la sopravvivenza&nbsp; dell&rsquo;Orice dalle corna a sciabola, dell&rsquo;Addax e della Gazzella dama e contiene inoltre tracce di attivit&agrave; umana, religiosa e industriali,&nbsp; datate 40.000 anni fa.<br /> <br /></p>
<p>Il WWF ha accolto con favore l'annuncio, sottolineando che la designazione della Tunisia di 15 nuovi siti Ramsar raddoppia quasi il totale del paese, portandolo a 35.<br /> "Queste designazioni sono il risultato di un lungo processo che richiede impegno e tempo da parte del governo e delle associazioni di &nbsp;conservazione", ha affermato <strong>Faouzi Maamouri, Coordinatore&nbsp;&nbsp; del WWF in Tunisia</strong>. "Ma questo vuole anche dire che anche con tutto ci&ograve; che questo paese ha vissuto di recente, vi &egrave; un forte impegno per la protezione delle zone umide e dei servizi che forniscono per le persone e la natura."</p>
<p><br /> La Convenzione di Ramsar, cos&igrave; chiamata per la firma avvenuta nella citt&agrave; iraniana con lo stesso nome, &egrave; un trattato intergovernativo per mantenere e conservare le zone umide di importanza internazionale - o siti Ramsar; tra questi fiumi, laghi, paludi, mangrovie, barriere coralline e altre zone umide naturali o artificiali.<br /> &nbsp;<br /> "La Giornata mondiale delle zone umide &egrave; un momento per riflettere sull&rsquo;importanza degli ecosistemi d'acqua dolce da cui noi tutti dipendiamo", ha detto <strong>Fabrizio Bulgarini, Responsabile Conservazione del WWF Italia</strong>. "Ma le aggiunte pi&ugrave; recenti alla lista Ramsar - e le altre che verranno - mostrano che il lavoro di conservare delle zone umide prosegue ogni giorno dell'anno. Essendo il WWF uno dei cinque partner &nbsp;internazionali che sono stati con la Convenzione sin dall'inizio, siamo orgogliosi di sostenere dalla nostra fondazione i principi di questo accordo internazionale".</p>
<p><br /> <strong>Per festeggiare la Giornata mondiale delle zone umide sabato 4 e domenica 5 febbraio il Wwf Italia aprir&agrave; alcune sue Oasi, con entrata gratuita, da nord a sud </strong>(maltempo permettendo, per questo si consiglia di verificare localmente i programmi).</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Secondo l&rsquo;inventario nazionale delle zone umide, redatto dal Ministero dell&rsquo;Ambiente&nbsp; in Italia sono identificati ben</strong> <strong>&nbsp;1511 siti. L&rsquo;estensione totale &egrave; di 771.125 ettari. </strong>Il 48% sono laghi e fiumi, 32% ambienti marini e costieri e il 20% zone umide artificiali. Di questi solo il 6% non &egrave; ancora protetto. Tra questi 53 siti sono riconosciuti di importanza internazionale secondo la Convenzione di Ramsar.</p>
<p><strong>&nbsp;</strong></p>
<p><strong>Le zone umide sono gli ecosistemi pi&ugrave; a rischio del Pianeta, ma allo stesso tempo straordinari bacini di vita, serbatoi di CO2.</strong></p>
<p>Il 90% delle aree umide sono scomparse nell'ultimo secolo nella sola Europa. Secondo la Commissione europea, fra il 1950 e il 1985 si sono registrate le perdite maggiori: in Francia (67%), Italia (66%), Grecia (63%), Germania (57%) e Olanda (55%). L&rsquo;Italia ospita 53 siti Ramsar. Dei circa 3 milioni di ettari originari, all'inizio del ventesimo secolo ne restavano 1.300.000 ettari.</p>
<p><strong>Si stima che a questi ambienti sia legato circa il 12% delle specie animali totali, che diventano il 40% aggiungendo quelle vegetali. Quasi il 50% delle specie di uccelli presenti in Italia sono legate alle zone umide.</strong></p>
<p>Le aree umide forniscono acqua potabile, aiutano a riciclare l'oro blu e producono il 24% del cibo del Pianeta.</p>
<p>Circa due miliardi di uccelli migratori ogni primavera attraversano l'Italia, ponte nel Mediterraneo fra Africa ed Europa, dai piccoli lu&igrave; alla grande cicogna bianca. Le nostre aree umide rappresentano per molti un ''pit stop'', una sorta di area di servizio lungo le autostrade delle migrazioni per la sosta, l'alimentazione, ma anche la nidificazione.</p>
<p><strong>Secondo lo studio redatto dall&rsquo;ISPRA</strong> &ldquo;Contributi per la tutela delle zone umide&rdquo; a cui ha partecipato anche il WWF, &ldquo;gli ambienti umidi possono essere sottoposti ad un gran numero di minacce antropogene a scala differente: i cambiamenti climatici a scala globale, la frammentazione e la trasformazione territoriale (bonifiche, urbanizzazione e artificializzazione in senso lato) a scala regionale/di paesaggio e un gran numero di altri fattori e processi a scala locale (es.: introduzione e invasione di specie alloctone, stress idrico, inquinamento, interramento, pascolo, fruizione non controllata, abbandono pratiche colturali, tra cui quelle legate alla piscicoltura). &ldquo;</p>
<p>La tutela di queste aree umide &egrave; fondamentale non solo per la biodiversit&agrave; ma anche per la sicurezza idraulica e la lotta al dissesto idrogeologico in quanto rappresentano elementi del territorio capaci di contenere piogge sempre pi&ugrave; spesso eccezionali e fenomeni di esondazione e piene.</p>
<p><strong>Fin dalla prima Oasi, il lago di Burano, il WWF ha contribuito concretamente alla tutela del patrimonio superstite di zone umide in Italia</strong>. Oggi sono 40 quelle inserite nel sistema delle oltre 100 oasi WWF in tutta Italia, per una superficie complessiva di circa 15.000 ettari di zone umide, pari alla met&agrave; dell&rsquo;intera estensione delle oasi ( oltre 30.000 ettari). Di queste ben 10 sono Zone Umide Ramsar ovvero sono riconosciute a livello internazionale come aree particolarmente preziose per la tutela dell&rsquo;avifauna.</p>
<p><strong>In questi giorni nelle oasi WWF si possono ammirare decine di migliaia di uccelli acquatici</strong> e in particolare anatre selvatiche (dal germano reale al moriglione, dal mestolone all&rsquo;alzavola), folaghe, aironi di pi&ugrave; specie (airone cenerino, airone bianco maggiore, airone guardabuoi, garzetta), limicoli di pi&ugrave; specie (avocetta, pettegola, piovanelli, ecc.), gabbiani.<br /> <br /> Appuntamento con il WWF, per giornate di birdwatching, monitoraggio delle specie, laboratori per bambini, nelle Oasi di Burano, Orbetello, Orti Bottagone (Toscana), Alviano (Umbria), Le Cesine (Puglia), Persano (Campania) e altre, programmi aggiornati sul sito wwf.it .</p>
<p><strong>GLI APPUNTAMENTI </strong>(causa maltempo &egrave; preferibile verificare i programmi contattando le oasi):</p>
<p><em>LAGUNA DI ORBETELLO&nbsp;&nbsp;(Toscana)&nbsp;&nbsp;&nbsp; <br /> Sabato 4 febbraio &nbsp;&nbsp;Ore 8 ritrovo al Centro visite, Localit&agrave; Ceriolo III (S.S. Aurelia Km 148,300)&nbsp;Albinia .&nbsp; Dai capanni sulla Laguna CENSIMENTO&nbsp; dei Fenicotteri&nbsp;&nbsp; e LETTURA DEGLI&nbsp;&nbsp;ANELLI colorati alle loro zampe.<br /> ore 10&nbsp; TECNICA DI MONITORAGGIO e rudimenti di BIRD WATCHING e di&nbsp; RICONOSCIMENTO visivo e uditivo degli uccelli: le&nbsp;anatre di superficie,&nbsp; le spatole&nbsp; e i limicoli, come il piro-piro e&nbsp;il piovanello. Telefono:&nbsp;&nbsp; 0564/870198 E-mail:<strong>&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; <a href="mailto:oasiorbetello@wwf.it">oasiorbetello@wwf.it</a></strong></em></p>
<h5>LAGO DI BURANO&nbsp;&nbsp;&nbsp;(&nbsp;Toscana) &nbsp;<br /> Domenica 5 febbraio &nbsp;Ore 8.30 ritrovo al centro Visite Str. Litoranea, 35 &ndash; Capalbio Scalo.&nbsp;Rudimenti di&nbsp;&nbsp; BIRD WATCHING e di RICONOSCIMENTO visivo&nbsp;e uditivo degli uccelli: le anatre&nbsp; tuffatrici, i rallidi, come le&nbsp;folaghe e i porciglioni, e gli uccelli piscivori, come gli svassi,&nbsp; il cormorano lo smergo.&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;<br /> &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; <br /> Ore 10 ESCURSIONE nell&rsquo;area protetta del Tombolo, che separa lago dal mare e appostamenti nei capanni di osservazione.&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;<br /> Ore 15. &nbsp;LETTURA RECITATA dei classici dedicati agli uccelli con la collaborazione di tutti i bambini presenti. Proiezione di&nbsp;bellissime immagini delle zone umide e dei suoi ospiti alati.<br /> Gradita la prenotazione telefonica 0564/898829 o per email <a href="mailto:lagodiburano@wwf.it">lagodiburano@wwf.it</a>&nbsp;&nbsp;&nbsp;</h5>
<h5>PADULE ORTI BOTTAGONE (Toscana)</h5>
<p>Orti-Bottagone parteciper&agrave; alla Giornata Internazionale delle Zone Umide con un Laboratorio Didattico dal titolo &ldquo;Natura in maschera&rdquo; in programma sabato 4 e domenica 5 febbraio (esteso per &ldquo;assonanza&rdquo; anche al periodo di Carnevale) condotto da Paola Visicchio.</p>
<p>Il Laboratorio, dedicato ai bambini dai 4 ai 10 anni,&nbsp; verter&agrave; sul mimetismo degli animali, in particolare gli uccelli, che vivono nelle zone umide. Sar&agrave; l&rsquo;occasione per realizzare maschere e travestimenti simulando gli accorgimenti che adottano gli animali per rendersi &ldquo;Invisibili&rdquo; ai predatori. Telefono: 334-7584832&nbsp; e-mail&nbsp;<a href="mailto:ortibottagone@wwf.it">ortibottagone@wwf.it</a>;</p>
<h5>OASI DI ALVIANO (Umbria)</h5>
<p>Domenica 5, ore 10.00 La visita sar&agrave; libera, con una guida a disposizione nel primo osservatorio, per fare l&rsquo;osservazione dell&rsquo;avifauna dell&rsquo;Oasi e rispondere alle loro domande e curiosit&agrave;. Per l&rsquo;occasione verranno proposte delle attivit&agrave; particolari con diversi appuntamenti nell&rsquo;arco della giornata.</p>
<p>DIMOSTRAZIONI DI LABORATORIO, si terranno in 2 diversi appuntamenti:<br /> Dalle 11:00 alle 12:00; dalle &nbsp;15:00 alle 16:00. Per far conoscere ai visitatori la &ldquo; vita in una goccia d&rsquo;acqua&rdquo; e le meraviglie del micro mondo delle zone umide.<br /> Verranno effettuate per un numero minimo di 15 persone e massimo di 30, che dovranno presentarsi 10-15 minuti prima alla biglietteria, per prenotarsi.</p>
<p>VISITE GUIDATE, si terranno in 2 diversi appuntamenti:<br /> DALLE ORE 12:00 alle 13:00; DALLE ORE 16:00 alle 17:00.<br /> Verranno effettuate per un numero minimo di 15 persone e massimo di 30, che dovranno presentarsi 10-15 minuti prima alla biglietteria, per prenotarsi. CHIUSURA, ore 18:00</p>
<p>Per informazioni e prenotazioni, Telefono/fax 0744/903715&nbsp;- 333/7576283&nbsp; &nbsp;<a href="mailto:lagodialviano@wwf.it">lagodialviano@wwf.it</a></p>
<h5>OASI DI PERSANO ( Campania)</h5>
<p>5 FEBBRAIO Per la giornata di domenica 5 febbraio la mattina alle ore 10.00 mini corso di Birdwatching presso il centro visite dell&rsquo;Oasi&nbsp; WWF di Persano della durata di 1 ora ed alle ore 11.00 visita guidata nell&rsquo;Oasi. Il pomeriggio alle ore 14.30 mini corso di Birdwatching ed alle ore 15.30 la visita guidata. E&rsquo; obbligatoria la prenotazione, telefonando al n. 0828/974684 oppure 347/5936887 o via mail all&rsquo;indirizzo <a href="mailto:persano@wwf.it">persano@wwf.it</a> .</p>
<p><strong>&nbsp;</strong></p>
<p><strong>LAGO DI CONZA (Campania)</strong> <br /> Domenica 12 febbraio una giornata di monitoraggio alla ricerca delle tracce e dei segni di presenza della Lontra. Un&rsquo;introduzione alle caratteristiche della specie, alle problematiche di conservazione e al riconoscimento degli elementi identificativi insieme ad una visita guidata tematica ci porteranno ad esplorare l&rsquo;Oasi e a censire i segni di presenza di questa rara ed elusiva specie e nel contempo a scoprire la grande biodiversit&agrave; dell&rsquo;Oasi. I risultati consentiranno di elaborare una cartina delle aree maggiormente frequentate dalla specie.</p>
<p>Programma:</p>
<p>h. 10.00 incontro presso il Centro Visite dell&rsquo;Oasi e introduzione all&rsquo;argomento</p>
<p>h. 10.30 visita guidata tematica alla ricerca delle tracce della Lontra</p>
<p>h. 12.30 rientro al Centro Visite e conclusioni<br /> <br /></p>
<p>Si consiglia di vestirsi a strati e di portare stivali di gomma, binocolo e fotocamera.</p>
<p>Chi desideri partecipare alla giornata pu&ograve; contattare l&rsquo;Oasi. E&rsquo; gradita la prenotazione.<br /> Per info e prenotazioni: <a href="mailto:lagoconza@wwf.it">lagoconza@wwf.it</a> &nbsp;- 393.90.78.255 - 0827.39.479</p>
<h5>LE CESINE (Puglia)</h5>
<p>&nbsp;Le Cesine sono un&rsquo;area di particolare pregio naturalistico perch&eacute; l&rsquo;ultimo tratto superstite di zona umida dell&rsquo;antica palude che un tempo caratterizzava la costa che da Brindisi scende sino a Santa Maria di Leuca e diventarono Oasi WWF. Anni di salvaguardia, conservazione, educazione hanno reso l&rsquo;area tra le pi&ugrave; interessanti del meridione d&rsquo;Italia.<br /> <br /> domenica 5 febbraio a Le Cesine&nbsp; sar&agrave; possibile visitare gratuitamente la Riserva partecipando all&rsquo;attivit&agrave; di monitoraggio e per i pi&ugrave; piccoli &ldquo;Il Teatrino de Le Cesine&rdquo; narrer&agrave; &ldquo;La Storia di Ugone il Moriglione&rdquo;.<br /> Ore 10:30&nbsp; Teatrino per i pi&ugrave; piccolo &ldquo;La Storia di Ugone il Moriglione&rdquo; costo&nbsp; 3 euro<br /> Ore 11:15 Visita Guidata&nbsp; e Simulazione di Monitoraggio nel periodo di maggior presenza dell&rsquo;avifauna acquatica. Info e prenotazioni al 329.8315714&nbsp; <a href="mailto:lecesine@wwf.it">lecesine@wwf.it</a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><em>&nbsp;</em></p>]]></description>
      <pubDate>Thu, 02 Feb 2012 15:48:00 +0100</pubDate>
      <guid>http://www.vita.it/news/view/117851</guid>
    </item>
        <item>
      <title><![CDATA[«No alla chiusura dell'Agenzia del Terzo settore»]]></title>
      <link>http://www.vita.it/news/view/117848</link>
      <description><![CDATA[<p>No alla chiusura dell&rsquo;Agenzia del Terzo Settore annunciata dalla Ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali Elsa Foriero. Esprime contrariet&agrave; alla decisione anche l&rsquo;Anpas (Associazione Nazionale Pubbliche Assistenze), associandosi alla protesta del Forum del Terzo Settore e delle altre organizzazioni.</p>
<p>&laquo;Il metodo utilizzato dal Ministro Fornero non rispetta il contributo del volontariato nella tutela dei beni comuni e dei diritti fondamentali dei cittadini. La cancellazione dell&rsquo;Agenzia del Terzo Settore, che negli anni ha rappresentato un punto di riferimento per lo sviluppo e la trasparenza del Terzo Settore italiano, rischia di indebolire la societ&agrave; civile e la possibilit&agrave; dei suoi organismi di rappresentanza di incidere sulle scelte del Paese&raquo; scrive l&rsquo;Anpas. &laquo;In un momento di crisi come quello che sta investendo gran parte dell&rsquo;Europa, nel quale il Governo &egrave; chiamato a fare delle scelti difficili che colpiscono direttamente la vita di uomini e donne &ndash; continua l&rsquo;associazione - il ruolo dei soggetti intermedi tra Stato e mercato &egrave; fondamentale. Il volontariato, attraverso la sua presenza quotidiana nei territori a contatto con tutte le aree di disagio, oltre a rispondere ai bisogni dei cittadini, contribuisce infatti alla coesione sociale e all&rsquo;educazione civile del nostro Paese&raquo;.</p>]]></description>
      <pubDate>Thu, 02 Feb 2012 15:06:00 +0100</pubDate>
      <guid>http://www.vita.it/news/view/117848</guid>
    </item>
      </channel>
</rss> 
 

