Di  Ettore Colombo

TARIFFE. Il Governo dice sì alle agevolazioni

29 aprile 2010

L’emendamento Pugliese (Pdl) e Bobba (Pd) è stato recepito dal ministero dell’Economia

E’ quasi fatta, per i rimborsi sulle tariffe postali agevolate, almeno per quanto riguarda il non profit. L’emendamento Pugliese (Pdl) e Bobba (Pd) presentato e approvato ieri in commissione Finanze (VI) e Attività Produttive (X) è stato formalmente recepito dal ministero dell’Economia e dunque dal governo.

La copertura dei 30 milioni è data dalle maggiori entrate derivanti dalla chiusura agevolata delle liti tra concessionari della riscossione e fisco, inoltre è da notare come l’emendamento indirizza il beneficio ai soli giornali editi da associazioni e organizzazioni senza fini di lucro, escludendo esplicitamente i giornali di partito e la pubblicazione degli organi professionali o dei sindacati, mentre le agevolazioni non dovranno essere superiore al 50% della tariffa ordinaria. Questa mattina, dunque, alla Camera, rispondendo all’interpellanza urgente (primo firmatario l’on. Gabriele Toccafondi, più altri 40 parlamentari del Pdl e della Lega) sulla questione, il sottosegretario all’Economia Alberto Giorgetti ha fornito l’avallo, da parte del governo, al testo. Merito, bisogna riconoscerlo, della tigna e della costanza con cui l’onorevole Toccafondi ha preso a cuore la questione, investendo del problema sia il ministro dell’Economia (Tremonti) che il governo (Bonaiuti). Ora l’emendamento dovrà affrontare l’esame della commissione Bilancio (di cui è membro proprio Toccafondi), ma proprio l’onorevole scommette sul fatto che difficilmente il governo smentirà se stesso, dopo la risposta positiva fornita da Giorgetti alla sua interrogazione. Infine, a partire da martedì prossimo, l’intero dl incentivi (40/2010) passerà all’esame dell’aula per la votazione finale su tutto il decreto legge, forse anche con la richiesta di fiducia del governo. Restano in piedi due altri, non piccoli, problemi, però: se anche la stampa diocesana possa rientrare nel provvedimento (allo stato sembra di no) e la cifra della copertura, molto esigua (30 milioni), ma non si esclude che, tra l’esame in commissione Bilancio e l’aula, si possano apporre altre migliorie.

 

Passiamo ora a un esame più approfondito dell’interrogazione di Toccafondi e altri e della risposta del sottosegretario Giorgetti, che si è tenuta questa mattina alla Camera.

Nell’interrogazione di Toccafondi e altri 40 deputati del Pdl, ricordato che il ministero dello Sviluppo economico e quello dell’Economia sono stati costretti a emanare in data 30 marzo 2010 il decreto interministeriale che ha sospeso i rimborsi per le tariffe postali agevolate a Poste italiane,

“fatta salva la possibilità di destinare eventuali risorse aggiuntive (individuate dal ministero dell'economia e delle finanze o dal dipartimento per l'informazione e l'editoria della Presidenza del Consiglio dei ministri) alla copertura delle agevolazioni sulle tariffe postali nell'anno in corso”, “tenuto conto che, a causa del forte impatto economico sul sistema editoriale italiano derivante dalla sospensione di tali agevolazioni, al fine di scongiurare eventuali effetti negativi in termini occupazionali ed aziendali e tutelare il pluralismo dell'informazione, il ministero dello Sviluppo economico ha comunicato di avere manifestato la propria disponibilità ad individuare una soluzione al problema delle tariffe postali agevolate nel corso dell'incontro tenutosi l'8 aprile 2010 tra il Governo, tutte le associazioni degli editori di quotidiani, periodici e libri, la concessionaria del servizio postale universale, nonché la Federazione nazionale della stampa italiana”, nel senso della “urgente necessità di promuovere un accordo quadro fra editori e Poste italiane spa”, l’interrogazione sottolinea con forza come “le maggiori conseguenze saranno subite in particolare dalle piccole associazioni, il no profit e la stampa cattolica e diocesana, che, dal 1o aprile fino a dicembre 2010, rischiano di sospendere le pubblicazioni e chiudere”, e dunque chiede al Governo “se sia intenzione del Governo adottare un nuovo regolamento in merito alle tariffe agevolate per spedizioni, limitando la platea dei destinatari, così salvaguardando le finalità dello strumento”.

 Giorgetti, nella sua risposta orale all’interrogazione scritta, prima ricorda che le tariffe postali agevolate sono previste a favore di imprese editrici di quotidiani e periodici (5100 aziende editrici, 2900 editori profit e non profit che inviano pacchi) che non superino il 45% di spazio fisico dedicato alla pubblicità, onlus (di cui non profit religiosi 1400, non profit laici 3400), associazioni le cui pubblicazioni periodiche abbiano avuto riconosciuto il carattere politico dai gruppi parlamentari di riferimento, sindacati, associazioni professionali di categoria, associazioni d’arma e combattentistiche. Nel 2008, rende noto Giorgetti, le integrazioni a carico dello Stato risultano pari a 273,84 milioni di euro, sottolineando come “la frammentazione e la vastità della platea degli aventi titolo rappresenta notevole fattore di criticità per il sistema dei controlli posti in essere da Poste” e come dal “monitoraggio dell’andamento delle agevolazioni praticate da Poste negli ultimi sei anni gli stanziamenti non hanno mai coperto le compensazioni dovute” mentre permane la mancata restituzione a Poste dei fondi 2009 pari a 241 milioni di euro. “Poiché nel 2010 sarebbero stati disponibili risorse non superiori ai 50 milioni di euro”, il governo è stato costretto ad emanare il decreto interministeriale del 30 marzo 2010, che comunque fa salve la possibilità di destinare eventuali risorse aggiuntive alla copertura delle agevolazioni sulle tariffe postali per il 2010. Giorgetti ricorda come il governo si sia posto il problema e abbiamo organizzato un incontro generale l’8 aprile con tutti i soggetti interessati per arrivare a un accordo quadro e diversi tavoli tecnici, attualmente in corso di svolgimento presso la Presidenza del Consiglio, Dipartimento dell’Editoria, trattativa ancora in corso.  Infine, la notizia: il governo approva l’emendamento Pugliese. Pare fatta. Nella risposta finale, infatti, Toccafondi si dichiara “soddisfatto” della risposta del governo e ricorda l’appello lanciato da Vita sull’abolizione delle tariffe postali agevolate, appello che in poche settimane ha raggiunto 15 mila firme, e l’importante e delicato momento attuale in cui giornali come Vita e gli organi di tutte le associazioni stanno facendo la campagna per uno strumento vitale come il 5xmille. “Il governo ha compreso il momento difficile che questo settore sta attraversando e, appoggiando l’emendamento Pugliese, cerca una soluzione tampone improcrastinabile, almeno per il non profit”. Che dire? Speriamo che stavolta vada tutto bene.


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MORENO

07 mag 2010, 15:48

Per onor di cronaca - ma soprattutto perchè è più favorevole - mi sembra il caso di correggere parzialmente una affermazione che è riportata nei commenti al tema delle tariffe, secondo cui l'emendamento approvato alla Camera prevede che l'agevolazione di tariffa agevolata non possa essere superiore al 50% della tariffa ordinaria. In realtà, l'emendamento prevede al contrario che "in ogni caso la tariffa agevolata non deve essere superiore al cinquanta per cento della tariffa ordinaria" sempre entro il limite dei 30 milioni. Questo significa che la tariffa "parte"da € 0,14 a scendere, specialmente se la diminuzione dei volumi di spedizione dovesse far risparmiare qualcosa sui 30 milioni e/o Poste Italiane dovesse riconoscere in proprio uno sconto di tariffa senza incidere nei 30 milioni di cui sopra.

 

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roberto

01 mag 2010, 18:11

trovare fondi per risolvere la crisi, per pagare la cassa integrazione a tanti operai di fabbriche in difficoltà. Non abbiamo le competenze per giudicare le scelte economiche del nostro esecutivo. Immaginiamo però cosa comporterà tutto questo per l’editoria: molte piccole riviste saranno costrette a chiudere e ad operare tagli nel personale. Le stesse Poste Italiane e molte tipografie probabilmente subiranno un vistoso calo di lavoro. Da parte nostra, se le cose non cambieranno, saremo forse costretti a inviare meno numeri all’anno. Proveremo a continuare lo stesso, stringendo la cinghia. In questi giorni sto leggendo la vita di Pier Giorgio Frassati. Un episodio mi ha colpito. I giovani cattolici avevano esposto nella bacheca al Politecnico l’avviso per una adorazione notturna all’Eucarestia. L’avviso "sporgeva " tra i mille avvisi multicolori che, nelle altre bacheche, parlavano di danze, veglioni e divertimenti, e così gli anticlericali decisero “democraticamente” di andare a strapparlo, e la voce si sparse. Racconta un amico del Beato: «Ricordo Pier Giorgio, ritto davanti alla bacheca con un bastone in mano, e attorno una canea urlante di cento studenti. Insulti, minacce, percosse non valsero a smuoverlo. Il numero ebbe però il sopravvento. La bacheca andò in pezzi e l’avviso fu bruciato. In un’altra occasione, per le feste pasquali, aveva fatto affiggere nel cortile dell’università un avviso sacro. Lo strapparono. Pier Giorgio lo copiò a mano e lo rimise " con progressione geometrica ", fino a raggiungere il numero di 64 copie». Quale morale per noi? Credo questa: impegnamoci con vigore per l’editoria cattolica, che nella sua piccolezza ci trasmette le “parole di Vita” di Cristo e l’esempio dei santi. Nutriamoci di essa, aiutiamola, diffondiamola. Teniamoci!

 

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roberto

01 mag 2010, 18:10

Grazie per l'impegno. Io parlo a nome di una piccola rivista francescana. Ecco l'editoriale che ho scritto per il prossimo numero, che per ora non spediamo, attendendo che le tariffe, grazie al Governo e alle Poste, tornino a livello più"umano". Fate notare bene alle Poste Italiane che se non ci vengono incontro molte riviste chiuderanno o faranno uscire i numeri non più mensilmente, ma bimestralmente o trimestralmente, per cui alla fine ci rimetteranno molto anche loro!!! Pace e bene! IL PESCE D'APRILE DELL'EDITORIA Avevamo cercato come al solito di terminare il giornalino il prima possibile, perché potesse puntualmente arrivare nelle case per Pasqua. Non è cosa facile riuscire nell’impresa. A volte tardano ad arrivare gli articoli, a volte tarda la tipografia ingolfata di lavoro. Questa volta tutto era filato liscio ed eravamo quasi riusciti a stare nei tempi. Dopo aver diviso tutte le riviste nelle diverse zone postali, Mario, il nostro collaboratore, aveva caricato il pulmino e si era recato all’ufficio postale di Ancona. Ma non passa mezz’ora che arriva una sua telefonata, che con voce trafelata annuncia: “Hanno alzato le tariffe di spedizione. Occorro altri 3500 euro per fare la spedizione. Un rincaro improvviso del 500% non si era mai sentito nemmeno nella Repubblica delle Banane. Pensiamo ad uno scherzo. E’ il 1° Aprile e la cosa ci può stare. Ma Mario dice che è tutto vero... In realtà lo scherzo d’Aprile è stato tirato proprio dal nostro Governo, che ritirando gli aiuti all’editoria, ha di fatto messo nei guai centinaia di riviste locali, settimanali diocesani, bollettini informativi di associazioni no profit che promuovono la carità. Il tutto all’improvviso, senza alcun preavviso, appena qualche giorno dopo le elezioni. A volte, qualcuno dice, sono i giudici a mandare avvisi di garanzia prima del voto. Altre volte, verrebbe da pensare male, sono i politici a dare i pacchi appena passata la tornata elettorale. Immaginiamo che il governo debba...

 

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Riccardo Bonacina

30 apr 2010, 15:07

Certo che lo faremo. Qui il mio post di poche giorni fa, http://blog.vita.it/lapuntina/2010/04/19/gli-schiaffi-del-governo-al-non-profit-e-non-solo/ Bisogna però. che ora la forma di protesta si indirizzi anche verso Poste Spa, perchè almeno mantenga ciò che aveva promesso, uno sconto da parte sua di almeno 4 centesimi. Insomma, ognuno faccia il suo pezzo....

 

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michela ledi

30 apr 2010, 14:58

Sono Michela Ledi e come fondatore tra gli altri del gruppo fb di protesta contro l'aumento e della pagina fans, abbiamo dato più che ampio rilievo alla petizione e invitato tutti gli iscritti a sottoscriverla. rimango dell'opinione che il punto non sia che il governo abbia scontato del 50% la tariffa inarrivabile di 0.283 ma che ci sia ancora un 173% di aumento rispetto a ciò che si pagava fino al 31/03. Mi sembra che sia un punto importante da mettere in rilievo nell'evoluzione di questa vicenda, e mi auguro, ma immagino che Vita lo farà che venga data importanza nel quadro alla difficoltà nel fronteggiare un aumento di questa portata, si trattasse anche del raddoppio, questo mette tutti in difficoltà e non tutela i più piccoli. grazie Michela

 

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Riccardo Bonacina

30 apr 2010, 14:47

Carissimo, consideri che probabilmente senza la mobilitazione di Vita non ci sarebbe stato neppure “l'evolversi della vicenda". Quello di aver intanto spinto Governo e Parlamento a coprire il 50% della tariffa di Posta ordinaria è un risultato. Forse non buono, forse non il migliore. Gli editori, tanto per dire, non sono riusciti a ottenere neppure questo, per ora. La battaglia continua, bisogna ora che Poste faccia a sua volta un passo. Perciò faccia firmare la petizione

 

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michela ledi

30 apr 2010, 12:12

quale associazione che utilizza il mailing come mezzo di acquisizione fidelizzazione dei donatori ricordo che questo emendamento che sembra essere un passo positivo, in realtà, visto lo stanziamento - 30 milioni - e visto il tetto che pone - 50% della tariffa normale dunque 0.14 - rappresenta un aumento enorme rispetto alla precedente. questo è il punto di partenza, non è uno sconto, è un aggravio mai visto in precedenza per il nostro settore che svolge una attività insostituibile a livello sociale e che si vede privata degli strumenti per comunicare e sensibilizzare e informare i propri sostenitori e non solo. Ben venga un maggior controllo sugli aventi diritto - Agenzia delle Onlus dove sei???? - e una restrizione nei confronti di chi non dovrebbe accedere alle agevolazioni, dopo di che venga presentata una proposta SOSTENIBILE per le casse delle organizzazioni. Mi sembra anche molto poco critica la posizione di Vita rispetto all'evolversi della vicenda.

 

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