Di  Antonio Sgobba

CRISI. Falsi invalidi, la cantonata di Tremonti

19 maggio 2010

Perché la crociata del superministro è sbagliata alla radice. L'analisi di Cristiano Gori

È partita la caccia ai falsi invalidi. Per il ministro Tremonti «la spesa per l’invalidità è oggi di 16 miliardi di euro all’anno, pari a un punto di pil, mentre nel 2001 era di sei miliardi». Un esempio di quella che il ministro dell’Economia chiama «spesa pubblica ingiustificata o improduttiva». Quindi più controlli per stanare gli imbroglioni. Le cifre del ministro sono confermate dai dati Inps. Ma il problema sono davvero i falsi invalidi?

Se si segue l’analisi di Cristiano Gori per Il sole 24 ore questa impostazione è fuorviante. Gran parte della spesa non è destinata alle pensioni di invalidità ma all’accompagnamento. I numeri dell’istituto di previdenza mostrano come l’incremento complessivo del periodo 2002-2009 si divida tra 484 milioni per le invalidità e 4.605 milioni per l’indennità di accompagnamento.

Come si spiega? Innanzitutto con l’invecchiamento della popolazione: nei sette anni in questione gli over 75 sono aumentati del 23%. Ma ci sono anche altri fattori, come il fatto che l’accertamento dei requisiti per ricevere l’indennità è basato su criteri generici e non standardizzati. È un istituto nato nel 1980 e da allora mai più rivisto, fa notare Gori.

I controlli quindi possono essere la risposta giusta per ridurre la spesa? No, anche perché, fa notare Gori, «La popolazione anziana è esclusa dai controlli dell’Inps, così non si colpisce neanche quello che dovrebbe essere il target». Inoltre i controlli sono efficaci solo nel 15% dei casi, e la cifra cala ancora tenendo conto dei ricorsi.

Il vero problema è un altro: «La mancanza di servizi sociali per i non autosufficienti E in Italia a queste politiche sono dedicati assai meno stanziamenti pubblici rispetto al resto d’Europa», afferma Gori. Con la caccia ai falsi invalidi si combattono quindi i sintomi ma non le cause. «La gente non vuole più soldi ma più servizi», è la conclusione di Gori. Per questo i dati sulla crescita della spesa per le prestazioni d’invalidità civile indicano la necessità di una riforma dell’indennità di accompagnamento finalizzata non a ridurre gli stanziamenti bensì a utilizzarli meglio.


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Comune Jesi

22 mag 2010, 12:25

Condivido pienamente la tesi di Gori, a livello europeo siamo indietro, in merito a dovute scelte politiche da adottate in materia, di 15 anni e a lvello di alcune nazioni europee anche di 30 anni!!!! Paolo Possanzini - Coordinatore attività sociali, rivolte agli anziani, del Comune di Jesi (AN)

 

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MARIA lUISA SEVESO

21 mag 2010, 17:07

Siamo alle solite! Certamente ci sono i falsi invalidi, ma non sono quell'orda di mistificatori che il ministro Tremonti vorrebbe far credere. Bisogna anche ricordare, una volta per tutte, che le invalidità si concedono non per autocertificazione, ma in base ad un accertamento medico-legale. Si puniscano i colpevoli, medici e mistificatori con pene severissime, ma non si faccia di tutta l'erba un fascio! Le famiglie con un invalido in casa sono spesso sole e senza sostegno, non sono poche migliaia di lire che risolvono questi gravi probelmi, ma una reale politica di welfare. Quando c'è una malattia seria servono sostegni reali e politiche adeguate, non carità. Luisa

 

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