Di  Paolo Ferrara

iPad. Una nuova arma per il fundraising

26 maggio 2010

I suggerimenti di Paolo Ferrara di Terre des Hommes

Con gli ultimi prodotti di casa Apple, iPod touch e iPhone, diciamolo subito, e' un po' sempre così: non sappiamo bene a cosa serviranno né cosa li renda così diversi da quelli dalla concorrenza, ma ogni volta che il gigante di Cupertino sforna un nuovo gadget eccoci li' a scapicollarci per farlo nostro e a spendere fiumi d'inchiostro. Anche per l'iPad, che in appena un mese ha venduto un milioni di esemplari oltreoceano e che il 28 maggio sbarcherà anche in Italia, la musica sembra non essere tanto diversa nonostante i tanti tablet pc concorrenti e le molte recensioni non proprio positive.

Questa volta però ho deciso di portarmi avanti e, mentre aspetto il mio iPad wi-fi dagli Stati Uniti ho iniziato ad arrovellarmi in cerca di un qualche motivo, non solo ludico ed edonistico, che potesse giustificarne l'acquisto ai miei occhi di fundraiser.
Allora ho preso un foglio, una penna e ho messo giu' una piccola lista, al buio e senza troppe elucubrazioni, che provo a condividere con voi.

L'iPad renderà sempre più spinta la possibilità per l'utente di costruire il suo palinsesto multimediale personalizzato. Questo significherà sempre più spazio al filmato come strumento di comunicazione: video curiosi; video musicali, telefilm, film ma anche tg, reportage e produzioni indipendenti. E quindi sempre più spazio alla possibilità di raccontare storie emozionanti sui nostri progetti e sulla nostra mission.

L'iPad porterà l’esperienza di lettura sullo schermo sempre più avanti. Il nostro notiziario, i paper di ricerca, il bilancio sociale potranno viaggiare anche via mail, essere consultati in mobilità e diventare finalmente interattivi.

L’iPad renderà sempre più gratificante l’esperienza d’uso delle applicazioni: potremo integrare nei programmi filmati interattivi, foto ad alta risoluzione, menu e bottoni finalmente leggibili e usabili.  Questo ci permetterà di raggiungere probabilmente anche nuovi  target.

L’iPad, leggero e flessibile, lo potremo mettere a disposizione di campaigner, personale di progetto, community fundraiser che avranno sempre a disposizione bellissime presentazioni, interviste, filmati e documenti e potranno lavorare in maniera più efficiente ed efficace sfruttando le potenzialità della connessione wi-fi o di quella telefonica.

E infine… avrei potuto usare l’iPad per scrivere quest’articolo, anche se pigiato nella metropolitana milanese nell’ora di punta per poi inviarlo comodamente alla redazione di Vita invece che scriverlo a penna e riscriverlo a tarda notte sul mio pc di casa.

Come sempre, però, con i prodotti della factory di Steve Jobs, forse capiremo a cosa serve l’iPad solo dopo averlo finalmente avuto tra le mani.

Link utili:
FundraisingNow


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Paolo

28 mag 2010, 10:04

Non condivido praticamente niente. E' solo l'n-esimo nuovo gadget elettronico, che è tanto figo avere, perché è Apple, perché è bello, perché costa un sacco di soldi, perché ti fa sentire tanto ado... nonostante tutte le cose elencate da Ferrara si possano già fare con un normalissimo pc, magari con Linux. Solo grazie a questa emotività adolescenziale da consumatori non razionali Steve Jobs ricava una valanga di milioni. In un mondo dove ogni 3 secondi muore un bambino di fame, un po' di essenzialità non guasterebbe. Poi, se uno si vuole convincere che sarà meglio per lui, la sua community, la sua mission... le motivazioni certo le trova

 

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