Di Daniele Biella
DENUNCIA. "L'Italia deporta una nigeriana a rischio di morte"
26 luglio 2010
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L'ong EveryOne riporta che la 23enne รจ stata rimpatriata lo scorso 20 luglio dal Cie di Bologna al suo paese, dove rischia il patibolo per una condanna passata
"Faith Aiworo, 23 anni, è stata arrestata e deportata dall'Italia nel suo paese di origine, la Nigeria, dove rischia il patibolo, in spregio alla Convenzione di Ginevra e alle normative internazionali sulla protezione umanitaria e sussidiaria". Lo denuncia il Gruppo EveryOne, organizzazione per i diritti umani con sede in Italia. La giovane è arrivata in Italia nel 2007, dopo aver subito una condanna penale per l'omicidio del suo datore di lavoro, che aveva tentato di violentarla. Uscita su cauzione, si è rifugiata a Bologna. Secondo le leggi nigeriane e considerato il potere economico e politico della famiglia dell'uomo che aveva provato a stuprarla, Faith potrebbe essere condannata a morte.
In Italia non ha ricevuto asilo né permesso di soggiorno umanitario, quindi è divenuta clandestina, in base alla legge 94/2009 (oggetto di una denuncia formale di EveryOne al Consiglio Diritti Umani dell'ONU, all'Alto Commissario per i Diritti Umani Pillay e al Consiglio d'Europa), e ha ricevuto due decreti di espulsione. Alcune settimane fa, a Bologna, ha subito un nuovo tentativo di stupro. L'uomo è finito in carcere, ma anche la giovane è stata internata nel CIE bolognese di via Mattei e il 20 luglio è stata prelevata e trasferita in Nigeria, dove è stata arrestata e imprigionata immediatamente.
Il Gruppo EveryOne, insieme alla Rete Antirazzista, chiede al ministro degli Esteri Frattini e ai presidenti di Camera e Senato, on. Fini e Schifani, di avviare nell'immediato attraverso i propri consiglieri diplomatici le procedure di trasferimento sicuro della giovane donna a rischio di vita nel territorio italiano, per scongiurare trattamenti inumani e degradanti o addirittura la sua messa a morte. EveryOne ha inoltre sollecitato un intervento del Commissario per i Diritti Umani del Consiglio d'Europa Thomas Hammarberg, e dell'Alto Commissario Onu per i Rifugiati Antonio Guterres affinché intraprendano "con la massima urgenza presso le autorità nigeriane azioni per scongiurare la messa al patibolo di Faith e favorire quindi il suo ritorno a Bologna, dove si è costruita una nuova vita e dove è innegabile il suo diritto all'asilo politico".


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