promossa da Federazione Italiana per il Superamento dell'Handicap dell'Umbria

Cambiare si può: fai sentire anche tu la tua voce!

Lanciata il 18 novembre 2011

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La FISH Umbria ONLUS chiama a raccolta tutti gli aderenti e tutte le persone con coscienza civile che hanno a cuore il futuro della società in cui vivono e la sua coesione sociale.

L’attuale sistema dei servizi non è più sostenibile, ma non si può pensare di risparmiare tagliando i diritti fondamentali delle persone!

Non si possono accettare ipotesi che preludano al confinamento e all’esclusione tanto di bambini in difficoltà, quanto di persone anziane non autosufficienti; e, comunque, di moltissime persone con disabilità di ogni età!

Non si può chiedere ai cittadini di compartecipare alla spesa di servizi essenziali pensando di non dover dar loro conto sulle scelte fatte, sulla loro appropriatezza prima ancora che sulla loro efficacia!

Non ci si può rassegnare a piegarsi semplicemente alle esigenze di cassa, ma bisogna avere il coraggio di innovare per rafforzare la capacità di tutelare i diritti dei cittadini, anche assumendo decisioni che potrebbero “disturbare” più forti interessi!

Si deve chiedere ai cittadini di contribuire a realizzare servizi migliori, più efficienti, moderni e vicini ai diritti e ai bisogni delle persone: insomma, servizi volti all’inclusione!

La FISH Umbria ONLUS chiede a tutti di aderire alla presente petizione per dar forza alle seguenti sollecitazioni e richieste rivolte alle Amministrazioni Pubbliche Territoriali nell’interesse di tutti i cittadini:

1. Chiedo che venga immediatamente garantito il diritto delle persone con disabilità di disporre di un proprio «Progetto Individuale» (articolo 14, Legge n. 328/2000) che ne rispecchi gli obiettivi di vita, in termini di attivazione dei servizi e prestazioni necessarie a raggiungerli. Chiedo, quindi, che, attraverso la sottoscrizione del «Patto per la Salute e il Benessere» (Legge Regionale n. 9/2008, Istituzione del Fondo Regionale per la Non Autosufficienza e modalità di accesso alle prestazioni), venga pienamente riconosciuto il diritto delle persone con disabilità e delle loro famiglie a partecipare alla scelta e alla valutazione dei servizi e degli interventi previsti dal Progetto Individuale.

2. Chiedo che venga garantito il diritto alla Vita Indipendente delle persone con disabilità (ai sensi dell’articolo 19 della Convenzione delle Nazioni Unite sui Diritti delle Persone con Disabilità, ratificata dallo Stato italiano con Legge n. 18/2009) e che, quindi, venga riconosciuto il diritto della persona di scegliere liberamente e a parità di condizioni le modalità di fruizione dell’assistenza, con particolare riferimento alla possibilità di scegliere tra l’assistenza domiciliare diretta (che prevede l’assegnazione di un monte ore da parte della ASL, la quale ne gestisce le modalità ed i tempi di erogazione) e l’assistenza domiciliare indiretta (che prevede l’assegnazione di un specifico contributo economico per l’autogestione della stessa, mediante l’instaurazione di un rapporto di lavoro con un operatore di fiducia della persona con disabilità).

3. Chiedo che le Amministrazioni Pubbliche Territoriali applichino le norme esistenti che già prevedono precise sanzioni contro ogni forma di discriminazione delle persone con disabilità. Chiedo, inoltre, che si trovino strumenti e modalità più efficaci nel garantire ad ogni cittadino la certezza di non dover più affrontare ostacoli, peraltro evitabili, frutto di incompetenza e/o negligenza da parte di chi, invece, dovrebbe operare nel rispetto dei diritti e degli interessi di tutti i cittadini. Chiedo, infine, che ogni cittadino con disabilità possa segnalare la discriminazione subita ed ottenere, in tempi certi, una risposta puntuale dall’Amministrazione Pubblica Territoriale in merito alla rimozione delle cause che l’hanno determinata.

Tag associati alla petizione: 

Italia non profit

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