Game over

di Carmen Morrone - pubblicato il 17 Settembre 2008 alle 10:00

L'Italia chiude la manifestazione con 18 medaglie. Pancalli: «Ottima spedizione»


Si chiudono le Paralimpiadi di Pechino. Oggi la cerimonia (in diretta dalle ore 14.45 su Rai sport plus) dove verrà spenta la fiaccola paralimpica che passerà nelle mani di Londra dove si riaccenderà il 29 agosto 2012 per i prossimi Giochi estivi.
Annunciata come l’edizione dei record la paralimpiade cinese non ha deluso le aspettative. Sportive, prima di tutto. Sono stati oltre 100 i nuovi record del mondo stabiliti. Gli atleti più famosi, lo sprinter Oscar Pistorius e la nuotatrice Natalie du Toit, hanno vinto tutte le gare a cui hanno partecipato.
In cima al medagliere la Cina. Con i suoi 337 atleti ha conquistato 211 medaglie, di cui 87 d’oro. Al secondo posto la Gran Bretagna con 102 podi a seguire a ruota gli Stati Uniti con 98. L’Italia con le sue 18 medaglie, di cui quattro d’oro, è al 21esimo posto del ranking mondiale su 67 Paesi medagliati. Tra i paesi europei siamo il fanalino di coda (Francia 9a, Spagna 8a, Germania 7a, Grecia 16esima).
Luca Pancalli, presidente del Comitato italiano paralimpico e vice presidente del Coni dà una spiegazione. «Scontiamo un ritardo in termini di risorse, solo nelle ultime due legislature abbiamo ottenuto i fondi finanziari che ci hanno permesso di implementare le attività. In Francia e in Spagna il sostegno allo sport paralimpico è una tradizione pluriennale».
Il presidente del Comitato italiano paralimpico è soddisfatto delle prestazioni della squadra azzurra. «Abbiamo rispettato le previsioni. Siamo stati anche sfortunati per via dell’incidente a Paolo Viganò e a causa degli infortuni a Stefano Lippi e Roberto La Barbera. È stata un’ottima spedizione rispetto all’alto livello di tutti i partecipanti».
I cinesi hanno organizzato i Giochi degli atleti disabili con la stessa perizia delle Olimpiadi. Per la prima volta nella storia dello sport paralimpico il comitato organizzatore è stato lo stesso e ciò ha favorito la promozione dell’accessibilità delle strutture e dei luoghi turistici. Ma c’è di più. Secondo Luca Pancalli la Paralimpiadi cinese ha avviato una svolta. «Ho avuto la netta sensazione che con le Paralimpiadi la Cina abbia deciso di affrontare il problema dei disabili, cosa che prima d’ora non aveva fatto. Sia dal punto di vista logistico rendendo accessibili le strutture sia in fatto di diritti e di pari opportunità».

L’atletica italiana si è riscattata nel finale con la medaglia di bronzo nella maratona  vinta da Walter Endrizzi. Una paralimpiade in tono minore dove campioni come Stefano Lippi, Roberto La Barbera e Francesca Porcellato non sono riusciti ad andare a medaglia. «Il livello competivo degli atleti è molto alto -considera il commissario tecnico Mario Poletti-. Nel salto in lungo siamo stati molto sfortunati per gli infortuni accaduti a Stefano Lippi e a Roberto La Barbera. Nel pre-gara tutte e due avevano fatto lunghezze importanti. Roberto era arrivato a 6.40m, se si fosse ripetuto in gara avrebbe vinto l’argento» 

Per Mario Poletti questa è la sesta paralimpiade, che ricorderà non solo dal punto di vista sportivo. «I ragazzi cinesi che hanno fatto volontariato sono stati fantastici», commenta. Così come è avvenuto per i Giochi olimpici, anche per quelli degli atleti disabili, l’organizzazione ha formato e messo all’opera molti volontari. Nel caso delle paralimpiadi sono stati 15mila. «A ciascuna delegazione è stato assegnata una decina di volontari –racconta Poletti-. Si sono occupati degli atleti, di organizzare i trasporti. Ma anche delle famiglie degli sportivi e della visita di luoghi turistici. Parlando italiano»

PARALIMPIADI & MASS MEDIA
C’è da riconoscere un impegno della Rai che ha prodotto ogni giorno le dirette su Rai sport plus (canale digitale terrestre però) dalle ore 9.30 alle ore 12.30 e la rubrica giornaliera 9-9.30 su Raidue.
Tuttavia è inopinabile che le Paralimpiadi nei tg di prima e anche di seconda serata sono state assenti. Un cenno in occasione della cerimonia d’apertura e poi silenzio. Anche il fenomeno sportivo e mediatico Pistorius, tre ori in tre gare con record del mondo, è passato in sordina.
Sulla carta stampata qualche articolo.
In radio, Radio24 ha tenuto aperta una finestra nella trsamissione Jefferson ming a cadenza quasi quotidiana.



Fonte dell'articolo: VITA.it

Indirizzo web dell'articolo: http://www.vita.it/news/view/85227