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27 novembre 2014

VITA

Scuola: l'Agesc boccia la politica del "Cacciavite" di Fioroni

di Redazione

L'Associazione dei genitori delle scuole cattoliche, boccia il metodo del 'cacciavite' del ministro Fioroni, e, sul tema del confronto scuola-famiglia, arriva a rimpiangere la tanto contestata Leti

Troppi provvedimenti presi "mortificando i genitori nella propria responsabilita' educativa" e con un "arretramento" nei rapporti tra scuola e famiglia. Una riforma del sistema scolastico fatta a colpi di atti amministrativi e commi della Finanziaria che, peraltro, ha anche "ridotto" le risorse per il sistema paritario "di oltre 53 milioni di euro". L'Agesc, l'Associazione dei genitori delle scuole cattoliche, boccia il metodo del 'cacciavite' del ministro della Pubblica istruzione, Giuseppe Fioroni, e, almeno per quanto concerne il tema del confronto scuola-famiglia, arriva a rimpiangere la tanto contestata Letizia Moratti. E' quanto emerge, secondo l'anticipazione che dà l'agenzia DIRE, dalle pagine del "Libro bianco sulla nuova riforma della scuola", lo strumento pensato dall'associazione come una mini-guida per i genitori che oggi rischiano di perdere "il filo del discorso di quanto sta accadendo", visto il "turbinio di provvedimenti che in questi mesi si sono in modo repentino abbattuti sulla scuola italiana". Il libriccino vuole insomma essere una bussola. Ma l'occasione e' buona anche per esprimere un giudizio di sintesi sull'operato dell'esecutivo Prodi in questi mesi di governo. Giudizio che, come si legge chiaramente a pagina otto del testo presentato oggi a Roma, e' "negativo". "Siamo certi che vi siano gli spazi per migliorare", precisa nell'introduzione la presidente, Maria Grazia Colombo. Ma cio' sara' possibile solo se "si vorra' cominciare- spiega- a dare ascolto anche ad istanze solo apparentemente deboli quali quelle dei genitori". Un dialogo che ad oggi sembra essere mancato con il ministro Fioroni. Tant'e' che c'e' chi rimpiange Letizia Moratti. "La sua riforma- ha spiegato nel dibattito seguito alla presentazione Enzo Meloni, componente dell'esecutivo Agesc ed ex presidente dell'associazione fino a marzo 2006- dava una speranza alle famiglie: fin dal primo articolo poneva al centro la formazione e l'educazione del ragazzo, principio visto da noi in termini positivi, anche se alcuni strumenti di attuazione li abbiamo contestati. In base a questa logica posso dire di rimpiangerla". Oggi, infatti, secondo Meloni, "la speranza del dialogo ci e' stata tolta attraverso la disapplicazione di tutti quei provvedimenti che portavano noi genitori all'interno della scuola. Dobbiamo riportare al centro il tema educativo e questo non si puo' fare senza le famiglie". In tema di ascolto della societa' civile le famiglie dell'Agesc criticano anche lo strapotere dei sindacati. "La scuola- si legge nell'introduzione del libretto- appare sempre piu' dominio incontrastato di volonta' sindacali". Composto in tutto di 46 pagine, il libro bianco dell'Agesc ripercorre tutti i nodi cruciali affrontati dalla scuola in questi mesi. Tra questi il tutor, il portfolio, i nuovi programmi, la Finanziaria, le risorse economiche per le paritarie. E in piu' punti critica Fioroni che, tra l'altro, alle "giuste affermazioni di principio" sul confronto diretto con il mondo della scuola non ha fatto seguire i "fatti". "In pochi mesi- si legge a pagine 13- abbiamo assistito allo smantellamento degli istituti della precedente riforma, in particolare quelli che realizzavano il rafforzamento del rapporto genitori e scuola. Abbiamo poi scoperto con sorpresa- continua il testo- una complessiva riforma della scuola introdotta nella legge Finanziaria 2007". Nel libretto ci sono due pagine, la 28 e a 29, sul metodo del "cacciavite" di Fioroni, con una critica aperta alla sua applicazione. "Con un Senato quasi in parita' numerica il governo ha purtroppo scelto la strada- si legge- di limitare al massimo i passaggi parlamentari e, per modificare alcune norme sull'istruzione non condivise, e' ricorso alla scorciatoia di interventi dell'amministrazione". E non manca la stoccata finale sulle scuole paritarie con tre capitoli di fila, da pagina 40 a pagina 45, dedicati alle norme "disapplicate" sulla parita', alle risorse economiche ("ridotte" con l'ultima Finanziaria) e al mancato contributo per i genitori che scelgono le scuole private per i loro figli.

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