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22 settembre 2014

VITA

Sport, 7 atleti su 10 fanno uso improprio di farmaci

di Stefano Arduini

Lo rivela un'indagine presentata oggi da Luciano Caprino del Dipartimento di Fisiologia Umana e Farmacologia dell'Universita' La Sapienza di Roma

Dovrebbero essere persone sane, ma quasi sette atleti su 10 prendono sostanze farmacologiche non vietate per doping. Il sospetto e' che li prendano al di fuori delle indicazioni per cui sono in commercio. E' quanto riferito sulla base dei dati relativi al 2004 su atleti di federazioni minori da Luciano Caprino del Dipartimento di Fisiologia Umana e Farmacologia dell'Universita' La Sapienza di Roma al convegno svoltosi oggi all'Istituto Superiore di Sanita' 'La tutela della salute nelle attivita' sportive e la lotta contro il doping'. Nel 2004 si riscontra un'estensione analoga del fenomeno doping rispetto al 2003, ha rilevato Caprino, nonostante il numero dei sequestri effettuati dai Nas siano drammaticamente aumentati tra 2003 e 2004. Nel 2004, ha precisato l'esperto, sono stati controllati 1474 atleti, appartenenti a 41 federazioni. Sono risultati positivi 42 atleti pari al 2,8%; questa percentuale risulta analoga a quella riscontrata nel 2003, quando furono effettuati controlli su 740 atleti e fu riscontrata una positivit? pari al 2,7%. Il numero pi? elevato di controlli · stato condotto nelle serie calcistiche minori: serie C e D maschile, serie A e B femminile, calcio a 5, raduni ed incontri amichevoli ove erano presenti atleti tesserati. Sono stati al riguardo esaminati 74 eventi pari al 19,8 % del totale (nel 2003 la percentuale era stata del 11,3%). Destano maggiori preoccupazioni, ha sottolineato Caprino, sia la diffusione tra gli atleti dell'uso di 'sostanze ricreative', dalla marijuana alla cocaina, che danno conto della maggior parte dei casi positivi registrati, sia il diffuso uso di farmaci non considerati sostanze dopanti. ''Un atleta e' considerato per definizione un uomo sano - ha dichiarato Caprino - eppure quasi il 70% degli atleti ha dichiarato di prendere farmaci''. Il timore e' che, al di la' degli sportivi che devono curarsi per infortuni o disturbi comuni, ha sottolineato l'esperto, una cospicua quota di atleti prenda farmaci 'off-label', ovvero al di fuori delle indicazioni stabilite per quei principi attivi dal Ministero della Salute. In particolare 964 atleti (su 1474) hanno dichiarato di assumere farmaci, integratori, prodotti omeopatici, prodotti erboristici; parallelamente 510 hanno dichiarato di non assumere alcun prodotto. Dei 964 atleti 637 hanno dichiarato di assumere 1-2 prodotti e ben 327 atleti di assumerne pi? di tre. Il diffusissimo consumo degli integratori inoltree, ha rilevato Caprino, fa trapelare l'urgenza di considerare queste sostanze delle vere e proprie medicine. L'uso degli integratori, infatti, sta divenendo di tendenza ed e' un fenomeno che non riguarda piu' solo gli atleti professionisti ma tutta la popolazione. E non solo la diffusione di integratori preoccupa, ha ribadito Caprino: se i Nas sequestrano sempre piu' spesso sostanze scopanti ma il consumo di queste sostanze tra gli atleti affiliati non e' cresciuto, ''allora chi prende queste sostanze?''. Il sospetto e' che il doping, inteso nel senso pi? ampio (utilizzo di sostanze proibite e di medicamenti senza indicazione medica), e' diventato d©!=interesse non solo sportivo, ma anche pubblico sanitario.

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