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23 luglio 2014

VITA

Qui la cicogna porta bonus

di Giampaolo Cerri

Assegni da uno a 4 milioni per ogni bimbo che nasce, sostegni e incentivi alle giovani coppie. Viaggio in un’ Italia che punta di nuovo sulla natalità

Mlilano da nascere. Secondo il piano messo a punto dall?assessore comunale ai Servizi sociali Ombretta Colli, ogni neo-milanese primogenito riceverà un assegno oscillante dai 3 ai 5 milioni, in base al reddito di mamma e papà. Nel contempo il suo collega Antonio Verro, responsabile del Demanio, propone un patto alle giovani coppie: noi vi diamo le case, dice, voi le ristrutturate. Due provvedimenti, attesi per l'inizio del ?99, a sostegno della famiglia, specialmente quella in via di costituzione. «I giovani di Milano», spiega la Colli, «sempre più spesso non si sposano perché gli affitti fanno tremare le gambe e le giovani mamme sono alle prese con mille difficoltà da dividersi fra lavoro e casa». Da Palazzo Marino insomma arriva un incentivo, per quanto piccolo, a crescere e moltiplicarsi. Non proprio un svolta ?familista? ma certo un segnale confortante: è la prima grande città italiana ad adottare una politica del genere. Fino ad oggi la palma delle politiche familiari spettava infatti a due capitali della provincia italiana: Padova e Trento. La ?città del santo? poche settimane fa aveva annunciato sostegni economici per le famiglie che avranno il coraggio di sfondare il ?muro del primo figlio?. Spaventati da un?impressionante calo demografico - 2.200 morti a fronte di 1.500 nati nell?ultimo anno - gli amministratori patavini sono corsi al riparo: per ogni secondo figlio il municipio staccherà un assegno di 1.500.000 all?anno per tre anni. Un incentivo nudo e crudo, visto che non terrà conto del reddito della famiglia. Anzi, come spiega l?assessore ai servizi sociali, Giovanni Santone, l?amministrazione gestirà questi esborsi direttamente attraverso l'ufficio anagrafe: un contributo per ogni fiocco rosa o azzurro che sia. La campagna, sponsorizzata da una nota banca cittadina, durerà fino al Duemila. A Trento, grazie all?assessore provinciale Paola Conci (Sanità e Sicurezza sociale), le famiglie possono contare su un trattamento eccezionale. Per ogni nascita un fondo speciale, regolato come una sorta di assicurazione sociale, garantirà infatti ad ogni famiglia una assegno di natalità di 4.370.000. Un altro assegno, di 350.000 mensili, sarà invece corrisposto per la cura del bambino, a partire dal quarto mese fino al compimento del secondo anno di vita. In totale, per ogni nuovo nato, le famiglie trentine riceveranno quasi 12 milioni. Per poter usufruire di questi trattamenti è necessario che le donne siano iscritte al fondo: il ?premio assicurativo? costerà, a seconda del reddito, da un minimo di 50.000 lire a un massimo di 1.500.000 annue per la natalità e da 100 mila a 3 milioni per la cura. Più blandi gli interventi messi in ponte a Bologna, dove l?amministrazione ha invece deciso di aiutare le maternità sostenendo le aspettative ?lunghe? dal lavoro. I genitori che decidano di allungare i tempi di aspettativa post-parto ricevono infatti dal Comune un?integrazione salariale, che va dalle 700 alle 900 mila lire mensili, per un massimo di nove mesi. Dopo l?aspettativa obbligatoria nei primi tre mesi di vita del bambino, le mamme (o i babbi, dopo la storica sentenza della Cassazione) possono quindi decidere di aver cura direttamente dei figli fino al raggiungimento dell'anno di vita. La facilitazione riguarda però nuclei familiari che non abbiano un reddito procapite superiore a 16 milioni, figli compresi: una famiglia di tre persone, per fare un esempio, può beneficiare del bonus comunale solo se non supera i 48 milioni di reddito. L?indennità sale a 900 mila lire, in presenza di nuclei monogenitoriali. Nella graduatoria, hanno precedenza i nuclei in cui siano presenti figli portatori di handicap. Qualcosa si è mosso anche ad Ancona, dove il Comune marchigiano offre l?asilo nido gratuito alla terza cicogna, paga gli allacciamenti di metano ed acquedotto alle giovani coppie, riduce Ici e tassa sui rifiuti per tutte quelle famiglie che abbiano in casa anziani e bambini. Dai piccoli Comuni, malgrado le ristrettezze di bilancio in cui spesso si dibattono, sono arrivate le prime novità sul fronte delle politiche di aiuto alla famiglia. Uno dei primi è stato, un paio di anni orsono, Remanzacco in provincia di Udine dove l?amministrazione ha varato un piano di sostegno che prevede: un dono alla nascita del terzo genito (2 milioni sponsorizzati dal locale Credito cooperativo), tariffe ragionevoli per gli asili nido (in base al reddito ma anche al numero dei figli), sgravi fiscali, buoni libro per i bambi in età scolare, sconti sui servizi di scuolabus. Nella vicina Claut poi c?è un regalino di 2 milioni da parte dell?amministrazione comunale che punta, così a scoraggiare l?esodo verso la città. Per beneficiare del bonus non si devono però superare i 100 milioni di reddito annuo. E a Latisana (ancora nel Friul felix) per il terzo genito non ci sono solo sostegni in danaro ma anche scuole materne, servizi scolastici e scuolabus gratuiti. A completare il quadro c?è anche una legge regionale ed interventi della provincia di Udine per aiuti alle famiglie di 34 Comuni. Fra le piccole amministrazioni si segnala anche Chiavari, recentemente salito alla ribalta per un contributo addirittura in dollari. «Annunciando l?iniziativa in un convegno con le associazioni dei nostri emigrati», chiarisce il sindaco Vittorio Agostini, «abbiamo ritenuto di indicare il contributo in una valuta internazionalmente nota». Così il milione e mezzo che l?amministrazione stanzia per ogni nuovo nato (a patto che il reddito non superi i 45 milioni) si è trasformato nei ben più suggestivi mille dollari. A questa cifra, lire o dollari che siano, si sommano 300 mila lire mensile, per il primo anno di vita, se il bambino ha un solo genitore.

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