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24 aprile 2014

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A Trieste studio Aism e Fism su relazioni Ccsvi e Sm

di Redazione

È iniziato all’Istituto di Clinica Neurologica dell’Università degli Studi di Trieste, Ospedale Cattinara, sotto la guida del professor Marino Zorzon

Parte anche a Trieste la fase operativa di sperimentazione dello studio epidemiologico multicentrico promosso e finanziato da Aism e dalla sua Fondazione per verificare la prevalenza della Ccsvi nella Sclerosi Multipla.
Le prime fasi dello studio sono state dedicate alla formazione dei sonologi selezionati per effettuare l’esame diagnostico, come da protocollo, e al reclutamento delle persone da esaminare presso i 42 centri che aderiscono allo studio. Tra i Centri partecipanti quello di Trieste presso l’Ospedale di Cattinara sotto la guida del professor Marino Zorzon dove, nell’Uco di Clinica Neurologica dell’Università degli Studi di Trieste  diretta dal Prof. Gilberto Pizzolato, si svolgono i primi esami sonologici per indagare la presenza e il ruolo della Ccsvi nelle persone con Sm.

Lo studio dell’Aism viene condotto a livello nazionale; è in cieco, quindi, sia l’esaminatore locale che effettua l’esame come l’esperto centrale che ne legge i risultati non sanno se l’esame riguarda una persona con Sm o una persona con altre patologie neurologiche o un controllo sano. Il campione è infatti costituito da un totale di 2000 persone delle quali 1200 con Sclerosi multipla, 400 persone sane e 400 con altre malattie neurologiche. Gli esiti definitivi saranno resi noti entro la fine del 2011 e andranno a verificare la possibile correlazione tra Ccsvi e Sclerosi multipla.

«Il punto di forza dello studio Fism è che va a identificare con scrupolosità massima e con rigore, tutte le caratteristiche del flusso venoso delle persone partecipanti», dichiara il dottor Nicola Carraro, neurosonologo che esegue gli esami e che è anche uno dei tutor responsabili della formazione nazionale degli altri sonologi dei Centri clinici partecipanti allo studio.

«La ricchezza dei dati, in questa fase, è fondamentale. Proprio per l’assenza, ad oggi, di dati certi e statisticamente significativi sulla possibile correlazione Ccsvi-Sm dobbiamo impegnarci per raccogliere informazioni superiori, in qualità e quantità, a quelle già presenti in letteratura sul flusso venoso extra ed intra cranico.  – prosegue Carrarro - Questo favorirà nel tempo, e in maniera diffusa su tutto il territorio nazionale, l’identificazione di dati concreti e certi per tutte le persone con patologie neuro generative. In generale è importante ricordare che i training formativi effettuati all’interno dello studio FISM sono veramente una scuola che lascerà in eredità, al di là dello studio, un  notevole rigore metodologico».

L’Azienda Ospedaliero-Universitaria di Trieste è inoltre uno dei 5 centri coinvolti in un ulteriore studio dell’Associazione sull’emodinamica venosa cerebrale diretto dal Professor Malferrari per individuare le caratteristiche tecniche di indagine più adeguate alla diagnostica di queste patologie.

L’Aism è l’unica Associazione e l’unico ente in Italia, oggi, che sta sostenendo la ricerca con un ingente investimento per capire quanto la Ccsvi incida sulla SM. L’Annual meeting Isnvd tenutosi a Bologna nei giorni scorsi ha confermato la necessità di ulteriori e più approfonditi studi di carattere diagnostico prima ancora che di carattere interventistico, come Aism sta facendo, per poter fornire al più presto certezze alle persone con Sm.

Lo studio Fism è decisivo anche perché prevede nella diagnosi la misurazione del flusso venoso intracranico, fondamentale nel paziente con Sm, che in altri studi non è stato ancora rilevato.

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