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21 dicembre 2014

CELIACHIA

Pilo (Aic): «Dal 2000 sosteniamo la pluralità dei canali distributivi del gluten free»

di Redazione

Caterina Pilo, segretario generale dell'associazione italiana celiachia, realtà che rappresenta la maggioranza dei celiaci del nostro Paese, condivide la petizione su change.org che chiede la distribuzione dei prodotti anche nei supermercati

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Hanno fatto notizia le 12mila adesioni raccolte nel giro di qualche giorno sul sito change.org ad iniziativa di Marina Pellizzari, mamma di un bambino celiaco che chiede al ministro della salute Lorenzin che i prodotti per l'alimentazione del figlio siano venduti anche al supermercato.  Caterina Pilo, segretario generale dell'associazione fondata da un gruppo di celiaci nel 1979, condivide la petizione e ricostruisce il panorama italiano.

«Dai primi anni 2000  AIC sostiene la pluralità dei canali distributivi, quindi la complementarità tra farmacia e GDO (supermercato), che è iniziata proprio in quegli anni nella regione Toscana, come prima esperienza. Oggi in Toscana il mercato del senza glutine è diviso circa a metà tra farmacia e grande distribuzione».

«I dati nazionali, in base alle regioni in cui oggi i celiaci possono avere i prodotti senza glutine erogati dal SSN anche in grande distribuzione, riportano il 30% del mercato in GDO e il 70% in farmacia. Il numero delle regioni aumenta, recente l'apertura dell'erogazione dei prodotti in GDO anche in Lombardia».

«Oggi AIC chiede di dare impulso alla distribuzione dei prodotti sg in GDO perchè in tempi di razionalizzazione della spesa sanitaria la riduzione dei costi dei prodotti (che si registra in GDO, vedi dati dell'Osservatorio AIC) diventa prioritario obiettivo, che infatti AIC ha inserito all'interno della Posizione che porta nei tavoli istituzionali, nazionali o regionali».

«La legge dello Stato esiste già, già dal 2001 il decreto Veronesi riportava la possibilità di distribuire i prodotti erogati in varie tipologie di distribuzione. Vero e che il canale GDO deve essere sviluppato nelle regioni che ancora non lo prevedono ed implementato in quelle che lo hanno già. Oggi , in tempi di spending review diventa ancora più urgente per ridurre i costi dei prodotti, che, e documentato , in GDO costano meno. Quindi l'interlocutore istituzionale oggi è l' amministrazione regionale, più che il ministro della Salute.

«AIC ha promosso gia dai primi anni duemila la diffusione della distribuzione in gdo e da allora ha inserito nella sua costante azione di sensibilizzazione delle istituzioni la promozione della distribuzione diversificata. La finalità di sensibilizzazione sul tema che la petizione fa e che ha avuto molto seguito nella rete e quindi un obiettivo condivisibile, sebbene poi gli strumenti di azione vera , efficace e concreta devono essere altri».

Nel 2010 è stato pubblicato il censimento dei celiaci italiani che puoi leggere cliccando qui.

 

TAG: Sanità

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