Verso i Giochi olimpici
A Milano scuole chiuse per le Olimpiadi: «Una scelta che è già una sconfitta»
La decisione della Prefettura di chiudere il 6 febbraio tutti gli istituti entro la circonvallazione esterna non è ancora stata confermata dal Comune. Paolo Limonta, presidente del Ciai: «È grave, l'inaugurazione dei Giochi non è più importante dell'istruzione». La rabbia di Legambiente Lombardia: «Persa l'occasione di puntare sulla mobilità dolce, si potevano trovare altre soluzioni». Ma il ministro Valditara sta con il Prefetto: «Scuole chiuse per un giorno? Un inconveniente sopportabile»
L’arrivo della torcia olimpica a Milano è incompatibile con la scuola. Il Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica della Prefettura ha infatti disposto la chiusura delle scuole di ogni ordine e grado per il 6 febbraio, giorno di inaugurazioni delle Olimpiadi invernali. La decisione finale spetta al Comune, che per ora prende tempo, ma famiglie, associazioni e politici hanno già iniziato un’operazione di pressione affinché, alla fine, gli istituti rimangano aperti.
Interessate dall’eventuale chiusura sono tutte le scuole di ogni ordine e grado che si trovano all’interno della circonvallazione esterna, quella dove passano le linee 90 e 91, delimitata da viale Cassala, viale Isonzo, viale Umbria, viale dei Mille, viale Abruzzi, viale Brianza, viale Lunigiana, viale Marche, viale Jenner, viale Monteceneri, viale Renato Serra, viale Murillo, viale Ranzoni, viale Bezzi, viale Misurata. Le ragioni addotte sono quelle di «ordine e sicurezza pubblica», ma anche di «ridurre l’impatto sul traffico cittadino», per il quale il Comitato ha suggerito agli Uffici pubblici di valutare la possibilità di favorire di lavoro da remoto.
Le voci di dissenso sono tante. «Sono assolutamente contrario, è sbagliato lasciar passare il messaggio che l’inaugurazione sia più importante di una giornata di scuola per bambini e ragazzi», dice a VITA Paolo Limonta, maestro in pensione e presidente del Centro italiano aiuti per l’infanzia. Oltre alle considerazioni sul rispetto del valore dell’istituzione scolastica, il problema principale è il disagio arrecato alle famiglie: chi lavora e non può fare smart working e ha figli piccoli che non possono stare a casa da soli, dovrà arrangiarsi. Dovrà spostarsi per portarli da parenti o amici, alimentando il traffico che si vorrebbe ridurre, oppure dovrà far venire a casa un babysitter, ammesso che la famiglia possa permetterselo. «È una decisione grave, non si mettono in discussione solo i diritti degli studenti, ma anche il rispetto per le famiglie. E non dimentichiamo che per tanti bambini che vivono in famiglie in condizione di povertà, il pranzo a scuola è l’unico vero pasto decente della giornata», aggiunge Limonta.
Per Barbara Meggetto, presidente di Legambiente Lombardia, l’eventuale chiusura delle scuole sarebbe sbagliata sotto ogni punto di vista. «L’evento in sé non sta offrendo nulla alle scuole milanesi. Chiedendo ai cittadini di età scolare di rimanere a casa si aumenta il disagio della comunità scolastica, famiglie comprese, che dovrebbe essere al centro di molte attività di questa grande occasione. Un’Olimpiade esclusiva come quella che chiude le scuole perde valore e dà un messaggio sbagliato», il suo affondo. Non solo: per la presidente di Legambiente, si tratta di un’occasione persa in termini di educazione alla mobilità dolce: «Avremmo preferito l’indicazione di non usare l’automobile, invitando per un giorno ad adottare modalità più compatibili con le innegabili difficoltà previste per quella giornata, ma in grado di dare continuità ai programmi scolastici. In questo senso, l’Olimpiade avrebbe offerto tutto il suo significato universale, che non può non comprendere l’attenzione all’ambiente e a stili di vita più sostenibili per tutti».
Nel frattempo, dal ministro dell’Istruzione si tenta di smorzare la questione. «Il discorso delle Olimpiadi è talmente rilevante che porterà a Milano decine e decine di capi di Stato e quindi credo che, se per un giorno le scuole saranno chiuse, dal momento che ci sarà un grande traffico, si potrà certamente sopportare questo inconveniente», ha detto Giuseppe Valditara in visita proprio a Milano all’Istituto comprensivo Marcello Candia, nel quartiere Corvetto. «Pensiamo invece alla risonanza mondiale che la città di Milano avrà e al fatto che lo sport verrà messo al primo posto per diversi giorni. Questo è molto importante, anche per i giovani».
In apertura: AP Photo/Alessandro Trovati/LaPresse
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