Inclusione
A Milano si torna a giocare per strada: oltre 300 eventi per garantire il diritto allo sport
Prende il via "Fuori campo", l'iniziativa che trasforma 60 piazze e parchi cittadini in palestre a cielo aperto e infrastrutture educative. Dallo skate al basket, dal parkour al rap un'alleanza tra Comune, fondazioni e 18 associazioni per coinvolgere i ragazzi che non possono, non riescono o non voglio accedere a percorsi sportivi o di formazione artistica. L'assessora allo sport, al turismo e alle politiche giovanili del Comune di Milano, Martina Riva: «Dobbiamo portare lo sport dove sono i giovani, non aspettare il contrario»
di Redazione
«Gli “sport di strada”, come breakdance, parkour, skate, sono spesso vittime di pregiudizi legati alla sicurezza del praticante e a una connotazione sociale negativa della “strada”». È per contrastare questo stigma che, nel 2024, Pietro Bersani e Giovanni Romano hanno fondato SIC Milano Asd, trasformatasi a inizio 2026 in Flow District Asd. «Vogliamo dare ai ragazzi degli strumenti per crescere sviluppando un rapporto sano con l’ambiente urbano, in modo che lo vedano come un luogo di cui riappropriarsi e di cui avere cura. In questo le nostre discipline permettono di vederlo in modo nuovo, diverso dal solito, mentre il fatto di essere a nostra volta giovani ci permette di entrare in sintonia con i ragazzi, evitando di apparire come dei maestri che bacchettano», raccontano.
È questo imprinting che ha permesso a Flow District di diventare uno dei 18 partner di “Fuori campo”, il programma di animazione sportiva nello spazio pubblico milanese dedicato ad adolescenti e giovani, con un focus particolare verso chi vive condizioni di fragilità sociale e culturale, promosso dall’assessorato allo Sport del Comune con Fondazione di Comunità Milano e il contributo di Fondazione Fiera Milano, Fondazione EOS – Edison Orizzonte Sociale, Fondazione Mazzola, Fondazione Milan e dello studio legale internazionale Chiomenti. Skate, basket, calcio, parkour, breakdance e baskin (basket inclusivo, giocato insieme da persone con e senza disabilità), laboratori artistici ed educativa di strada: il progetto, ha spiegato in sede di presentazione l’assessora allo sport, al turismo e alle politiche giovanili del Comune di Milano, Martina Riva, nasce da una convinzione semplice: «Non dobbiamo aspettare che i giovani vadano dove c’è lo sport, ma dobbiamo portare lo sport dove sono i giovani, perché non possiamo attendere che tutti abbiano le possibilità di accedere a un centro sportivo».
Un cambio di paradigma, cercando di creare una domanda a partire dall’offerta. Così, 60 punti della città – dal Parco Trotter ai campetti di basket del Corvetto, dal Parco Ponte Lambro a piazza Selinunte a San Siro, dal Parco Quarto Oggiaro vivibile al cortile dei caseggiati di via Consolini nel quartiere Gallaratese – diventeranno luoghi di aggregazione dove bambini e adolescenti possano mettersi in gioco, anche per la prima volta, in un percorso di apprendimento attivo e scoperta di sé attraverso lo sport, la pratica artistica e la condivisione di tempo e spazi con i loro coetanei. «Lo spazio pubblico diventa infrastruttura educativa», ha aggiunto Riva. «Le piazze e i giardini non sono solo luoghi di passaggio, ma di crescita e di relazioni»
Realizzato da 18 organizzazioni cittadine coordinate dalla società di pallacanestro femminile Sanga Milano, il palinsesto comprende oltre 300 eventi sportivi gratuiti e accessibili da qui alla fine dell’anno (qui il calendario) coinvolgendo i ragazzi non solo come destinatari ma anche come protagonisti, con percorsi di peer tutoring in ogni Municipio. «Eccellenza vuole condividere i propri valori, aprendosi all’incontro, per sopperire alle necessità laddove queste si manifestano. Eccellenza è dare la possibilità a ciascuno di tirare fuori le proprie potenzialità», ha detto Franz Pinotti, fondatore e tutt’oggi figura di riferimento della Sanga Milano.
E per tirare fuori le potenzialità di ragazzi che magari non hanno i mezzi economici per accedere a percorsi formativi sportivi o artistici, oppure che sono bloccati dalla paura di sentirsi esclusi a causa di disabilità o altre fragilità, “Fuori campo” avrà quattro “anime”. Innanzitutto, i presidi sportivi settimanali o mensili nelle vie e nelle piazze. Quindi le attività artistiche, per dare ai giovani la possibilità di vivere e e riappropriarsi dello spazio urbano attraverso la street art, dai graffiti alla musica rap. «Attività meno strutturate, come quelle proposte da “Fuori campo”, hanno un enorme vantaggio: permettono una quantità di ore di apprendimento e formazione non paragonabile, di gran lunga maggiore, rispetto alle magari quattro ore settimanali dei classici percorsi sportivi», il commento di Rocco Giorgianni, segretario generale di Fondazione Milan.
Terza anima, la cura della comunità, intesa come collaborazione con le realtà già presenti sul territorio, in modo tale da costruire una rete educativa diffusa che non si spegne mai. E infine, grande cuore del progetto è l’inclusione, declinata soprattutto in termini di accessibilità per persone con disabilità. «Lo sport», ha detto Christian Zavagli, responsabile di “Fuori campo” per Uildm (Unione iItaliana lotta alla distrofia muscolare Milano), «è un modo per far uscire i ragazzi di casa, per farli sentire parte gruppo, fargli stringere amicizie. Con questo progetto, promuoviamo uno sport inclusivo, in grado di creare degli spazi dove un ragazzo possa allenarsi e giocare senza sentirsi escluso».
Il progetto – esempio di una “filantropia collaborativa” che unisce realtà che hanno storie e percorsi variegati e che operano in settori diversi ma unite dalla convinzione che lo sport è una pratica sociale capace di unire le persone e abbattere barriere fisiche, culturali ed economiche – è anche un modo per cercare di creare una legacy di Milano-Cortina 2026 che vada oltre l’aspetto economico e urbanistico, creando un valore sociale duraturo nel tempo.
In apertura: foto di Fondazione di Comunità Milano
Nessuno ti regala niente, noi sì
Hai letto questo articolo liberamente, senza essere bloccato dopo le prime righe. Ti è piaciuto? L’hai trovato interessante e utile? Gli articoli online di VITA sono in larga parte accessibili gratuitamente. Ci teniamo sia così per sempre, perché l’informazione è un diritto di tutti. E possiamo farlo grazie al supporto di chi si abbona.