Cultura che cura

A teatro con la ricetta del pediatra

Presentati a Palazzo Reale i primi risultati di “Sciroppo di Teatro Milano e dintorni”, progetto che mira al benessere di bambini e ragazzi tra i 3 e gli 11 anni. Avviata a settembre l’iniziativa è promossa da Fondazione di Comunità Milano, Casa Ronald McDonald Italia e dal Teatro del Buratto con il Comune di Milano. Diciotto gli spettacoli ancora in calendario fino a primavera 2026 e nove i teatri coinvolti tra città e area metropolitana

di Antonietta Nembri

Metti un pomeriggio a teatro con i genitori e i fratelli. Tante risate e soprattutto un’esperienza comunitaria, guardando uno spettacolo pensato proprio per bimbi e ragazzini come te. Un momento di divertimento, ma non solo.

Tutto questo e molto di più è “Sciroppo di Teatro Milano e dintorni”, l’iniziativa partita e settembre che ha già portato a teatro oltre 1.800 bambini con le loro famiglie e che si concluderà a maggio 2026 dopo altri 18 spettacoli rivolti a una platea di piccoli dai 3 agli 11 anni. 

Dall’Emilia Romagna alla Lombardia

La particolarità di questo progetto, promosso da Fondazione di Comunità  Milano, Casa Ronald McDonald Italia e dal Teatro del Buratto con il Comune di Milano è quella di veder sancita anche in Lombardia l’alleanza tra pediatri e teatro. “Sciroppo di Teatro”, del resto è un marchio registrato per l’iniziativa nata in Emilia Romagna nel 2021 da un’idea di Silvano Antonelli e poi sviluppata da Ater Fondazione. 

da sx Fizzotti (moderatrice), Roti, Marchetti, Bertolè, Sacchi, Mantoan

Giovedì 11 dicembre, nella Sala Conferenze di Palazzo Reale, il luogo delle grandi mostre milanesi e della cultura “alta” della città si è tenuta la presentazione ufficiale dell’iniziativa e un primo bilancio dopo dieci spettacoli, con gli assessori comunali alla Cultura, Tommaso Sacchi e al welfare Lamberto Bertolè, il consigliere delegato della città metropolitana di Milano, Giorgio Mantoan.

Con loro il presidente di Fondazione di Comunità MIlano, Carlo Marchetti, il Dg di Casa Ronald McDonald Italia, Maria Chiara Roti, la presidente del Teatro del Buratto Lucia Salvati e la pediatra Raffaella Schirò, referente dell’associazione culturale pediatri della Lombardia – Acp (l’iniziativa ha il patrocinio anche della Società di Italiana Pediatria – Sip e del Sindacato Medici Pediatri di Famiglia – Simpef). 

Cultura e salute camminano insieme

Per l’assessore Tommaso Sacchi quella di cui si sono presentati i primi risultati «è un esempio straordinario di come cultura e salute possano camminare insieme. Milano ha bisogno di iniziative di questo tipo». Sacchi si è poi detto particolarmente orgoglioso del fatto di essere a Palazzo Reale per parlare di questo progetto «questa casa civica della cultura non è solo per le grandi presentazioni. Tante volte mi chiedono cosa mette in campo per i più piccoli. Ecco Sciroppo di Teatro è la risposta. E le realtà che promuovono il progetto non sono solo compagni di viaggio». L’assessore ha poi concluso auspicando un sostegno futuro per l’iniziativa. 

Un progetto che parte dalla collaborazione

Sulla stessa lunghezza d’onda anche l’assessore Lamberto Bertolè che ha sottolineato che «Sciroppo di Teatro ha il merito di partire dalla collaborazione tra diversi soggetti – dalle istituzioni culturali ai medici, dalle amministrazioni pubbliche al privato sociale – con l’obiettivo di costruire opportunità di riscatto, dedicate soprattutto ai più piccoli». Da parte dell’assessore al welfare anche una nota su Milano «città plurale in cui è difficile raggiungere le persone. Ma questo progetto risponde ad alcuni elementi  e supera anche diverse barriere di accesso».

Importanti anche le connessioni che si attivano come quelle del progetto Qubi, una rete di associazioni «a contrasto della povertà minorile ed educativa. Questo progetto ha il vantaggio di non seguire una logica riparativa, ma preventiva di costruzione di opportunità. La cultura non è un lusso», ha concluso Bertolè, «per questo la fruizione culturale va costruita con il Terzo settore».

I teatri e i comuni

Gli spettacoli si svolgono a Milano e in sei comuni dell’area metropolitana: Cassano d’Adda, Corsico, Melzo, San Donato Milanese, Segrate e Vimodrone. In modo da raggiungere un territorio densamente abitato con bisogni diversi dal punto di vista sociale e culturale e valorizzare i teatri “di zona”, enzimi di cultura capillare e accessibile.

Oltre al Teatro Bruno Munari gestito dalla Compagnia del Buratto, a Milano partecipano al progetto  Spazio 89, ArteVOX Teatro e Spazio PimOff. In area metropolitana aderiscono al programma: Comteatro (Teatro San Luigi) a Corsico; TECA (Teatro Cassanese) a Cassano D’Adda; Teatro Trivulzio a Melzo; Cinema Teatro Massimo Troisi a San Donato Milanese; Ditta Gioco Fiaba/Teatrio (Teatro A. Toscanini-Cascina Commenda) a Segrate e Industria Scenica (Everest – Spazio Cultura) a Vimodrone.

Un momento di uno spettacolo

«Quando abbiamo presentato il progetto abbiamo registrato un grande entusiasmo da parte dei nostri comuni», ha esordito il consigliere Giorgio Mantoan. «È un’occasione per i cittadini del territorio e lo Sciroppo di Teatro è una medicina senza effetti collaterali avversi o rischi di sovradosaggio. Il teatro», ha proseguito «aiuta ad acquisire competenze emotive e a costruire occasioni di socialità. La cultura del resto è una parte del benessere delle persone».

Un progetto per fare comunità

Il racconto di come il progetto Sciroppo di Teatro sia arrivato a Milano e hinterland è stato affidato a Carlo Marchetti e Maria Chiara Roti. Il presidente di Fondazione di Comunità Milano, ha ricordato: «Con Maria Chiara (Roti, Ad di Casa McDonald e consigliera della fondazione) all’inizio ci siamo detti “Chi meglio di noi può far partire questa iniziativa”. Il progetto è nelle corde di fondazione di Comunità Milano, rispecchia i nostri scopi perché noi siamo un ente indipendente che lavora in connessione con le realtà territoriali per fare “comunità”. E questo vuol dire rendere Milano un bel posto in cui stare». 

Alcuni bambini con il libretto e le “prescrizioni” (i voucher) per andare a teatro

Marchetti ha sottolineato poi gli obiettivi ambiziosi del progetto: «Il primo è testare un modello che unisca cultura, salute e welfare territoriale in una rete integrata che vede la collaborazione di organizzazioni anche molto diverse. Il secondo è ancora più impegnativo. Si tratta di sperimentare la cosiddetta prescrizione sociale. Quando un pediatra consegna il libretto con le nove ricette non sta “solo” suggerendo un’attività ricreativa: sta prescrivendo un’esperienza culturale come parte del percorso di crescita del bambino e di benessere dei suoi adulti di riferimento».

Un impatto misurabile

Il presidente ha anche annunciato che sull’intero progetto sarà realizzato un «monitoraggio indipendente, che abbiamo fortemente voluto» ha chiosato. L’obiettivo è verifica l’impatto culturale e socio-sanitario di Sciroppo di Teatro a Milano e dintorni.

Teatro come esperienza familiare

Maria Chiara Roti nel ricordare le sue origini a Reggio Emilia, dove iniziò a frequentare il teatro da bambina insieme alla nonna «con il passare degli anni mi sono resa conto che mia nonna aveva pianto un seme nella mia vita, da allora ho sempre cercato il teatro e quando ho sentito parlare del progetto non potevo che accoglierlo».

Roti ha poi aggiunto: «Casa Ronald McDonald si occupa di accogliere famiglie nel momento acuto e grave della malattia di un bambino. Ma c’è un prima e un dopo la cura, e questo progetto Sciroppo di Teatro si inserisce nel nostro percorso di Family Centered Care, prima della cura. Famiglia e cultura come prevenzione e medicina. Anche nelle Case Ronald in tutta Italia stiamo inserendo elementi di welfare culturale come sculture, dipinti, evocazioni, per alleviare, consolare, ispirare».

Da sx, Fizzotti, Schirò, Salvati, Roti, Marchetti, Mantoan

«Il teatro ha la capacità unica di creare uno spazio di ascolto, immaginazione e condivisione, in cui grandi e piccoli possono ritrovare tempo di qualità insieme». ha osservato Lucia Salvati, presidente del Teatro del Buratto.

E ha aggiunto: «Crediamo che la cultura sia un ingrediente fondamentale per la crescita delle nuove generazioni, e che per questo sia indispensabile un dialogo costante tra diversi settori — sanitario, educativo, sociale e artistico — affinché ciascuno possa contribuire, con le proprie competenze, a un percorso comune di cura e sostegno».
Salvati ha definito la costituzione della rete dei teatri della città metropolitana e questa lunga stagione inter-teatrale (28 spettacoli da settembre 2025 a maggio 2026) un «altro piccolo miracolo».

«Che il teatro faccia bene lo sappiamo», ha detto Raffaella Schirò, pediatra referente Acp per la Lombardia.
«Quello che è differente in questo progetto è la condivisione in famiglia, la promozione della relazione e della genitorialità. Prescrivere il teatro significa riconoscere che la salute passa anche attraverso la cultura: cioè la bellezza, il gioco e la sua condivisione. È un gesto simbolico, ma anche profondamente concreto, che rafforza il legame tra famiglie, territorio e comunità educante».

Come funziona

Durante una qualsiasi visita medica ai piccoli di casa i pediatri aderenti a Sciroppo di Teatro Milano e dintorni – 70 i medici che hanno aderito – possono “prescrivere” un pomeriggio a teatro.

Il pediatra consegna un libretto che contiene nove “ricette”, nient’altro che un voucher da presentare alla cassa del teatro per accedere in sala alla cifra simbolica di 3 euro. Il libretto, illustrato in modo elegante e delicato da Matteo Pagani, descrive anche gli effetti benefici del teatro proprio come farebbe il “bugiardino” di qualunque medicina, ma senza controindicazioni.

Nell’immagine in apertura uno degli spettacoli già presentati – Tutte le immagini sono da Ufficio stampa

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