Essere benefit
Alla Maugeri misuriamo quanto i pazienti si sentono presi in carico
Fu tra le primissime societàbenefit italiane, a lungo tra le più grandi (fattura oltre 311 milioni di euro), certamente è la big nel settore sanitario. Ics Maugeri Spa Sb è un gruppo nazionale con base a Pavia ma presente in sette regioni, dedicato alla medicina riabilitativa, con 4.300 professionisti e 24 strutture sanitarie, di cui nove sono Irccs, ossia “di ricovero e cura a carattere scientifico”, oltre a un Centro ricerche ambientali. Recentemente premiato dal Salone della Csr col "Premio Impatto". Parla la Csr e Quality assurance director, Simona Bisio
È stata la prima e più grande società benefit del settore sanitario, avendo abbracciato questo profilo contemporaneamente all’arrivo della legge italiana, nel 2016. Ed è stata a lungo tra le più grandi, con gli oltre 300 milioni di fatturato (oggi 311). Certamente lo è ancora nel settore sanità: Ics Maugeri Spa Sb, gruppo nazionale con base a Pavia ma presente in sette regioni, dedicato alla medicina riabilitativa, con 4.300 professionisti e 24 strutture sanitarie, di cui nove sono Irccs, ossia “di ricovero e cura a carattere scientifico”, oltre a un Centro ricerche ambientali.
«La scelta è stata una dichiarazione anticipata di responsabilità verso la rendicontazione e la coerenza con i valori originari della Fondazione Salvatore Maugeri», spiega oggi Simona Bisio, Csr e Quality assurance director del Gruppo.

Che cosa significa essere benefit in sanità?
Nel mondo sanitario, la generazione di beneficio comune è insita nel core stesso dell’attività. Per noi significa offrire le migliori cure ai pazienti, supportare i caregiver, garantire sicurezza agli operatori e operare con un approccio scientifico basato sulla ricerca. I nostri nove Irccs in rete con gli altri Istituti fanno ricerca e diffondono le migliori conoscenze, in base ai pilastri del nostro impegno proprio in quanto impresa benefit.
Scegliendo questa forma vi obbligate a presentare il bilancio di impatto.
Oltre all’obbligo giuridico, per noi la misurazione dell’impatto è parte integrante del modo di prenderci cura delle persone. Misuriamo costantemente parametri quali efficacia clinica, qualità di vita restituita e autonomia riconquistata. Vogliamo che il “beneficio” sia leggibile anche dal punto di vista dei pazienti, non solo degli addetti ai lavori. Promuoviamo la salute come bene pubblico, a prescindere dal modello di remunerazione regionale. L’obiettivo, nel rispetto della sostenibilità economica, è migliorare continuamente gli esiti e il valore generato per la persona.

Come misurate l’impatto della ricerca?
Dal punto di vista tecnico, lo misuriamo in termini di impact factor e di pubblicazioni scientifiche, ma anche attraverso la presenza dei nostri professionisti nei tavoli istituzionali, la partecipazione a congressi, con la definizione di linee guida e la formazione degli futuri operatori sanitari. Misuriamo quanto la nostra ricerca si traduce in diffusione culturale, crescita professionale e modelli clinici innovativi.
A proposito di modello clinico, al Salone della CSR 2025 avete ricevuto il Premio impatto per il fatto che mettete la vostra metodologia a disposizione di tutti.
Il premio ha riconosciuto il nostro sistema di misurazione degli esiti dei protocolli diagnostico-terapeutico-riabilitativi. Il modello è condiviso con la comunità scientifica, formiamo gli specializzandi su queste procedure e le scale di funzione d’organo utilizzate seguono standard internazionali. Il progetto è quindi scalabile e replicabile in qualunque struttura.
Qual è il progetto a cui è più legata?
Quello sulla misurazione dell’impatto sociale percepito da pazienti e caregiver. Provengo
dal mondo dell’assicurazione della qualità in azienda quindi, per me, qualità significa anzitutto mettere l’organizzazione al servizio dei bisogni e delle aspettative dell’utente. I nostri pazienti, in particolare quelli cronici, hanno bisogno di un riferimento costante: misurare quanto si sentono presi in carico, orientati e accompagnati è il vero indicatore del nostro impegno verso il miglioramento continuo.

Di società benefit a 10 anni dalle legge che inserisce questo profilo nell’ordinamento italiano, si occupa la sezione ProdurreBene nel numero di Dicembre-Gennaio di VITA, che potete scaricare qui. Intervengono Marco Morganti, presidente di Assobenefit, Stefano Zamagni, Mario Calderinie Matteo Pedrini, economisti, Lara Ponti, vicepresidente di Confindustria e Nicoletta Alessi di GoodPoint.

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