Giustizia

Attività in carcere, il Dap corregge il tiro

Il Dipartimento dell’amministrazione penitenziaria ha emesso una nuova circolare che aggiusta la discussa direttiva emanata lo scorso 21 ottobre da Ernesto Napolillo. Il documento firmato il 1 dicembre dal direttore generale dei detenuti e del trattamento ridisegna le regole per l’ingresso della comunità esterna nelle carceri: il Dap avrà massimo 48 ore di tempo per concedere il nulla-osta alle attività, sia rivolte a detenuti dell’alta sicurezza sia a ristretti della media sicurezza, se nell’istituto di pena è presente la sezione di alta sicurezza. Luciano Pantarotto (Confcooperative Federsolidarietà): «Questo documento precisa un aspetto molto importante: i tempi erano precedentemente vaghi e ciò avrebbe messo in difficoltà la realizzazione di qualsiasi evento»

di Ilaria Dioguardi

A distanza di 40 giorni dalla circolare a firma Ernesto Napolillo, direttore generale dei detenuti e del trattamento, una nuova direttiva aggiusta il tiro sulle attività trattamentali, chiarendo alcuni dubbi e scrivendo nero su bianco quali sono i tempi di risposta del Dap alle richieste per le attività trattamentali. La precedente circolare faceva passare per Roma le autorizzazioni per gli eventi negli istituti in cui è presente l’alta sicurezza, anche se riguardava le sezioni di media sicurezza, facendo riferimento ad un tempo “congruo” di risposta.

«Questo documento precisa un aspetto molto importante: i tempi erano precedentemente vaghi e ciò avrebbe messo in difficoltà la realizzazione di qualsiasi evento, anche nella media sicurezza», dice Luciano Pantarotto, coordinatore del gruppo di lavoro Giustizia di Confcooperative Federsolidarietà. «Inoltre, la direttiva conferma un’attenzione specifica alle attività trattamentali all’interno dei circuiti dell’alta sicurezza, per le quali determina, da parte del Dipartimento, le stesse tempistiche di risposta previste per la media sicurezza. Ma le attività non vedono quasi mai la partecipazione contemporaneamente di ristretti dell’alta sicurezza e della media sicurezza», precisa Pantarotto, «forse sarebbe stato opportuno specificare che il nulla-osta del Dap era previsto nel caso in cui l’evento prevedeva la partecipazione di detenuti di entrambi i circuiti».

L’”autorizzazione” diventa “nulla-osta”

Sparisce la parola «autorizzazione», al suo posto troviamo «nulla-osta». «Ogni riferimento all’autorizzazione contenuto nella circolare del 16 luglio 1997 e nella nota del 21 ottobre 2025 deve sempre intendersi quale richiesta di “nulla-osta” da parte dell’amministrazione», si legge nella circolare datata 1 dicembre 2025. Dopo settimane di difficoltà, polemiche e incertezze, il documento chiarisce che il potere di autorizzazione spetta «in modo esclusivo» al magistrato di sorveglianza, come previsto nell’articolo 17 dell’ordinamento penitenziario. Mentre il nulla-osta dell’amministrazione penitenziaria ha lo scopo di «valutare la compatibilità dei modelli organizzativi» con le esigenze di sicurezza, ma è il magistrato a prendere la decisione finale.

La circolare “Circuito media sicurezza – partecipazione della Comunità esterna alla vita detentiva intramurale” del 1 dicembre 2025:

Il Dap risponde a «interessi collettivi e d’apparato amministrativo»

 La circolare spiega che il nulla-osta amministrativo e l’autorizzazione del magistrato – «afferiscono a momenti differenti della sequenza procedimentale», dicendo che il primo risponde a «interessi collettivi e d’apparato amministrativo», deve verificare che il carcere abbia gli spazi e le risorse per l’organizzazione dell’evento. Il secondo deve «ponderare e valorizzare le esigenze personologiche e individuali delle scelte trattamentali», secondo il principio di «massima espansione dei diritti». «Il Dap non ha un’autorità superiore al magistrato di sorveglianza, è un’amministrazione, quindi deve amministrare la vita all’interno degli istituti, ma non può andare contro la legge», sottolinea Pantarotto.  

Dai tempi «congrui» alle 48 ore

La circolare di ottobre aveva parlato genericamente di «congruo anticipo», senza specificare i giorni. Le istanze vanno trasmesse «entro e non oltre sette giorni prima dell’evento», pena l’inammissibilità. La correzione della circolare firmata il 1 dicembre tiene conto delle obiezioni dei magistrati di sorveglianza, che avevano sottolineato come i cinque giorni precedentemente previsti fossero troppo pochi per valutare le proposte. La richiesta di nulla-osta deve contenere: data, spazi utilizzati, durata dell’iniziativa, numero complessivo dei detenuti coinvolti negli eventi e relativi circuiti di appartenenza. Per gli eventi che coinvolgono anche detenuti di alta sicurezza serve la lista nominativa di tutti i detenuti allocati in alta sicurezza, l’elenco dei partecipanti della comunità esterna e il parere della Direzione. L’amministrazione deve rispondere alla richiesta «al massimo entro due giorni lavorativi». Pantarotto precisa che «questo è un impegno da parte del Dap, devono esserci obbligatoriamente risposte entro 48 ore lavorative».

Dal «nessuna marcia indietro» di Nordio alla circolare

«Questa circolare ci ha stupito perché il ministro della Giustizia Carlo Nordio aveva affermato, di recente, che non ci sarebbe stata “nessuna marcia indietro” riguardo alla circolare del 21 ottobre scorso», dice Pantarotto. «A volte non si conosce bene il carcere e si rischiano di scrivere dei documenti che non rispecchiano la realtà del contesto che si vuole regolamentare».

L’invito ad agevolare la partecipazione alla rieducazione

Il documento chiarisce l’ambito di applicazione. Il nulla-osta della direzione generale serve «per i soli istituti penitenziari con circuiti a gestione dipartimentale (alta sicurezza, collaboratori di giustizia, 41-bis)», anche se l’evento riguarda solo detenuti di media sicurezza. Nelle carceri in cui ci sono solo detenuti di media sicurezza, le competenze restano ai provveditorati regionali. Inoltre, specifica che «rimangono assolutamente invariate tutte le modalità gestionali già adottate dai singoli istituti nel dialogo tra direzioni, aree educative e comunità esterna». E sottolinea che gli istituti devono «agevolare quanto più possibile la partecipazione all’azione rieducativa dei cittadini, delle associazioni e delle istituzioni, fornendo ausilio necessario, snellendo le procedure».
Il documento anticipa che è in arrivo «successiva lettera circolare in tema di “ricognizione best practices e attività progettuali rilevanti».

Foto di Larry Farr su Unsplash

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