La settimana parlamentare
Aziende pubbliche di servizi alla persona, il disegno di legge del Cnel mette ordine nelle ex Ipab
Il dl 2338 punta l'obiettivo sulle Asp nate a partire dalla legge 328/2000. Si va a modificare il Codice del Terzo settore. Si introduce il regime di esenzione dalle imposte di registro, catastali e ipotecarie. Prevista la possibilità di trasferire anche alle Asp i beni confiscati
La settimana parlamentare è dedicata al disegno di legge 2338 “Disposizioni in materia di aziende pubbliche di servizi alla persona” presentato dal Consiglio nazionale dell’economia e del lavoro – Cnel, sul ruolo delle aziende pubbliche per i servizi alla persona istituite a livello regionale in attuazione del decreto legislativo n.207 del 4 maggio 2001.
Quale ruolo per le Asp
Nella relazione di presentazione della proposta di legge si legge della volontà del Cnel di avviare un’indagine sul ruolo delle Agenzie pubbliche per i servizi alla persona – Asp visto che l’ultima indagine svolta in materia di istituzioni pubbliche di assistenza e beneficenza – Ipab risale al 1998. In quella sede emerse il fondamentale ruolo che le Ipab rivestivano nel settore dei servizi socio assistenziali con oltre 4.000 istituzioni esistenti, un patrimonio immobiliare pari a più di 50 miliardi di euro, 60mila operatori di cui due terzi dediti all’assistenza.
Nella relazione si ripercorre il percorso che portò alla trasformazione delle Ipab avviato con la legge 328/2000 (legge quadro per la realizzazione del sistema integrato di interventi e servizi sociali) in enti di diritto privato (fondazioni o associazioni riconosciute) o in aziende pubbliche di servizi alla persona – Asp.
Queste ultime a seguito della modifica nel 2001 del Titolo V della Costituzione sono state successivamente oggetto di disposizioni normative da parte delle rispettive Regioni di appartenenza come previsto dall’articolo 10 del legge 328/2000 e dal decreto legislativo n. 207/2001.
La specificità della natura giuridica delle ex Ipab
In questo percorso di trasformazione, si legge sempre nella relazione del Cnel, il Parlamento non ha provveduto a contemplare la specificità della natura giuridica delle ex Ipab trasformate in Asp, di fatto escludendole dai provvedimenti relativi agli ambiti attinenti ai servizi pubblici locali.
A 25 anni dall’approvazione della 328/2000 – scrive sempre il Cnel – emerge la necessità di procedere a un intervento normativo per integrare e completare un quadro di riferimento generale in grado di rendere quanto più possibile sistemico il significativo apporto che le oltre 500 Ipab e le Asp (censite nell’Indice dei domicili digitali della pubblica amministrazione e dei gestori dei pubblici servizi) conferiscono alla rete dei servizi socio-sanitari.
Più integrazione nei rispettivi sistemi locali, maggiore partecipazione alla elaborazione e programmazione dei piani sociali territoriali e, non ultimo, il potenziamento delle capacità di innovazione progettuale.
Nei sei articoli della proposta di legge
Viene introdotto il regime di esenzione dalle imposte di registro, catastali e ipotecarie e dell’imposta sull’incremento del valore degli immobili che non aveva trovato spazio nel decreto legislativo del 2001, e si prevede altresì l’esenzione dall’imposta comunale propria.
Si introduce una modifica nel codice del Terzo settore per chiarire in via definitiva, ai soli fini ordinamentali, che i soggetti di diritto privato risultanti dai processi di trasformazione delle Ipab sono esclusi dall’ambito di applicazione del codice del Terzo settore, come già vale per le ex Ipab trasformatesi in Asp.
I rapporti con gli enti locali
Non solo, si chiarisce che anche per le Asp la nomina da parte delle pubblica amministrazione degli amministratori si configura come “mera designazione intesa come espressione della cittadinanza e non si configura come mandato fiduciario con rappresentanza, sicché è sempre esclusa qualsiasi forma di controllo da parte di quest’ultima”.
Si colma una lacuna del codice dell’antimafia che disciplina il procedimento di destinazione dei beni immobili confiscati alla criminalità organizzata prevedendo che gli immobili confiscati possano essere trasferito anche alle Asp.
Sempre per rafforzare la rete locale dei servizi alla persona, all’art.4 si va a modificare le norme del decreto legislativo 201/2022 per conferire agli enti locali la possibilità di attivare accordi di collaborazione e cooperazione con le Asp in attività di interesse comune e per la realizzazione di specifici servizi.
In apertura il presidente del Cnel, Renato Brunettag – Foto di Stefano Carofei/Sintesi
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