Credito di prossimità

Bce vuol semplificare le norme per le piccole banche. Federcasse: «Così noi più competitive»

Francoforte propone, con 17 "Raccomandazioni" alla Commissione europea, di rendere più semplice la normativa per le piccole banche e la federazione del credito cooperativo esulta. Per il presidente Dell'Erba, i documenti «molto interessanti e promettenti» sono volti «a rimuovere gli ostacoli alla competitività delle banche dell'area dell'euro»

di Giampaolo Cerri

La Banca centrale europea – Bce propone a Commissione, Parlamento e Consiglio europeo di semplificare la normativa bancaria per le piccole banche e Federcasse, l’organismo di rappresentanza del credito cooperativo italiano, esulta.

Ieri a Francoforte, il Consiglio direttivo della Bce ha infatti approvato 17 Raccomandazioni formulate dalla Task force di Alto livello sulla semplificazione del quadro europeo di regolamentazione prudenziale, qui la nota di Bankitalia, vale a dire quel complesso di norme che ancorano l’esercizio del credito a forti garanzie patrimoniali, il cosiddetto capitale di vigilanza, con l’obiettivo di rendere sicuro il sistema bancario, mettendolo al riparo dai rischi di credito, di mercato e operativi.
Secondo molti osservatori l’applicazione relativamente poco differenziata di queste norme è un errore che rischia di appesantire la gestione delle banche locali e di piccole dimensioni, per l’eccessiva complessità del quadro normativo a cui vanno soggette.

Le parole del presidente di Federcasse

Nella città tedesca c’era, ieri, anche Augusto Dell’Erba, il presidente di Federcasse, che ha subito dettato alle agenzie una dichiarazione: «Valutiamo molto interessanti e promettenti le 17 Raccomandazioni formulate dal Consiglio direttivo della Bce e volte a rimuovere gli ostacoli alla competitività delle banche dell’area dell’euro e che impongono loro un onere eccessivo con il rischio di ostacolare la capacità delle banche di minori dimensioni di fornire servizi all’economia reale e contribuire in tal modo alla coesione sociale».

Cara Europa, sembra dire fra le righe Dell’Erba, con questo livello di regolamentazione restrittiva, eccessiva per noi istituti di dimensioni medio-piccole e locali, ci impedisci di fare al meglio il nostro lavoro di banche di prossimità.

Federcasse
Augusto dell’Erba, presidente della Federazione Italiana Banche di Credito Cooperativo – Federcasse

In particolare, secondo una nota di Federcasse, «la proposta di introdurre un regime prudenziale significativamente semplificato per le banche di minori dimensioni da parte della Bce segna un passo in avanti significativo nel realizzare in modo strutturale i principi di proporzionalità e di adeguatezza nell’ambito dell’Unione bancaria».

Le speranze della Raccomandazione 3: allargare il perimetro delle “piccole”

Secondo il presidente, «particolarmente interessante appare tra le altre la Raccomandazione n. 3 in materia di semplificazione e proporzionalità per le banche definite piccole e non complesse (secondo la definizione del Crr)».
Che cosa prevede? Propone di ampliare in modo prudente il grado di proporzionalità nell’Unione europea nell’ambito dell’attuale regime delle banche piccole e non complesse (definite le Small and non Complex Institutions-Snci) «anche ampliando il perimetro delle piccole banche ammissibili attraverso un innalzamento dell’attuale soglia di 5 miliardi (del totale delle attività, ndr) di euro previsto dal regime per le Snci, nonché estendendo l’ambito di applicazione delle norme semplificate», spiega la nota di Federcasse. Ossia, le Raccomandazione potrebbero suggerire di innalzare i limiti delle attività delle banche piccole, allargandone il perimetro, e consentendo quindi un’operatività maggiore a un più ampio numero di istituti.

Prossime tappe: proposta di Commissione a Parlamento e Consiglio

A questo punto, la Bce presenterà alla Commissione europea le sue valutazioni e Consiglio e Parlamento delibereranno.
Secondo Federcasse, queste proposte di semplificazione «scaturiscono anche dalla constatazione, da parte delle autorità, che gli standard del Comitato di Basilea siano stati concepiti per le banche attive a livello internazionale, ma che l’Ue ha deciso di applicarli a tutte le banche nel tentativo di raggiungere un quadro normativo unificato» e che «ciò ha però dato origine a un’eccessiva complessità».
Per la federazione della Bcc «le norme che potrebbero essere varate dovrebbero consentire alle banche più piccole di trarre vantaggio da un approccio che garantisca un migliore equilibrio tra stabilità (che deve essere costantemente perseguita) e oneri normativi non necessari, anche in linea con quanto realizzato o si sta realizzando in altre giurisdizioni come il Regno Unito, la Svizzera e gli Stati Uniti».

Nei prossimi giorni, fanno sapere da Federcasse, «un’analisi ulteriormente approfondita verrà condotta anche in collaborazione con le due capogruppo, Bcc Iccrea e Cassa Centrale, e anche con le federazioni locali (è organizzata su base regionale) e le Bcc-Casse rurali.

Nella foto dei apertura, di Matthias Schrader per Associated Press / LaPresse, la presidente della Bce, Christine Lagarde.

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