Filantropia a impatto

Buoncampo 2026: vincono quattro idee che rigenerano il Sud

C’è tanta creatività all’opera nei progetti vincitori del Premio promosso dalla Fondazione Vincenzo Casillo. Altri tre hanno ricevuto la menzione speciale per la loro capacità di rafforzare il tessuto sociale e culturale nel Mezzogiorno. Ai vincitori andrà un sostegno complessivo di 50mila euro. Saranno 1.300 i beneficiari potenziali delle 62 iniziative candidate. Cardenia Casillo: «Offrire ai giovani, non solo risorse, ma anche esempi di lavoro condiviso, di responsabilità, di cura»

di Nicola Varcasia

Scegliere è stato difficile. Ma necessario. Così, dopo un paziente lavoro, la giuria ha selezionato i quattro progetti vincitori del Premio Buoncampo 2026. Assieme a quelli meritevoli di una menzione speciale si ripartiranno i 50mila euro messi a disposizione dalla Fondazione Vincenzo Casillo per quegli enti capaci di impegnarsi in modo originale nella tutela del bene comune. Un lavoro difficile, perché erano stati 62 quelli presentati da varie regioni del Sud. Passarli brevemente in rassegna fa capire in un lampo il purpose di questa iniziativa filantropica nel Sud Italia.

Rigenerazioni

Trasformare l’antico borgo di Petrizzi (Catanzaro) in un laboratorio dove giovani, cittadini, artisti e studiosi collaborano per generare ecosistemi creativi sostenibili. Questa l’innovativa visione valsa il premio al progetto Echo del Sud, presentato dalla capofila Makros. Avviare la costituzione della Consulta Giovanile della Riserva Mab Alto Molise, attraverso un percorso di empowerment rivolto ai giovani dei 7 comuni costituenti la Riserva è l’impegno della capofila Intramontes nel progetto Giovani e Biosfera, volto a favorire la valorizzazione del patrimonio locale anche attraverso reti di collaborazione.

Da sinistra, Marilù Ardillo e Cardenia Casillo nella cerimonia di premiazione

Legami

San Pio Social Street è il terzo progetto vincitore, presentato dalla capofila Fucina Salentina, che mira a creare le prime Social Street guidate da giovani nella città di Lecce all’interno del quartiere San Pio. Con lo scopo di rafforzare i legami sociali, organizzare iniziative locali, condividere informazioni o competenze e creare relazioni di fiducia. Ultimo, ma primo come gli altri, il progetto Molfetta Inclusive Sailing, ancora in Puglia, presentato da Contasudinoi. L’idea è quella di unire turismo sociale, formazione esperienziale e inclusione attiva. Per dare l’opportunità ai giovani con disabilità di trasformarsi in skipper e narratori del paesaggio costiero.

Prendersi cura

Non è un caso se l’incontro per celebrare i vincitori svoltosi presso Casillo Group, a Corato, in provincia di Bari, abbia ispirato i presenti, chiamando anche chi non ha vinto a diventare un “coltivAttore”.

Lo ha spiegato bene Cardenia Casillo, presidente della Fondazione: «Un premio è prima di tutto una possibilità concreta: una risorsa, un sostegno per portare avanti il proprio lavoro nei territori. Ed è giusto che sia così, perché chi lavora ogni giorno sul campo sa quanto siano preziose – e spesso difficili da reperire – le risorse necessarie per rispondere ai bisogni delle persone».

Un successo nel tempo

Ma Buoncampo nasce dal desiderio di andare un po’ più in profondità: «Nasce dalla consapevolezza che le risorse economiche da sole non bastano. Che il vero impatto non dipende solo da quanto si ha, ma da come quelle risorse vengono pensate, condivise e utilizzate nel tempo», ha sottolineato Casillo, aggiungendo che «un elemento per noi fondamentale che dà senso a tutto questo è rappresentato dalle nuove generazioni. Buoncampo nasce anche pensando a loro, perché il modo in cui oggi costruiamo risposte, collaborazioni e visioni comuni è il modo che stiamo trasmettendo a chi verrà dopo di noi. Se vogliamo che i giovani abitino territori più giusti, più inclusivi e più capaci di costruzione e generatività, dobbiamo offrire loro non solo risorse, ma esempi di lavoro condiviso, di responsabilità, di cura», ha aggiunto la presidente.

Se vogliamo che i giovani abitino territori più giusti, più inclusivi e più capaci di costruzione e generatività, dobbiamo offrire loro non solo risorse, ma esempi di lavoro condiviso, di responsabilità, di cura.

Cardenia Casillo, presidente Fondazione Vincenzo Casillo

Numeri parlanti

Prendersi cura significa dunque generare impatti. Ecco allora spiegato in numeri quelli generati da questa edizione del Premio: i 62 progetti candidati hanno coinvolto 190 enti,  con un potenziale di 1.300 beneficiari diretti e di circa 5mila indiretti. 73 le città intercettate, 197 le aree tematiche proposte e 50mila euro complessivi il sostegno economico da ripartire tra progetti vincitori e menzioni speciali. Sì, perché oltre ai vincitori, come si accennava, il team di valutazione composto dalla presidente  Cardenia Casillo, da Marilù Ardillo (responsabile comunicazione della Fondazione), da Silvia Ferrero (social project manager) e da Tommaso Parisi (progettista sociale), ne ha identificati altri tre a titolo di menzione speciale a quali viene riservato un piccolo contributo economico.

I menzionati speciali

I giurati hanno voluto riconoscere l’originalità di Peace Talks, a cura di Dandelion Social Innovation Lab, che propone interviste e podcast in cui i giovani dialogano sui temi della pace. Poi di Raccontiamo il pianeta, presentato da Radioimmaginaria, che allestirà una postazione radiofonica al Pianeta Mare Festival di Napoli per farne un’iniziativa di educazione ambientale per gli adolescenti. E infine di Reti di cura.

Marilù Ardillo dialoga con Alberto Fornasieri

Volontariato per la vulnerabilità, in Abruzzo, dove l’associazione I girasoli promuove la cultura del volontariato tra i giovani anche grazie ad un percorso riabilitativo equestre per le pazienti oncologiche. Come ha affermato in un apprezzato intervento il professor Alberto Fornasari dell’Università di Bari, bisogna continuare a coltivare presenza per sostenere i giovani, combattuti tra isolamento, tecnologia e comunità.

Infatti Buoncampo continua e tutte le organizzazioni interessate possono continuare a iscriversi sull’omonimo portale ideato e curato dalla Fondazione dal 2018 per costruire un luogo di incontro tra non profit, imprese, scuole, volontari e cittadinanza.

Le foto di questo servizio sono di Fondazione Vincenzo Casillo.

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