Comunicazione sociale

Campagna contro il lavoro nero, giovani aclisti premiati

«Mette al centro i giovani come protagonisti del cambiamento sociale», con questa motivazione la Fondazione Pensiero solido ha assegnato alle Acli il premio "Comunicazione costruttiva 2025" per la campagna dedicata al lavoro nero e ideata proprio dai giovani aclisti insieme ai Radicali italiani. Il presidente Manfredonia: «I giovani non sono il futuro, sono il nostro presente e le Acli hanno scelto di investire in maniera strutturale sulle nuove generazioni»

di Giampaolo Cerri

Premio nazionale comunicazione costruttiva 2025 alle Acli. Il riconoscimento, assegnato dalla Fondazione Pensiero Solido, fondata e presieduta da Antonio Palmieri, e quest’anno intitolato Comunicare giovane, «valorizza le realtà capaci di dialogare con le nuove generazioni e di promuovere una comunicazione orientata al bene comune».

La giuria ha premiato il lavoro dell’Acli «nel mettere al centro i giovani come protagonisti del cambiamento sociale e, accanto a ciò, ha riconosciuto anche il valore della campagna dei Giovani delle Acli contro il lavoro nero, realizzata insieme ai Radicali italiani».

Un’immagine della campagna

Manfredonia e Romagnoli presenti

Alla cerimonia erano presenti Emiliano Manfredonia, presidente nazionale Acli, e il coordinatore nazionale dei Giovani, Simone Romagnoli.

Nel suo intervento, Manfredonia ha ribadito che «i giovani non sono il futuro, sono il nostro presente e le Acli hanno scelto di investire in maniera strutturale sulle nuove generazioni adottando, nell’ultimo Congresso, la Youth Policy, un impegno che orienta tutta l’azione sociale dell’associazione. Puntiamo così tanto sui giovani perché vogliamo che la maggioranza dei cittadini – e quindi dei futuri cittadini – torni a sentirsi coinvolta nella cosa pubblica, a far sentire la propria voce, senza la disillusione che “non serva a nulla”. Solo ricostruendo fiducia e partecipazione possiamo riportare le persone a essere parte attiva della democrazia, anche attraverso il voto».

Emiliano Manfredonia, presidente Acli

Romagnoli ha aggiunto: «Il cambiamento inizia quando smettiamo di rimandare i diritti e iniziamo a riconoscerli. Perché finché accetteremo che qualcuno possa dire ancora ai giovani “poi vediamo”, quel poi non arriverà mai. La campagna l’abbiamo realizzata in collaborazione con i Radicali Italiani e nasce dall’idea che i diritti, quando vengono nominati ad alta voce, iniziano a fare rumore»

Sottolinea poi una nota aclista che «il riconoscimento conferma l’impegno dell’associaizone nel costruire una comunicazione che dà spazio ai giovani, li rende protagonisti e li sostiene nel rivendicare diritti, dignità e cittadinanza attiva. Le Acli continueranno a investire sulle nuove generazioni affinché possano essere non solo destinatari ma costruttori del futuro democratico del Paese».

La foto in apertura è di Valentina Stefanelli/LaPresse.

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