Un altro 8 marzo
Cancro al seno, in 25 foto il dopo che diventa speranza (e ricerca)
In occasione della prossima Festa della Donna, la società nazionale di mutuo soccorso "Cesare Pozzo" e l'azienda produttrice di intimo Pompea inaugurano "Shoot the cancer", una mostra fotografica e un’asta benefica collettiva il cui ricavato sarà devoluto a Fondazione Veronesi, a sostegno della ricerca scientifica e della lotta al cancro. Nella bellissima Sala Liberty dell'Osteria del Treno a Milano
di Alessio Nisi
Ci sono storie che raramente si guadagnano le prime pagine dei magazine o i servizi di apertura dei notiziari: sono quelle che iniziano dopo le cure, dopo la paura, dopo l’incertezza. È il momento in cui una donna torna a guardarsi allo specchio e prova a riconoscersi non solo come paziente, ma come persona intera, forte e fragile allo stesso tempo.
Ecco, attraverso la fotografia, la rinascita individuale si trasforma in impatto collettivo: sensibilizzazione, prevenzione e ricerca. Di più, quel guardarsi allo specchio è al centro di Shoot the cancer: 25 scatti (la direzione fotografica è curata da Giovanni Peschi) protagonisti di un’asta collettiva il cui ricavato sarà destinato alla ricerca scientifica sul tumore al seno a sostegno di Fondazione Veronesi.
Qui gli scatti non cercano la perfezione, ma la presenza. Non raccontano pose, ma percorsi. La fotografia diventa così un linguaggio di bellezza e verità, capace di restituire dignità e potenza al racconto della rinascita, senza retorica.
L’evento, voluto dalla Società nazionale di mutuo soccorso Cesare Pozzo, dal suo Coordinamento donne (con il patrocinio di Regione Lombardia e Comune di Milano) e da Pompea, è in programma l’8 marzo alle 18, negli spazi dell’Osteria del Treno, nella bellissima sala Liberty, a Milano (altre info QUI). Al termine della serata le opere verranno donate alle donne ritratte, a riprova di un percorso condiviso che restituisce valore e riconoscimento.

Insieme alle donne nel percorso di rinascita
«Il nostro ente, da quasi 150 anni, si occupa di sanità integrativa, supportando quotidianamente i suoi soci (in Italia oltre 150mila) nelle spese mediche e socio assistenziali», spiega Andrea Giuseppe Tiberti, presidente della società nazionale di mutuo soccorso Cesare Pozzo, presente all’appuntamento.

Tra gli scopi della Cesare Pozzo, aggiunge, «rientra anche la promozione e la sensibilizzazione alla prevenzione sanitaria. Abbiamo, quindi, voluto promuovere questo progetto, sia per sostenere le donne nel loro percorso di rinascita dopo un percorso così delicato come quello della malattia e, allo stesso tempo, offrire un contributo concreto alla ricerca, sinonimo di vita e speranza. È, quindi, il dopo il focus di Shoot the cancer, perché siamo convinti che quel dopo lo si costruisce iniziando prima, ossia dalla prevenzione e dalla cura».
Fondamentale poi il contributo del coordinamento donne Mutua Cesare Pozzo (alla serata interviene la presidente Dina De Feudis), nato nel 2017 per promuovere la partecipazione femminile e sviluppare iniziative di sensibilizzazione sui temi che riguardano la salute e il benessere delle donne.
Sostenere Shoot the cancer significa finanziare la ricerca, ma anche contribuire a cambiare lo sguardo: rendere visibile la rinascita, normalizzare la fragilità, accendere consapevolezza e prevenzione. Perché ogni scatto può diventare una possibilità in più per la ricerca.

Arte, confronto e partecipazione
In una serata che unisce arte, confronto e partecipazione, accanto all’esposizione fotografica, è previsto anche un momento pubblico con divulgatori scientifici, associazioni attive sul territorio e testimonianze di donne che hanno vissuto l’esperienza del tumore al seno. Prevista poi una tavola rotonda, moderata dal caporedattore di VITA, Giampaolo Cerri, con la partecipazione di Paolo Veronesi, presidente di Fondazione Umberto Veronesi e direttore del programma di senologia e della divisione di senologia chirurgica presso l’Istituto europeo di oncologia di Milano. Con lui anche Annalisa Pirastru, presidente di Pink Amazon Dragon Boat, associazione di donne operate al seno che praticano appunto la dragon boat, attività sportiva che aiuta a combattere il linfedema al braccio, che è spesso un’eredità dell’intervento, e Laura Daphne Marziali, attivista su oncologia e diritti, primo fra tutti quello all’oblio oncologico.
«Per Pompea», fanno sapere la ceo e il co-ceo della società Marica e Alan Garosi, «questo progetto rappresenta una naturale estensione del suo Dna: innovazione applicata al benessere, tecnologia seamless e attenzione concreta alla qualità della vita delle donne. Sostenere Shoot the cancer significa mettere al centro ciò che conta davvero: le persone».

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In apertura foto di Sasun Bughdaryan per Unsplash. Nel testo immagine ufficio stampa Cesare Pozzo ETS
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