Cinema
“Caramelo”, spopola in Tv la storia di amicizia tra un randagio e uno chef
Su Netflix è il film brasiliano del momento, si trova nella top ten in Italia e in altri Paesi come la Gran Bretagna e a livello globale è tra i più visti. Un vero e proprio fenomeno che la Fondazione Cave Canem consiglia a tutti gli amanti dei cani e non solo. «È un promemoria di ciò che siamo e di ciò che possiamo diventare quando scegliamo di guardare gli animali come compagni di vita» dice la presidente Federica Faiella
Si intitola “Caramelo” è la pellicola fenomeno di Netflix in queste ultime settimane. È un film brasiliano dalla trama semplice e potentissima. È la storia dell’amicizia che nasce tra un giovane chef e un cane randagio. Un incontro avvenuto in un momento difficile e che renderà fortissimo il legame tra Pedro, lo chef e Caramelo, il cane.
I vira-lata caramelo, i cani divenuti simbolo
Il cane è uno dei tantissimi caramelos cioè meticci color caramello che si possono incontrare nelle strade di Rio o Bahia e il cui nome completo è “vira-lata caramelo” per indicare l’azione che compiono per poter sopravvivere: rovesciare i bidoni della spazzatura per mangiare. Con il passare del tempo questi randagi sono diventati simbolo di riscatto dall’emarginazione: da cani spazzini scacciati e simbolo della povertà, oggi celebrano la fierezza dell’essere meticci.

Il lungometraggio brasiliano diretto da Diego Freitas ha come interprete principale Rafael Vitti (Pedro), anche se la vera star è Amendoim, il cane che interpreta se stesso e che è stato adottato dallo stesso regista. Un vero randagio e non un animale addestrato per il film che si basa su una sceneggiatura originale.
Un film che parla del valore della vita
Questo film ha conquistato un po’ tutti e in particolare in Italia la Fondazione Cave Canem, «sembra nato per parlare la nostra lingua», confida Federica Faiella la presidente. «”Caramelo” è una storia semplice e potentissima, che racconta il valore della vita, il rispetto, la solidarietà e l’amore incondizionato — gli stessi principi che guidano ogni giorno il nostro impegno».
Al centro della trama – che non riveliamo – ci sono un cane e un essere umano, due anime che si incontrano e si salvano a vicenda. Nello scorrere delle scene quello che emerge è il fatto che gli animali non sono né oggetti, né strumenti ma esseri senzienti degni di tutela e di rispetto.

«C’è una scena — potente e dolorosa, ma anche piena di umanità — in cui il Caramelo viene difeso da un gesto di violenza, come se fosse un amico, un familiare, una persona amata. È lì che il film ci ricorda quanto sottile sia il confine tra “noi” e “loro”, e quanto amore ci sia nel gesto di chi sceglie di non voltarsi dall’altra parte», aggiunge Faiella.
Il canile come luogo di ripartenza
Rispettare un cane – sottolineano alla fondazione – significa ascoltarlo, comprendere i suoi bisogni, e intervenire solo se si ha davvero la possibilità di offrirgli una vita migliore.
È un invito a riflettere sul ruolo del canile: non come prigione, ma come luogo di transito, rifugio accogliente, punto di partenza verso una nuova casa.

«Poi c’è il messaggio più grande», continua Faiella, «quello che tocca ogni cuore: l’amore incondizionato. Quello che solo un cane sa dare, senza retropensieri, senza condizioni, con un’anima pura e autentica. Un amore che riscalda anche chi ha sempre detto “a me gli animali non piacciono” o “non potrei mai avere un cane”».
Non è un film sugli animali
E in effetti “Caramelo” non è solo un film sugli animali: è un film sulle persone, sulla capacità di donarsi, di accogliere, di condividere la vita.
Nella versione in italiano il film è diretto da Maria Grazia Napolitano che ha diretto il cast di doppiatori con i dialoghi scritti da Daniela Papa. «Un comparto artistico amante degli animali che ha portato tutta la propria esperienza emotiva nel lavorare a questo bellissimo film», sottolineano le voci italiane della pellicola.

«Caramelo non è solo una storia che scalda il cuore», conclude la presidente di Cave Canem, «è un promemoria di ciò che siamo e di ciò che possiamo diventare quando scegliamo di guardare gli animali per ciò che sono: compagni di vita, custodi di umanità, testimoni d’amore vero».
In apertura un’immagine del film – Vans Bumbeers/Netflix © 2025
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